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Iscrizioni all'Università: a Palermo +12,7%, Messina +8,6%
di Liliana Rosano

I dati delle immatricolazioni per il 2016-17 rese note dal Miur. Chiude in rosso Catania, con una flessione dello 0,8%

Tags: Unipa, Unime, Unict, Università, Sicilia



CATANIA - Crescono le iscrizioni negli atenei del Sud secondo i dati delle immatricolazioni 2016-2017 rese note dal Miur. Cresce l’Università degli Studi di Palermo con +12,7 per cento di iscrizioni rispetto allo scorso anno. Bene anche l’ateneo di Messina con un +8,6 per cento rispetto allo scorso anno. Chiude in rosso invece Catania. L’Università etnea ha registrato una flessione del -0,8 per cento di iscrizioni.

Il dato generale è però positivo in tutta Italia e segna una preferenza per le Statali piuttosto che per le private: 283.414 diplomati sono passati dal liceo all’Università. Sono 12.295 in più sulla stagione precedente, il 4,3 per cento di crescita: il miglior exploit degli ultimi quattordici anni (nel 2002 crebbero di oltre 15mila). Per l’accademia italiana il 2015-2016 era stato l’anno dell’inversione di tendenza: 5mila nuove matricole in più, una crescita dell’1,9 per cento dopo una discesa iniziata nel 2004 che aveva inaridito le aule. Quest’anno il boom.

L’ateneo che più degli altri ha segnato una forte crescita nelle iscrizioni è quello di Perugia: +42,35. Il caso di Perugia merita un approfondimento: 1.830 ragazzi in più di cui 352 iscritti al primo anno sono siciliani. A seguire Foggia (41,7&) dove ci sono tremila e cento diplomati iscritti, 750 in più dell’anno scorso. A Giurisprudenza le matricole sono quadruplicate e Scienze dell’investigazione ha accolto ben 568 studenti. L’Università di Foggia, quattro anni fa, prima dell’insediamento del rettore Maurizio Ricci, temeva per la sua sopravvivenza. Sempre al Sud, vediamo una crescita del Politecnico di Bari (+16,1%), Catanzaro (9,7%), Salerno (8,6%).

Uno stacco notevole in termine di percentuale di aumento ci porta all’Università di Piemonte Orientale dove il numero di iscrizioni  è stato del +26,3 per cento e di Camerino (24%). Il dato negativo segna invece un’inversione di tendenza rispetto al passato. Le università del Nord sembrano perdere appeal e registrano una diminuzione nelle iscrizioni. È il caso dell’Università di Venezia Ca’ Foscari con un -8,2% e il Politecnico di Torino (-7,2). Anche Milano ha perso il -5,2 per cento di iscrizioni mentre il Politecnico segna un -0,2.

Cresce senza sosta il gigante univeritario: l’Università La Sapienza di Roma.
Quest’anno l’ateneo romano ha registrato millecinquecento immatricolazioni in più e sfiora il 10 per cento di crescita in un panorama romano e laziale, pubblico e privato, in arretramento.

Il dato in questione ci permette una seconda lettura.
Nel mondo universitario, dopo la grande corsa alle iscrizioni universitarie a inizio Novanta (massimo storico nel 1993) e un ritorno forte con l’invenzione del “3+2”, a partire dal 2003 è iniziato un calo dell’attrazione dell’accademia diventato crollo delle iscrizioni con l’arrivo della crisi del 2008. Nelle ultime stagioni gli atenei italiani hanno rimesso sotto controllo i conti, iniziato a fare orientamento nelle scuole superiori e ora l’università è tornata a crescere. Ingegneria ed Economia restano in cima alle preferenze dei diplomati.

Articolo pubblicato il 28 giugno 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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