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Rifiuti, Sicilia sull'orlo di una crisi. La Regione assicura: "Non è vero"
di Rosario Battiato

Il 31 maggio è scaduta la gestione speciale e a diverse discariche sono rimasti pochi mesi di vita. Vania Contrafatto: “Non permetterò ai faccendieri di intrufolarsi tra un’ordinanza e l’altra”

Tags: Rifiuti, Sicilia, Vania Contrafatto



PALERMO – Il 31 maggio è scaduto il ricorso temporaneo ad una speciale forma di gestione dei rifiuti sancito (come ulteriore proroga) nell’ordinanza presidenziale n. 28 del primo dicembre dello scorso anno. La proroga, definita in vista del rientro in ordinario, non è servita a risolvere i problemi e, assieme alle altre ordinanze presidenziali, ha soltanto prolungato l’agonia per un’emergenza che sta sempre dietro la porta, pronta a ripresentarsi in ogni momento, così come avevamo scritto nell’inchiesta dello scorso 23 maggio (“Rifiuti, un’ordinaria emergenza”).

Adesso sarà necessaria una nuova proroga e a quanto si apprende da alcune indiscrezioni apparse sulla stampa è praticamente già pronta: Crocetta e il ministro Galletti hanno lavorato nei giorni scorsi per prolungare lo schema di accordo tra governo nazionale e regione. È attesa a breve la firma con i crismi dell’ufficialità e una nuova ordinanza presidenziale per un prolungamento fino al 30 novembre.

L’assessore Contrafatto ieri ha voluto precisare che “non c’è in corso, al momento,  alcuna emergenza rifiuti in Sicilia”.  “Non vorrei che ci fosse - ha spiegato - un tentativo non meglio precisato di creare ad arte un pericoloso panico. Non serve a nessuno e soprattutto ai siciliani. Non lo consentiremo”.

“Non permetterò - ha aggiunto - che nel limbo, fra un’ordinanza e l’altra, possano intrufolarsi faccendieri o portatori di interessi poco chiari, perché tutto come sempre sarà fatto nella più totale trasparenza. Le regole valgono per tutti. Sempre”.

Alternative alla proroga, comunque, non ce ne sono, la Regione ha necessità di confermare i regimi di autorizzazione che riguardano l’attività straordinaria di alcune discariche: in altri termini ha bisogno di altre deroghe sui flussi di conferimento autorizzati. Una necessità confermata dalla cronaca di questi giorni. L’immagine sembra recuperata da un anno fa, quando, più o meno nello stesso periodo, c’erano scenari catastrofici con l’imminente arrivo della stagione estiva e le discariche chiuse a causa della fine del decreto di proroga che aveva permesso alla Regione di tenere faticosamente in piedi il sistema. Stessa storia: code di compattatori, perché la raccolta ha comunque fatto la propria parte, e discariche – emblematico il caso di Siculiana nell’agrigentino che ha dovuto chiudere proprio per assenza della proroga – che non hanno potuto ricevere i rifiuti.

L’ultima proroga di “sistema” era arrivata nel dicembre scorso con l’ordinanza presidenziale che, nel nome della salvaguardia di elevati livelli di sicurezza e nel rispetto dell’ordinamento, e al fine di evitare l’insorgere di emergenze igienico-sanitarie, di ordine pubblico e sociale, e nelle more dell’implementazione impiantistica e nell’avvio di un modello di gestione integrata dei rifiuti, aveva stabilito il “ricorso temporaneo ad una speciale forma di gestione dei rifiuti nel territorio della Regione siciliana, per il periodo dal 1 dicembre 2016 sino al 31 maggio 2017”.

Una gestione speciale “scaduta” due giorni fa e pronta a riprendere, perché altrimenti la Sicilia verrebbe letteralmente sommersa dalla spazzatura. Il punto più grave, tuttavia, non è questo, infatti, indipendentemente dalle proroghe emergenziali, i siti siciliani sono sul punto di esplodere. Nelle scorse settimane l’assessore Contrafatto aveva ribadito che, con l’attuale ritmo di conferimento, i siti isolani avrebbero avuto ancora capacità di abbancamento per circa un anno, ma forse la prospettiva era sin troppo rosea. Un documento del dirigente Pirillo, presentato più di un mese fa, aveva descritto la situazione dei principali siti di conferimento, dando tempi strettissimi a tutti: 5 mesi a Gela, 6 a Bellolampo, 2/3 mesi a Trapani, 6 mesi a Lentini. Insomma, sarà difficile arrivare fino a novembre.

A complicare ulteriormente il quadro, è la presenza di discariche come bombe ecologiche ad orologeria: nei giorni scorsi l’annuncio dell’Arpa Sicilia che ha inviato la relazione sulla situazione della discarica di Tiritì di Misterbianco, in attesa di bonifica e ripristino dello stato dei luoghi.

Articolo pubblicato il 02 giugno 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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