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Beni culturali, in Sicilia sono 662 a rischio frana
di Rosario Battiato

Mappatura dell’Ispra sul sito di Italiasicura: 40 mila bellezze in pericolo, tremila solo a Roma. Palermo in testa tra i comuni isolani più coinvolti con oltre 100 monumenti

Tags: Beni Culturali, Frana, Ispra



PALERMO – Il rischio naturale non risparmia nessuno. Ci sono migliaia di beni culturali italiani esposti al rischio frana (40 mila nello scenario massimo) e alluvione (circa 38 mila, dei quali 11 mila nelle classi a pericolosità elevata e molto elevata) e, tra questi, alcuni dei più noti gioielli del patrimonio storico nazionale come piazza Navona e il Pantheon a Roma e la basilica di Santa Croce e il Battistero a Firenze. Anche la Sicilia ha un patrimonio da salvare, con oltre 800 beni direttamente coinvolti nelle varie fasce di pericolosità che riguardano frane e alluvioni.

La mappa del patrimonio nazionale esposto al rischio naturale è stata realizzata dall’Ispra ed è attualmente disponibile sul sito di Italiasicura, la struttura di missione del governo contro il dissesto che ha previsto un piano complessivo di interventi per mitigare gli effetti di frane e alluvioni. Le città più a rischio sono Roma, con quasi 3 mila opere, e Firenze, con circa 1.300. Le simulazioni dell’Ispra nella capitale hanno calcolato che i beni a rischio idraulico con un tempo di ritorno di 500 anni sono 2.140. L’area inondata comprenderebbe buona parte del centro storico, coinvolgendo piazza Navona, piazza del Popolo e il Pantheon. Più contenuto lo scenario con tempo di ritorno 200 anni, che vede 190 beni a rischio idraulico. A Firenze ci sono 1.276 beni a rischio idraulico con ritorno di 200 anni e tra questi ci sono la basilica di Santa Croce, la Biblioteca nazionale, il Battistero e la Cattedrale di Santa Maria del Fiore.

Le due mappe del rischio presentano una decisa concentrazione nella fascia centro-settentrionale del Paese, ma nessuno può dirsi completamente al sicuro. In attesa degli ultimi dati numerici che fanno riferimento all’aggiornamento 2017 diffuso nei giorni scorsi, riprendiamo l’ultimo monitoraggio con dati regionali disaggregati effettuato dall’Ispra (aggiornato al 2015). In questo caso la Sicilia, a fronte di quasi 8 mila beni registrati, ne mantiene 662, cioè l’8,3%, nelle aree a pericolosità da frana. In particolare ce ne sono 265 nella fascia “molto elevata” e 155 nella fascia “elevata”. Una delle regioni più colpite è la Liguria con 9.295 beni nel mirino, seguita dalla Toscana con 7.374 e da Campania (2.586) e Marche (2.444). La Toscana è una delle più coinvolte per l’elevata pericolosità, considerando che nelle prime due fasce si trovano quasi 1.500 beni.

Il rischio alluvioni non è da meno. Nell’Isola ci sono 184 beni coinvolti nelle tre fasce di rischio. La prima ne vede 56 (0,7% del totale regionale), la seconda 63 e la terza 65. A dominare questa particolare classifica del pericolo c’è il Veneto con 3.859 beni nella prima fascia di rischio (16,9% del totale dei beni), seguita da Emilia-Romagna (2.327) e Liguria (2.191). Complessivamente sono 12.563 i beni a rischio.

Il dettaglio comunale vede Palermo tra i comuni più coinvolti dal rischio idraulico con oltre un centinaio di monumenti da monitorare con particolare attenzione. Il rischio frana coinvolge da vicino diversi comuni isolani, tra questi ci sono Troina con oltre 30 beni esposti, ma anche Caltanissetta e Caltabellotta con più di 20 a testa.

Articolo pubblicato il 30 giugno 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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