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La Verdera: Iena per sempre? Scontro sulla "campagna bluff"
di Eleonora Fichera

Le accuse dell’attore Benigno dopo una rissa: “Non voleva fare il sindaco. Ha girato un servizio per la tv”. Il candidato a primo cittadino: “I filmati per documentare le amministrative”

Tags: Ignazio La Verdera, Francesco Benigno, Campagna Bluff



PALERMO –  Anche a urne chiuse, la campagna elettorale palermitana continua a far discutere. È finito in rissa, infatti, l’incontro tra Ismaele La Vardera, candidato a sindaco del movimento Noi con Salvini, e l’attore Francesco Benigno (noto per aver recitato in “Mery per sempre”), tra i rappresentanti della lista che non ha ottenuto il quorum ed è quindi rimasta fuori dal Consiglio. Mercoledì sera, nella sede elettorale di via Ausonia, era in corso un intervista quando i due sono venuti alle mani. Ad avere la peggio è stato La Vardera, trasportato in codice verde all’ospedale di Villa Sofia. Dopo la rissa, le accuse. “Ero andato al comitato per incontrare un leader nazionale – ha dichiarato Benigno raccontando l’accaduto - e si parlava con La Vardera del risultato elettorale. Poi lui è diventato serio e mi ha detto che diventare sindaco a lui non interessava nulla. Aveva realizzato un documentario sulla politica siciliana per denunciare il malaffare. Poi mi ha riferito che anche io nel corso della campagna elettorale gli avevo detto che se diventavo consigliere comunale mi sarei battuto per fare lavorare gli attori palermitani. Quindi anche io facevo politica per interessi”.

A questo punto è scoppiata la lite verbale. “Ho solo chiesto – ha aggiunto Benigno - ai due cameraman di interrompere le riprese e uscire, ma hanno spinto la mia compagna, che ha sbattuto la gamba contro un piede della scrivania. A questo punto ho afferrato le telecamere e le ho rotte. Ho chiamato io i Carabinieri. Poi La Vardera si è fatto mettere il collare dai sanitari del 118 per continuare la scena”.

Da quanto dichiarato, però, Benigno aveva già percepito qualcosa di strano in relazione alla campagna elettorale. “Mio figlio di 19 anni - ha spiegato - mi ha detto: ‘Questo sta girando un servizio per le Iene’. Inoltre La Vardera mi ha fatto incontrare il direttore delle Iene, Davide Parenti, presentandomelo per un’altra persona. In questi mesi ha registrato tutto, penso che potrebbe succedere qualcosa di grosso”.

Dal canto suo, l’interessato è intervenuto sui social per cercare di chiarire la situazione. “Voglio tranquillizzare i miei elettori – ha scritto sulla sua pagina Facebook - che la mia candidatura non è stata un bluff e fino alla fine ho esposto le mie idee. Avrei fatto volentieri il sindaco, ma Orlando, Ferrandelli e Forello mi hanno largamente battuto. Questo non significa che ho perso la mia natura giornalistica, durante questi mesi ho documentato la mia campagna elettorale, i miei incontri, ogni singola giornata”.

“Che male c’è – ha aggiunto - a rendere trasparente la politica? Per farlo meglio, dato che ho solo 23 anni, mi sono fatto aiutare da persone con le quali ho collaborato e che mi hanno sostenuto in questi mesi: Davide Parenti, autore delle Iene, e Claudio Canepari. Se avessi fatto uscire questa notizia prima non avrei preso il 2%, avrei potuto strumentalizzarla a mio vantaggio ”.

“Subito dopo le elezioni – ha proseguito l’ex candidato - e a risultato ottenuto, ho incontrato le persone coinvolte e ho chiesto loro se fossero disponibili a entrare nel nostro racconto. Praticamente tutte mi hanno rilasciato il loro consenso, e l’ hanno presa bene, tranne uno che stava nella mia lista che m’ha mandato all’ospedale. Molti prima di me hanno documentato la loro elezione (Macron ad esempio, ma nessuno ha pensato che fosse un bluff la sua candidatura). Sto facendo male a voler raccontare la meravigliosa esperienza che ho fatto negli ultimi mesi? Nel raccontare la politica e nell’essere trasparente che male c’è?”.

Intanto, però, l’ipotesi della campagna falsata ha smosso le acque della politica palermitana. Subito, sono intervenuti leghisti e Fdl, che hanno sostenuto l’avventura politica di La Vardera.

“Se – hanno affermato Giampiero Cannella, coordinatore regionale FdI e Raoul Russo, portavoce provinciale FdI - le notizie saranno confermate, ci troveremmo di fronte a un episodio di inaudita gravità, con risvolti politici e giudiziari inediti”.

“Se tutto quello che sta emergendo in queste ore fosse vero – ha aggiunto Francesco Vozza, leader dei leghisti di Palermo - se davvero Ismaele La Vardera ha ordito un complotto assieme alle ‘Iene’ per prendere in giro gli elettori palermitani, allora tanto per cominciare dovrebbe immediatamente restituire i soldi incassati dai cittadini e dai politici che lo hanno sostenuto. Nel corso della campagna elettorale ha chiesto alla gente di essere finanziato, pubblicizzando un codice Iban su cui eventualmente caricare dei soldi. Questa è una vera e propria truffa. Si vergogni”.

A difendere a spada tratta La Vardera, la sorella che (suscitando in realtà qualche dubbio sulle reali intenzioni del fratello) ha dichiarato: “Vuole solo aprire gli occhi del mondo sullo schifo dei retroscena politici siciliani. Chi non lo capisce è complice. Chiedetevi perché non vogliono rilasciargli le liberatorie”.

In attesa di capire da che parte sta la verità, l’Ordine dei giornalisti di Sicilia ha fatto sapere di aver convocato “per i prossimi giorni il pubblicista Ismaele La Vardera per ascoltarlo con riferimento alle notizie relative a una presunta strumentalizzazione dell’attività di giornalista nell’ambito della sua candidatura a sindaco di Palermo”.

Articolo pubblicato il 16 giugno 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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