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Quotidiano di Sicilia

Rinnovabili, Sicilia senza lode
di Rosario Battiato

Legambiente: oltre 3 mila comuni in Italia producono più energia elettrica di quella consumata. Solo due buone pratiche su 200. Eccellenze a Catania e Favara per i pannelli solari

Tags: Energia, Mise, Energia Rinnovabile, Legambiente



PALERMO – Crescono i comuni rinnovabili in tutta Italia, ma le eccellenze siciliane sono ancora pochissime. Gli ultimi dati sono arrivati nei giorni scorsi con il Rapporto Comuni Rinnovabili 2017 di Legambiente, realizzato con il contributo di Enel Green Power e in collaborazione con GSE, che esplora anche le storie e buone pratiche (sono 200 quelle raccolte sul sito www.comunirinnovabili.it e appena 2 nell’Isola) di tutte le realtà nazionali.

Sono ormai più di tremila i comuni che producono da fonti rinnovabili più energia elettrica di quanta ne consumino le famiglie residenti, e 40 quelli 100% rinnovabili dove le energie pulite soddisfano tutti i consumi elettrici e termici, riducendo le bollette di cittadini e imprese. Sono 7.987, invece, i comuni “rinnovabili”. In altri termini, almeno un impianto green è ormai installato su tutti i municipi italiani. 

Il bilancio complessivo di Legambiente è abbastanza positivo in relazione alla “generazione distribuita da energie pulite insieme all’innovazione energetica, accompagnata da un nuovo modo di essere cittadini prosumer (produttori-consumatori di energia) e dalla diffusione delle comunità dell’energia”.

La tendenza, tuttavia, continua a ritmi decisamente più bassi rispetto al passato: nel 2016 sono stati installati 396 MW di fotovoltaico, 282 MW di eolico, 140 di geotermico, 513 di bioenergie e 346 di mini idroelettrico. Più di un terzo dei consumi elettrici complessivi è coperto dalle rinnovabili (nell’Isola questo dato si ferma al 23,7%), anche se la percentuale resta comunque in contrazione per il secondo anno di fila. In ogni caso, spiegano dall’associazione del cigno, è “significativo che in dieci anni la produzione da energie pulite sia passata da 51,9 a 106 TWh”.

L’Italia resta tra i Paesi più lanciati del settore con bilancio decennale assolutamente positivo e anche le cosiddette “nuovi fonti rinnovabili”, cioè le bioenergie, il fotovoltaico, l’eolico, la geotermia e il mini idroelettrico, non hanno fatto mancare il proprio apporto che è passato dal 2,6% del 2006 al 22,7% del 2016.

Per la Sicilia ci sono le solite conferme e poche eccellenze
: buone prestazioni dai comuni dell’eolico con impianti eolici composti da torri con potenze superiori ai 200 kW e da quelli che utilizzano pannelli solari per le esigenze termiche della propria struttura (scuole, uffici, palestre, etc...). Questi ultimi sono 607 in tutta Italia (oltre 60 mila mq installati) e vedono almeno due importanti riferimenti in Sicilia. La novità è rappresentata dal comune di Favara, nell’agrigentino, che ha installato oltre 1.980 mq di pannelli solari termici, mentre la tradizione è quella del comune di Catania che si trova al quarto posto nazionale dei primi dieci comuni in edilizia pubblica (1.160 mq).

Due le buone pratiche segnalate: il polo produttivo della bioeconomia nel comune di Caltagirone per la realizzazione di un impianto per la produzione di energia elettrica e termica, alimentato con biomassa ottenuta dagli scarti agricoli e forestali (progetto di Renovo Spa approvato nel 2015) e il primo impianto solare termodinamico al mondo a San Filippo del Mela, in provincia di Messina, realizzato dalla A2A.

Intanto, si è aperta lunedì scorso, sul sito del ministero dello Sviluppo economico e su quello dell’Ambiente, la consultazione pubblica sulla nuova Strategia energetica nazionale, a disposizione del pubblico un mese di tempo per inviare commenti, osservazioni e proposte che saranno valutate ai fini della predisposizione del documento finale. Il documento e il questionario sono disponibili sui siti di riferimento (minambiente.it e mise.it).

Articolo pubblicato il 14 giugno 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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