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Rifiuti, il Ministero dà la proroga ma detta le condizioni alla Sicilia
di Rosario Battiato

Prosegue la gestione speciale, ma Roma attende un cronoprogramma sulla differenziata entro 20 giorni. Tra le richieste del Governo anche nuovi impianti e report mensili sulla gestione

Tags: Sicilia, Rifiuti, Gianluca Galletti



PALERMO – Era stato anticipato nei giorni scorsi, adesso c’è l’ufficialità. Regione siciliana e ministero dell’Ambiente hanno trovato l’accordo per prolungare il ricorso temporaneo a speciali forme di gestione dei rifiuti nel territorio isolano nelle more del rientro in ordinario. Niente di nuovo: l’accordo, che il primo giugno ha visto l’intesa firmata dal ministro Galletti seguita da due ordinanze presidenziali (5/rif e 4/rif), arriva proprio il giorno successivo alla scadenza della precedente ordinanza di dicembre che aveva esteso la gestione speciale fino al 31 maggio scorso.

Il Ministero ha rilasciato l’intesa sulla reiterazione parziale dell’ordinanza del primo dicembre, così come richiesto dal dipartimento regionale dell’Acqua e dei Rifiuti, per prolungare gli effetti relativi al ricorso temporaneo a speciali forme di gestione, ma si tratta di un accordo che “deve tuttavia ritenersi subordinato” al rispetto di determinate condizioni che sono state inserite nella nota firmata dal ministro Galletti.

Niente fiducia al buio, perché, così come avvenuto in passato, Roma vuole vedere da vicino l’evoluzione della situazione rifiuti nell’Isola. Entro 20 giorni, quindi per la fine del mese, la direzione generale per i Rifiuti e l’Inquinamento del Ministero si aspetta un cronoprogramma “contenente tutte le iniziative intraprese e da intraprendere per l’implementazione della raccolta differenziata dei rifiuti urbani, quali almeno carta, plastica, vetro e metalli, con particolare riferimento ai Comuni coinvolti, ai risultati attesi e ai tempi entro i quali gli stessi saranno conseguiti”.

Stessa tempistica per trasmettere un quadro dell’impiantistica regionale con indicazione della localizzazione territoriale delle infrastrutture esistenti, di quelle da realizzare con “i relativi tempi ed un’analisi sulla fattibilità dell’invio dei rifiuti presso gli impianti di smaltimento e di recupero energetico che hanno dichiarato la propria disponibilità ad esito della manifestazione di interesse indetta lo scorso novembre”, quando la Regione aveva pubblicato un avviso pubblico per titolari di impianti in tutta Italia. In questo scenario vanno inoltre considerati anche gli interventi previsti nel Patto per il Sud – Sicilia e nella programmazione dei fondi comunitari Po Fesr 2014-2020. Altra documentazione da presentare, sempre nei prossimi venti giorni, riguarda il quadro completo dei flussi di rifiuti prodotti, e dell’incardinamento della discussione presso l’Ars della legge di riorganizzazione della governance.

Il Ministero vuole vederci chiaro anche sul processo di evoluzione dell’avvio delle Società di regolamentazione rifiuti (Srr) e delle procedure di affidamento dei servizi di raccolta, nonché sul dato certificato Arpa della percentuale di raccolta differenziata per l’anno 2016. Tempi più ristretti, quindici giorni dall’adozione dell’ordinanza, per l’atto contenente gli indirizzi per l’aggiornamento del piano di gestione dei rifiuti urbani, con particolare attenzione anche alle previsioni contenute nel D.P.C.M. del 10 agosto 2016 relativo alla individuazione della capacità complessiva di trattamento degli impianti di incenerimento e del fabbisogno residuo mediante la realizzazione di impianti di incenerimento con recupero di rifiuti urbani e assimilati “unitamente al cronoprogramma dei lavori da presentare al Comitato di sorveglianza dei fondi comunitari Po Fesr per la riunione di giugno come concordato nella riunione del 23 maggio 2017”, un atto che dovrà essere adottato dalla giunta regionale entro il 30 giugno.

Altre richieste più stringenti riguardano i report mensili sulle autorizzazioni di ulteriori impianti mobili di biostabilizzazione e/o inertizzazione, ma anche l’avvio delle procedure di gara per l’invio dei rifiuti in impianti di trattamento fuori dal territorio regionale entro 30 giorni dall’adozione dell’ordinanza.

Articolo pubblicato il 07 giugno 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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