Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Regione, Corte dei conti condanna Anna Rosa Corsello
di Raffaella Pessina

Confermata in Appello sentenza di I grado: dovrà restituire oltre 163 mila euro. L’ex dirigente si era autoliquidata compensi illegittimi

Tags: Anna Rosa Corsello



PALERMO - I giudici d’appello della Corte dei conti per la Regione siciliana hanno condannato Anna Rosa Corsello, dirigente regionale, da un anno in pensione, a pagare alla Regione siciliana 163.730,00 euro. 
Si chiude così un triste capitolo della pubblica amministrazione siciliana.
La burocrate alla guida del Dipartimento della Formazione professionale, si era auto assegnata compensi che non le spettavano per gli incarichi aggiuntivi di commissario liquidatore delle partecipate Multiservizi e Biophera.

Secondo la difesa - Corsello per la stessa vicenda è indagata per peculato anche dalla Procura ordinaria - il rapporto con le società partecipate aveva natura privatistica. Dunque, la competenza sarebbe stata del giudice civile e non della Corte dei Conti. Di avviso opposto i pm contabili. La procedura prevede che l’Ente presso cui il dirigente ha espletato l’incarico liquidi alla Regione l’intero compenso; quindi la Ragioneria generale paga il 50 per cento della somma al dipendente e versa la restante metà in un apposito fondo regionale.

La sentenza, n. 74/A/2017, emessa il 15 maggio scorso, è stata depositata ieri.
La Corte (presieduta da Giovanni Coppola, relatore consigliere Tommaso Brancato) ha ritenuto l’ex dirigente, responsabile del danno arrecato alla Regione che ora dovrà risarcire, per i compensi di liquidatrice delle società.
I giudici hanno respinto sia l’appello principale presentato dall’ ex dirigente che quello incidentale della Procura della Corte dei conti e, confermando la sentenza di primo grado, ha condannato definitivamente Corsello.

Intanto, a Palazzo dei Normanni i battenti di Sala D’Ercole si sono chiusi per un’altra settimana e si procederà a rilento nei lavori d’Aula. Nessuna meraviglia, visto che si devono svolgere i ballottaggi e in questo scorcio di fine legislatura resterà solo il tempo per approvare il collegato alla Finanziaria, che contiene stanziamenti in diversi settori. Una manovra che tornerà molto utile al Parlamento che si rinnoverà alla fine di questo autunno. Inevitabile che si parli in questo momento delle candidature regionali, soprattutto quella a Presidente della Regione. Giancarlo Cancelleri, accreditato candidato a questa poltrona per il Movimento cinquestelle, critica l’ipotesi di candidare l’attuale presidente del Senato: “Piero Grasso presidente della Regione siciliana? Non mi pare che sia un candidato di assoluta novità, è la solita scelta di ripiego del Pd nei confronti di una persona che ha una storia riconoscibile, un volto dell’antimafia, un copione visto e rivisto, cotto e ricotto”. Non si sbilancia sulla sua candidatura. “Questo lo decideranno i cittadini il prossimo 9 luglio - ha detto Cancelleri - Faremo una consultazione on line, prima si vota e poi ci si ritrova dal vivo in una grande convention”.
 
L’esponente del Movimento si è detto contrario all’abolizione del vincolo dei due mandati: “Ho sempre detto che io starò dentro al movimento finché ci sarà il vincolo dei due mandati. La nostra è una rivoluzione culturale che non deve portare il voto alla persona, ma alle idee. Io me ne andrò, Di Maio se ne andrà, ce ne andremo tutti, daremo spazio ad altri. Altrimenti conclude - diventeremmo come gli altri”.

Piace invece la figura di Grasso al movimento Art. 1 – Mdp. “La Sicilia ha necessità di una svolta profonda sul terreno del progetto politico, del programma e del personale politico. Al disagio sociale, economico, occupazionale ed etico diffusissimo in Sicilia si risponde con nomi e un progetto di forte e concreta discontinuità. Solo così il Centrosinistra potrà fermare il rischio della deriva populista e della restaurazione del Centrodestra. Per queste ragioni ribadiamo che quello del presidente del Senato, Piero Grasso, rappresenta per Art.1-Mdp il profilo giusto per costruire una alleanza del Centrosinistra e del variegato e ricco mondo del civismo siciliano”. Ma i tre esponenti di punta del movimento, Angelo Capodicasa, Mariella Maggio e Pippo Zappulla. avvertono il Partito Democratico: “Al Pd chiediamo, però, di smetterla con i giochini da vecchissima politica; non si può chiedere, infatti, contemporaneamente la disponibilità di Grasso e indicare date per tenere le primarie - aggiungono - una apparente schizofrenia che temiamo possa invece essere sintomo di manovre ed equilibrismi interni con il rischio evidente di minare un progetto unitario e disincentivare la disponibilità di forti personalità come quella del presidente del Senato Grasso”.

Articolo pubblicato il 16 giugno 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus