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Bilancio, l'Ars costa 160 milioni
di Raffaella Pessina

Il Parlamento siciliano “blinda” i privilegi. Il Consiglio della Lombardia, invece, costa la metà (82,6 mln). Indennità parlamentare e diaria invariati. Ogni deputato costa 21mila € al mese

Tags: Ars, Bilancio



Continua a costare molto l’Assemblea regionale siciliana ai cittadini. Per capire il perché di questa spesa, siamo andati a vedere in dettaglio il bilancio di previsione per il 2017, pubblicato sul sito ufficiale dell’Ars alla voce “Amministrazione trasparente”.
La dotazione a carico del bilancio regionale, viene scritto nella relazione, si attesta per il 2017 a 143 milioni di euro, cifra identica a quella del 2016.

Tuttavia, viene anche indicato che tale cifra è quella a carico della Regione, ma sono stati utilizzati trasferimenti ministeriali, entrate extratributarie e gli avanzi di esercizio degli anni precedenti per programmare i lavori di ristrutturazione del Palazzo dei Normanni. il contributo da ricevere dallo Stato per la ristrutturazione di Palazzo ex-Ministeri ammonta ad 829.463,40 euro, le entrate extratributarie superano di poco i 16 milioni mentre le quote di avanzi degli anni precedenti arrivano a complessivi 12 milioni.

Il costo totale del Parlamento siciliano, quindi, per quest’anno si attesta a 160,2 milioni di euro.
Inevitabile il consueto confronto con il Consiglio regionale della Lombardia, simile per estensione di territorio, che per il 2017 ha previsto la cifra di 82,5 milioni euro di spesa. Praticamente la metà.

Nella relazione del bilancio interno dell’Ars viene specificato che è impossibile contrarre ulteriormente la spesa perché “Quasi il 90 per cento del totale delle uscite sono spese obbligatorie e riguardano prevalentemente il pagamento delle competenze e dei relativi oneri previdenziali, i premi di assicurazione e le imposte e tasse”.

Nel documento si legge inoltre che l’attuale dotazione organica a carico della Regione siciliana deriva da una “severa politica di risparmi messa in atto dal Consiglio di Presidenza”.

Tuttavia, analizzando nel dettaglio le voci che riguardano le indennità dei Figli d’Ercole, è facile notare come in sostanza tutto sia rimasto immutato.
Il costo di ciascun deputato a carico della collettività si attesta a quasi 21mila euro al mese.
 
COSTO MENSILE DEL DEPUTATO-CONSIGLIERE
Indennità lorda mensile € 6.600 –  “Limitatamente all’attuale legislatura, a salvaguardia del contratto di lavoro in essere - si legge sul sito ufficiale Ars - , è previsto un rimborso per le spese inerenti i collaboratori dei deputati”. Tale trattamento è stato equiparato, tramite legge regionale (44/65 mai abolita), a quello dei senatori della Repubblica. L'indennità è pari a 6.600 euro lordi per dodici mensilità.
 
Rimborso spese soggiorno (diaria) € 4.500 – Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Palermo, indifferentemente se un parlamentare abiti proprio a Palermo o se venga da Ragusa. O, almeno, non è specificato altrimenti. L’equiparazione al Senato qui stride, poiché se è comprensibile che la maggior parte dei senatori non sia di Roma o di zone limitrofe, altro discorso è per chi proviene dalla stessa regione seppur da città diverse da Palermo.
 
Collaboratore (portaborse) € 3.180 – Una volta la cifra era più elevata (4.500 euro), ma ci si chiede perché il deputato non possa sostenere come tutti i professionisti, il costo di un collaboratore, oppure non possa utilizzare, per il lavoro da deputato, del personale dei gruppi parlamentari. Una questione spesso dibattuta e alla fine si è ottenuto che “l’erogazione del rimborso ha luogo alla presentazione dei documenti idonei comprovanti la spesa sostenuta”. Niente più portaborse in “nero” quindi.
 
Indennità parlamentare deputati supplenti € 0 – Si tratta di una voce saltuaria, come indica la parola stessa. Chi esercita temporaneamente una funzione in assenza della persona che ne è titolare: in questo caso non è quantificabile e quindi abbiamo lasciato la cifra a 0, anche se nella XVI ma legislatura c'è stato Edy Bandiera di Forza Italia che dal 9 settembre al 20 dicembre 2015 ha sostituito temporaneamente Giuseppe Sorbello. Non conosciamo la cifra stanziata.
 
Indennità di funzione e di mansione € 398 – A leggerla potrebbe sembrare una piccola cifra, ma bisogna moltiplicarla per i 12 mesi dell'anno e, per rendere il calcolo più semplice, è stata spalmata su tutti i 90 parlamentari, mentre godono di questa indennità il presidente dell'Ars, i due vice presidenti, i capigruppo parlamentari, i componenti del consiglio di presidenza e i presidenti, vicepresidenti e segretari delle commissioni.
 
