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Palermo - Consiglio comunale, novità e bocciati eccellenti
di Gaspare Ingargiola

Lo scenario post-voto: pentastellati alla prima esperienza, cuffariani fuori da Sala delle Lapidi. Il vincente Orlando dovrà governare con una maggioranza molto frastagliata

Tags: Palermo, Leoluca Orlando



PALERMO - La prima volta dei 5 stelle, cuffariani rimasti alla porta e un Leoluca Orlando schiacciasassi con premio di maggioranza e otto presidenti di Circoscrizione. Questo il nuovo Consiglio comunale uscito dal voto di domenica, tra volti nuovi e bocciati eccellenti.

Il vecchio leone Orlando strappa per un soffio il quorum del 40%
e la maggioranza dei consiglieri, 24 su 40. Le sue liste andate oltre la soglia di sbarramento del 5%, infatti, ottengono il 40,07%: cinque scranni a testa a Movimento 139 (8,61%), Palermo 2022 (8,6%), Uniti per Palermo (7,61%) e Democratici e popolari (8,57%), quattro a Sinistra Comune (6,9%).

Gli altri 16 seggi di Sala delle Lapidi spettano all’opposizione. Cinque alla lista più votata, il Movimento 5 stelle (13,08%). Uno al candidato giunto secondo, Fabrizio Ferrandelli, che porta in Consiglio Forza Italia (8,61%), Per Palermo con Fabrizio (7,49%) e i Coraggiosi (6,07%). Bocciate le liste orlandiane Alleanza per Palermo di Totò Lentini (4.22%) e Mosaico Palermo (3,69%), i cuffariani di Udc (3,06%) e Cantiere popolare (4,26%), le ferrandelliane Palermo prima di tutto (2,3%) e Al Centro-Forza Palermo (0,86%), i Verdi con la vice presidente del Consiglio uscente Nadia Spallitta (1,56%), Siciliani Liberi (1,71%) e il Centro Destra per Palermo (Lega e Fdi) con Ismaele La Vardera (2,79%).

Oggi, al contrario del 2012, quando vinse con l’Idv e poi mise in piedi una propria creatura, il Movimento 139, che rispondeva solo a lui, Orlando dovrà governare una maggioranza frastagliata, composta da consiglieri che in passato gli hanno fatto aperta opposizione. Non è forse un caso che la star della sua coalizione sia stato Francesco Paolo Scarpinato, degli alfaniani di Alternativa popolare, inserito in Democratici e popolari e di diritto tra i papabili presidenti del Consiglio con ben 3.431 voti. Il Pd, privato del suo simbolo, ha svolto il compitino senza brillare. Il listone con i dem, l’Ap e i centristi per l’Europa di D’Alia porta a casa il renziano Dario Chinnici (2.097 voti), che vede premiato il suo lavoro in circoscrizione al pari di Rosario Arcoleo (1.484), l’ex Udc Giovanni Lo Cascio (1.489) e l’ex Pd Carlo Di Pisa (1.307), che nel 2012 sosteneva, ironia della sorte, Ferrandelli. Esclusa l’uscente Luisa La Colla.

Proprio la necessità di costruire liste forti ed equilibrate per non scontentare nessuno ha fatto fuori alcuni uomini di punta del Movimento 139, come l’ormai ex vice capogruppo Pierpaolo La Commare (2.13%). Fuori anche i figli d’arte Giovanni Apprendi e Fiorella Campagna, gli uscenti Alberto Mangano, Giovanni Geloso (Comitati Civici), Giovanni Maniaci, Cosimo Pizzuto, Fausto Torta, Pia Tramontana e Alessandra Veronese. Il Mov 139 è guidato dall’ex Pd Fabrizio Ferrara con 1.650 voti, seguito da Sandro Terrani (1.371), una vita nel centrodestra (dal Pdl a Grande Sud). In calo il presidente del Consiglio uscente Totò Orlando, che raccoglie 1.263 voti, 281 in meno del 2012. Confermato l’ex Idv Paolo Caracausi (1.223), c’è pure Valentina Chinnici (1.124). A trascinare Palermo 2022 l’ex Udc Giulio Cusumano (2.206). Promosso dalla Circoscrizione l’ex Pd Massimiliano Giaconia (1.402), confermati gli orlandiani uscenti Tony Sala (1.143) e Francesco Bertolino (1.139) e l’ex Mpa Mimmo Russo (1.001), capopopolo degli ex Pip.
 
Bocciati gli uscenti Juan Diego Catalano, Loris Sanlorenzo, Giusi Scafidi, Rita Vinci e Paolo Porzio, oltre a Maurizio Li Muli e Ninni Terminelli. Anche Uniti per Palermo propone due consiglieri con una storia a destra: gli ex Grande Sud Gianluca Inzerillo (3.156) e Ottavio Zacco (2.797), più Caterina Meli (2.476), Valentina Caputo (1.067) e Giuseppina Russa (975 voti). Esclusi Masino Lombardo e gli uscenti Sandro Leonardi e Nicolò Galvano.

Fa il botto Sinistra Comune: pieno di consensi per l’ex assessore alla Mobilità Giusto Catania, leader con 1.547 voti, all’anima della contestatissima Ztl. Beffati i suoi grandi avversari nella battaglia al Tar, Marcello Robotti di Vivo Civile (Ferrandelli) e Massimo Merighi di Bispensiero (Siciliani Liberi), che non entrano in Consiglio. Sono dentro con Sc invece Caterina Orlando (1.290), l’ex assessore alla Scuola Barbara Evola (1.052) e l’ex Idv Marcello Susinno (982). Niente da fare per gli uscenti Federica Aluzzo e Filippo Occhipinti.

Passiamo all’opposizione: con i Coraggiosi salgono Claudio Volante (1.125), l’ex Idv Cesare Mattaliano (889) e l’ex Pd Giovanni Tarantino (835). Forza Italia ne conferma due… e mezzo: l’inossidabile Giulio Tantillo (3.669), l’ex Grande Sud ed Ncd Andrea Mineo (1.510) e Sabrina Figuccia (2.708), figlia dell’uscente Angelo e sorella del deputato regionale Vincenzo, oltre a Roberta Cancilla (1.841). Salutano gli uscenti Giuseppe Federico e Giovanni Melia. L’ex Mpa Marianna Caronia è la regina di Per Palermo con Fabrizio con 3.855 voti, che piazza anche l’uscente Alessandro Anello (1.190) ed Elio Ficarra (1.170). Con il flop di Palermo prima di tutto, oltre a Robotti, resta a casa l’uscente Maurizio Lombardo. Le new entry pentastellate sono Ugo Forello, il consigliere più votato in assoluto con 5.262 preferenze, il suo rivale alle Comunarie Igor Gelarda (1.660), assente alla conferenza stampa del day after, Giulia Argiroffi (1.185), Concetta Amella (668) e Viviana Lo Monaco (499). Con La Vardera fanno flop l’uscente Giorgio Calì e l’attore Francesco Benigno.

Articolo pubblicato il 15 giugno 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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