Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia Ŕ su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Agenzia entrate e riscossione vs evasione
di Carlo Alberto Tregua

Il Paese più corrotto d’Europa

Tags: Agenzia Delle Entrate, Riscossione



E' ormai noto che il nostro Paese abbia raggiunto il triste primato di essere il più corrotto d’Europa. Sicuramente si tratta di un’iperbole non vera, ma che si avvicina molto alla realtà.
Le cause del dilagare della corruzione sono diverse: in primo luogo la debolezza del ceto politico, nel quale l’ignoranza è straripante, conseguenza del fatto che i candidati eletti sono scelti col metodo random e quindi improvvisati. Non conoscono la storia del Paese, la sua evoluzione sociale e politica e neanche i meccanismi giuridico-amministrativi per mezzo dei quali si formano leggi, decreti, e poi si attuano.
Non si diventa parlamentare nazionale o consigliere regionale e comunale abilitato per virtù dello Spirito santo. Anche in questa attività occorre spirito di sacrificio e abnegazione per imparare, imparare e imparare un mestiere difficile, e conoscere in maniera adeguata le regole etiche secondo le quali gli eletti sono servitori dei cittadini e devono assolutamente evitare di invertire la situazione, facendosi servire dai cittadini.   

Vi è poi la macroscopica evasione, stimata comunemente in oltre 100 mld, consistente nella modestia professionale ed etica della burocrazia, che sconosce i valori di merito e responsabilità, pur avendo al proprio interno valorosi e onesti dirigenti e dipendenti, che suppliscono con grande spirito di sacrificio i loro colleghi fannulloni e corrotti.
Causa della mancata riscossione è la lentezza dei processi tributari, ma anche il mancato collegamento tra ente accertatore (Agenzia delle entrate) ed ente riscossore. Cosicché, fino al prossimo 30 giugno, l’Agenzia delle entrate emette i ruoli, mediante le cosiddette cartelle esattoriali, le trasferisce a Equitalia o, nella nostra regione, a Riscossione Sicilia spa.
La frattura tra i due enti ha causato forti rallentamenti nella riscossione, spesso arrivando tardi e non potendo più recuperare le somme accertate. Equitalia ha determinato in 817 mld le cartelle non riscosse, che in Sicilia l’attuale amministratore Antonino Fiumefreddo ha dichiarato essere 52 mld.
Va precisato che le somme non incassate non si denominano evasione bensi morosità.
 
Col prossimo primo luglio, una legge dello Stato ha riunito Agenzia delle entrate ed Equitalia, denominando l’ente Agenzia entrate e riscossione spa, nominando un nuovo direttore nella persona di Ernesto Maria Ruffini e spostando la precedente direttrice, Rossella Orlandi, alla direzione del Catasto.
Quest’ultimo da tempo deve essere rivisto per adeguare i suoi valori a quelli di mercato ma, per timore del malumore che si diffonderebbe tra i proprietari degli immobili, il Governo continua a rinviare questa opportuna revisione.
Agenzia delle entrate e riscossione spa ha eliminato il passaggio esistente precedentemente, cosicché la società può immediatamente rilevare l’evasione e procedere alla riscossione effettuando pignoramenti a carico dei debitori, emettendo gli opportuni avvisi e, dopo l’esito di eventuali ricorsi alla commissione tributaria, la quale ha la facoltà di sospendere la riscossione, procedere all’esecuzione.
L’ente è in condizione di accedere a tutte le banche dati, compresi il catasto ed il Pra, i conti correnti bancari e postali, i dossier titoli ed ogni altra disponibilità.  

Naturalmente vi sono limiti, perché gli stipendi sono pignorabili per una quota, in relazione alla loro somma o anche nel caso in cui vi siano erogazioni a favore di coniugi separati, divorziati e relativi figli. Tutta la materia è ben indicata nel sito del nuovo ente.
Dal connubio tra accertamento di imposte (evasione) e riscossione (morosità) vi dovrebbe essere una accelerazione dell’incasso, che nel 2016 è stato di circa 15 mld (come l’anno precedente), al netto di oltre 4 mld incassati una tantum per effetto della cosiddetta voluntary disclosure. Per quest’anno, tale entrata straordinaria non vi sarà in quanto la voluntary bis non sta decollando nonostante sia trascorsa metà anno.
Nell’ultimo triennio la lotta all’evasione ha portato a un incasso di circa 45 mld e nonostante ciò essa continua a essere valutata al di sopra dei 100 mld. Ma allora: è un pozzo senza fondo, alimentato dalla estesa corruzione che non si riuscirà a debellare se non si modificano i meccanismi strutturali che la generano.

Articolo pubblicato il 15 giugno 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus

´╗┐