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Saldi al via, in Sicilia prevista una spesa di 70 euro pro capite
di Serena Giovanna Grasso

Codacons: “Pratica ormai obsoleta, il commercio online consente di acquistare tutto l’anno i prodotti scontati”. Adoc, diffidare dalle promozioni superiori al 50%: possono nascondere prezzi falsi o prodotti vecchi

Tags: Saldi, Sicilia, Codacons, Adoc



PALERMO – Oggi si apre ufficialmente la stagione estiva dei saldi. Secondo le stime di Confcommercio, ogni famiglia spenderà in media circa 230 euro, per un valore complessivo intorno ai 3,5 miliardi di euro. In Sicilia si prevede una spesa inferiore alla media nazionale: infatti, secondo Confcommercio Palermo ogni famiglia siciliana spenderà in media 175 euro, con una spesa pro capite di circa 70 euro, per un ammontare complessivo di 300 milioni di euro. 

Queste previsioni segnalano per questa stagione “una sostanziale tenuta dei dati dello scorso anno, probabilmente con leggeri segni positivi. L’avvio dei saldi - ha detto la presidente di Confcommercio Palermo, Patrizia Di Dio - è, stemperato dalle promozioni ormai possibili tutto l’anno che, di fatto, hanno tolto quel potere attrattivo ai saldi veri e propri”.

Infatti, secondo il Codacons un negozio su tre applica i saldi già sotto banco: “Gli esercenti applicano già sconti medi dal 20 al 40%, proponendoli direttamente ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail, sms e messaggi WhatsApp ai clienti fidati - spiega l’associazione di consumatori - è evidente a tutti come i saldi di fine stagione siano obsoleti. È una pratica ‘medievale’ che ha perso appeal tra i consumatori, come dimostrano i dati tragici sulle vendite degli ultimi anni”. Inoltre, aggiunge il Codacons: “A determinare la morte dei saldi, oltre alla crisi economica, è l’avvento del commercio online che consente agli utenti di acquistare tutto l’anno prodotti scontati, senza limiti temporali”.

Seppur in minor misura, i saldi rimangono un periodo molto atteso per i siciliani: occasione per fare nuovi acquisti con notevoli riduzioni. Ad ogni modo, occorre fare attenzione per evitare brutte sorprese. In particolare, l’Adoc (Associazione difesa orientamento consumatori) consiglia di confrontare i prezzi esposti nei vari esercizi commerciali. A volte basta qualche giro in più per evitare l’acquisto sbagliato o per trovare prezzi più bassi. Inoltre, prima di comprare un prodotto, è consigliabile controllare sul proprio smartphone che il prezzo non sia più alto di quello praticato sul sito ufficiale.

I capi in saldo si possono sostituire, se il prodotto acquistato è danneggiato o non conforme: in base al decreto legislativo n. 24/2002 il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso, anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare; per questo motivo è sempre consigliabile conservare lo scontrino.

Se l’esercizio pratica sconti superiori al 50%, spesso nasconde merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi. Un commerciante non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto. È un fenomeno a rischio soprattutto i primi e gli ultimi giorni di saldo. Sulla merce è obbligatorio il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. La merce in saldo deve essere inoltre separata in modo chiaro dalla nuova collezione.

Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza l’addebito di oneri aggiuntivi.
Infine, si consiglia di creare una lista dei desideri sulla versione online dei negozi dove intendete acquistare, in modo da averla sempre a disposizione. In Sicilia gli sconti continueranno fino al 15 settembre.

Articolo pubblicato il 01 luglio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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