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Rilancio dell'economia siciliana. Si punta alle reti di impresa
di Roberto Pelos

A Palermo il convegno di Irfis e Confindustria “Finanza e fiscalità delle aggregazioni tra imprese”. In Sicilia il tessuto imprenditoriale è composto soprattutto da piccole aziende

Tags: Economia, Sicilia, Impresa, Confindustria, Irfis



PALERMO – Nella nostra regione esiste un tessuto imprenditoriale molto attivo e variegato ma composto soprattutto da imprese di piccole dimensioni. Ciò costituisce, per vari motivi, un ostacolo al rafforzamento del sistema economico siciliano. Le principali forme di aggregazioni tra aziende, tra le quali, acquisizioni e reti d’imprese, contribuirebbero in modo significativo al rafforzamento del tessuto produttivo siciliano.

È stato questo il tema del convegno dal titolo: “Finanza e fiscalità delle aggregazioni tra imprese”, realizzato da Irfis e Confindustria e svoltosi presso la Camera di Commercio. “Il convegno - ha affermato Alessandro Dagnino, presidente dell’Irfis - riguarda l’approfondimento e lo studio della finanza e della fiscalità delle aggregazioni tra imprese e parte da una considerazione basata sui dati che evidenziano come le aziende siciliane siano numerose ed estremamente vitali. Non vi è una carenza dal punto di vista imprenditoriale se guardiamo al numero delle imprese rispetto alle altre aree del Paese; quello che occorre considerare - ha aggiunto - è che le aziende siciliane sono soprattutto di dimensioni limitate: addirittura il 40% di quelle attive, iscritte alle Camere di Commercio nella nostra regione, ha un solo addetto; la crescita e lo sviluppo imprenditoriale può avvenire in due modi: o per attrazione di nuovi investimenti e nuove imprese o per aggregazione tra le aziende esistenti. Sicuramente l’attrazione delle imprese è un obiettivo da perseguire ma credo che anche il sistema creditizio e in questo l’Irfis deve svolgere un ruolo attivo, debba concentrarsi sull’aggregazione tra le aziende esistenti che, attraverso questo strumento, possono dare nuovo impulso all’economia e alla crescita della nostra società”.

Il presidente della Camera di Commercio, Alessandro Albanese, ha parlato della “necessità per le imprese di mettersi a sistema soprattutto per essere competitive per le esportazioni. In Sicilia – ha aggiunto - quasi il 75% delle aziende sono di piccole dimensioni, con pochissimi dipendenti. Queste aziende – ha affermato ancora Alessandro Albanese – non hanno la forza di innovarsi, esportare e galleggiano nella depressione come hanno confermato anche i dati di Banca d’Italia presentati di recente e noi pensiamo che attraverso lo strumento dell’aggregazione possa esserci un rilancio”.

Il vice presidente della Regione e assessore alle Attività produttive, Maria Lo Bello, ha dichiarato: “Il convegno di oggi è un’occasione per parlare di reti d’imprese, uno strumento del quale le nostre micro aziende hanno bisogno visto che noi non abbiamo una tradizione del “metterci insieme”. La normativa però – ha proseguito - dà una mano alle piccole e medie imprese, che hanno l’occasione attraverso le reti, di mantenere la propria identità senza creare un soggetto nuovo, cercando al tempo stesso di stabilire quella unione, quella rete appunto, capace di venire incontro alle esigenze del mercato ma credo di più allo sviluppo. Per cui, finalmente, la norma del contratto di rete sta dando un impulso straordinario: sono 537 le aziende siciliane, al 3 giugno, che si sono messe insieme per costruire i contratti di rete e speriamo – ha auspicato l’assessore Lo Bello - che in futuro il numero aumenti, tenuto conto che sono prossimi all’uscita anche i bandi che hanno proprio nelle reti d’imprese i propri destinatari: due sono rivolti alla competitività delle aziende, cinque riguardano l’obiettivo tematico di ricerca e innovazione”.

Articolo pubblicato il 24 giugno 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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da sinistra: Dagnino, Mazzola, Sepe, Perrone, Dell'Orto, Pignatone, Stellacci
da sinistra: Dagnino, Mazzola, Sepe, Perrone, Dell'Orto, Pignatone, Stellacci