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Nel Mezzogiorno il 35,3% degli impiegati statali
di Redazione

 È questa la fotografia scattata dal censimento permanente delle Istituzioni pubbliche diffuso ieri dall’Istat. In Sicilia registrato il valore più basso di presenze femminili negli organi di vertice (7,2%)

Tags: Lavoro, Dipendenti Statali



ROMA - L’esercito degli statali conta quasi 3,5 milioni di lavoratori dipendenti. Quasi mezzo milione sono precari. È quanto emerge dai primi risultati del censimento permanente delle Istituzioni pubbliche realizzato dall’Istat.
A fine 2015 sono attive 12.874 istituzioni pubbliche che impiegano 3.305.313 lavoratori dipendenti, di cui 293.804 a tempo determinato (pari all’8,4%) e 173.558 non dipendenti (collaboratori, altri atipici e lavoratori temporanei), distribuiti in 106.870 unità locali. I precari, dunque, ammontano a 467.362 lavoratori.

Nel censimento sono inserite le forze di sicurezza, le forze armate (complessivamente circa 490mila persone di cui circa 34mila donne) e i dipendenti pubblici che lavorano all’estero (poco più di 6mila).
Il personale dipendente è concentrato per il 54,1% nell’amministrazione centrale, per il 20% in aziende o enti del Servizio sanitario nazionale e per l’11,8% nei Comuni.

Il personale non dipendente lavora per il 32,2% nell’università pubblica, per il 21,5% in aziende o enti del servizio statistico nazionale, per il 18,2% nei Comuni.

Tra il 2011 e il 2015 dipendenti pubblici sono calati dell’1,1%: i lavoratori a tempo indeterminato sono diminuiti di 45mila unità circa (-1,7%), mentre quelli a tempo determinato sono cresciuti di 12mila unità (+5,1%).

Oltre metà del personale delle istituzioni pubbliche è donna ma non comanda.
I dati confermano la presenza maggioritaria di occupati donne, pari al 56% del personale in servizio. Tuttavia la presenza femminile negli organi di vertice è limitata e pari al 14,4%. Il valore più basso si trova nelle università (7,2% di vertici femminili), il più alto negli organi costituzionali (21,2%). A livello territoriale, il valore più basso si registra in Sicilia (7,2%), quello più alto in Emilia Romagna (21,2%).

In generale la più elevata presenza femminile si registra negli enti del Sistema sanitario nazionale (65,1%), la più bassa nelle Giunte e Consigli regionali (46,9%). Tra le donne si riscontra inoltre una quota maggiore di figure a tempo determinato (9,9% rispetto al 6,6% degli uomini).

Si concentra al Sud la quota maggiore di statali. A livello territoriale, infatti, il personale in servizio nelle istituzioni pubbliche è concentrato per il 35,3% in unità locali situate nel Mezzogiorno (22,6% nelle Regioni del Sud e 12,7% nelle Isole).
Il 22,6% del personale lavora nel Nord-Ovest, il 22,3% nel Centro e il 19,7% nel Nord-Est del Paese. È la fotografia scattata dal censimento permanente delle Istituzioni pubbliche diffuso dall’Istat.

Articolo pubblicato il 15 giugno 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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