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Con la cultura si mangia solo al Nord
di Redazione

Ancora scarso il valore aggiunto dal Sud

Tags: Cultura, Economia



ROMA - La Capitale è la provincia italiana più virtuosa per ricchezza generata dalla “sua’’ cultura. Milano quella che invece riesce a dare più lavoro nel settore. A raccontarlo è il Rapporto 2017 “Io sono cultura - l’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi’’, presentato oggi da Fondazione Symbola e Unioncamere, che disegna una geografia della cultura del paese ancora segnata da un forte divario tra il Mezzogiorno e il resto d’Italia, soprattutto alla luce delle potenzialità del patrimonio artistico e culturale del Sud.

Se dunque è Roma a dominare la top ten per incidenza del valore aggiunto del Sistema produttivo culturale e creativo sul totale dell’economia (10%), a tallonarla c’è subito Milano, che perde lo scettro assoluto conquistato l’anno precedente anno sull’onda di Expo, ma non frena con un forte 9,9%.

Terza è Torino (8,6%.), seguita poi da Siena (8,2%), Arezzo (7,6%) e Firenze (7,1%). E ancora, Aosta (6,9%), Ancona (6,8%), Bologna e Modena (entrambe al 6,6%). Se perde una posizione in quota di valore aggiunto, Milano mantiene però salda la leadership in termini di occupazione nel settore cultura, con il 10% di incidenza dei posti di lavoro sul totale dell’economia. Il duello, a distanza in questo caso, è ancora con Roma (8,7%) e poi Arezzo (8,6%%), Torino (8,2%), Firenze (7,6%), Modena Bologna e Trieste (tutte al 7,5%), Monza-Brianza (7,3%) e Aosta (7,2%).

Rileggendo l’Italia per regioni, il risultato non cambia di molto, fortemente influenzato dal peso delle grandi aree metropolitane a specializzazione culturale e creativa.

Ecco allora che il Lazio si conferma la regione più virtuosa, prima per ruolo nel complesso del Sistema produttivo (8,9%), con la quota di ricchezza generata più alta d’Italia (8,9%, pari a 14,8 miliardi di euro), e anche in occupazione con oltre 204 mila persone impiegate (7,8% del totale dell’intera regione).

Seconda posizione nella top ten delle regioni per la Lombardia (7,2%), terza la Valle d’Aosta (6,9%) e a seguire il Piemonte (6,7%) e le Marche (6,0%). Sul fronte dell’occupazione, i primi quattro posti non cambiano, con il Lazio seguito da Lombardia, Valle d’Aosta e Piemonte. Quinta, in questo caso, è però l’Emilia Romagna (6,5%). Nel complesso, l’Italia della cultura risulta ancora fortemente divisa tra un Centro a fare la parte del leone dove cultura e creatività producono il 7,4% del valore aggiunto, seguito dal Nord-Ovest (6,8%) e Nord-Est (5,5%), e il Mezzogiorno che pur così ricco di patrimonio storico-artistico non riesce ancora a tradurre tutto ciò in ricchezza con solo il 4,1% del valore aggiunto prodotto dal territorio da ascrivere alla cultura.

Daniela Giammusso
(Ansa)

Articolo pubblicato il 30 giugno 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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