Deputazioni e missioni € 23,54 – Anche questa voce va ad incrementare le spese a carico dei cittadini e, se trattata complessivamente, arriva alla ragguardevole cifra di 25. 421, 48 euro. Si tratta di una semplice stima, poiché il dato per il 2017 è incompleto, pertanto abbiamo utilizzato come riferimento il dato del 2016 pubblicato sul sito ufficiale Ars per fare una stima. Ma già in questa direzione l'Assemblea ha contenuto molto i costi poiché in anni precedenti ed in precedenti legislature le missioni dei deputati costavano ai cittadini tre volte tanto.
 
Indennità di fine mandato € 486 – La l.r. 1/2014 ha disposto la soppressione dell’assegno di solidarietà e l’istituzione dell’assegno di fine mandato che prevede, oltre ad un contributo dell’1% a carico del deputato, un onere a carico del bilancio dell’Assemblea regionale siciliana pari al 7,34% dell’indennità parlamentare lorda. Una specie di “trattamento di fine rapporto”. l’assegno di fine mandato non può comunque eccedere il limite di dieci anni di mandato, anche non consecutivi, da computare a decorrere dal 1° gennaio 2014.
 
Trasferimenti ai gruppi parlamentari € 5.769 – Questa cifra comprende, rapportata ad ogni deputato, il “Contributo per il funzionamento dei gruppi” (totale 700.500), quello per il relativo personale che non è cambiato dal 2016 (totale 5.130.000 euro ) e lo stanziamento a regime per il 2017 per l’attuazione della l.r. 30/2015 (contributo IRAP), nella misura di 400.000 euro. Per far funzionare, quindi, gli attuali 12 gruppi ci vogliono più di sei milioni di euro.
 
TOTALE € 20.956
 
LE ALTRE VOCI DI SPESA 2017
“Missioni” e “Programmi” – Quest’anno la redazione del bilancio interno dell’A.R.S come del resto per il 2016 è cambiata e la spesa nelle tabelle viene suddivisa in “missioni” e in “programmi”.
Il progetto di bilancio di previsione viene redatto secondo le modalità introdotte nell’ordinamento regionale dall’art.11, comma 5, della legge regionale n.3 del 13 gennaio 2015, secondo la quale l’Assemblea regionale siciliana ha adeguato il proprio ordinamento contabile ai principi di cui al D.Lgs.118/2011 e successive modificazioni ed integrazioni.
Per comprendere di quali voci si compongono le spese, bisogna rifarsi ai “vecchi” capitoli di spesa.
Peraltro, per un migliore accorpamento, alcune voci sono state spostate da una parte dell’altra e non sempre le cifre degli anni passati si possono riferire ai nuovi capitoli presenti in bilancio.
 
Spese istituzionali Segreteria Generale: € 375,00 – A questa voce corrispondono spese già massimamente contenute nel previgente capitolo X, ed è inerente a costi di varia natura istituzionale: studi, pubblicazioni e stampa atti parlamentari, attività del Centro di informazione e documentazione istituzionale e del Centro studi parlamentari, Conferenze, convegni di studio, iniziative culturali e sociali e collaborazioni con le Università, spese di rappresentanza dell'Amministrazione.
 
Personale in servizio e in quiescenza prestazioni professionali esterne € 82.995,37 – In questa voce sono compresi gli stipendi dei dipendenti, il vestiario del personale di servizio, ma anche indennità di risultato, di funzione e mansione, spese per la qualificazione, l’aggiornamento professionale, la concessione di borse di studio, la partecipazione a corsi di lingua straniera, di informatica, prestazioni professionali a favore dell'Amministrazione e Compensi e rimborsi per il personale di altre Amministrazioni ed Enti che forniscono prestazioni all'Assemblea.
In questo campo il Consiglio di Presidenza ha introdotto il tetto agli stipendi che ha portato al pensionamento di coloro che, avendo i requisiti, hanno deciso di andare in pensione con il vecchio stipendio. Di contro sono entrati in servizio i vincitori del concorso per segretari parlamentari di professionalità informatica.
 
Oneri previdenziali e fiscali – In questi due programmi sono iscritte spese di natura innanzitutto prettamente legale, al fine di far fronte ai costi delle liti e ad eventuali risarcimenti stabiliti da provvedimenti giurisdizionali, il cui importo è invariato rispetto al 2016.
La seconda cifra registra previsioni in aumento dovute, spiega la relazione al bilancio, alle necessità di aggiornamento e rinnovo delle procedure informatiche e dei software gestionali.

Articolo pubblicato il 02 giugno 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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