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Destra e Sinistra superate dai tempi
di Carlo Alberto Tregua

Chi ignora la storia non persegue il progresso

Tags: Destra, Sinistra, Politica



I mass media radiotelevisivi, cartacei e web continuano a rappresentare il Paese come diviso fra Destra e Sinistra, mentre il Centro ormai, di fatto, è diventato quasi inesistente.
Ma questa distinzione, valida fino a qualche decennio fa, oggi non ha più senso. La nascita del Movimento 5 Stelle ne è una dimostrazione evidente. I cattivi giornalisti si affannano a collocarlo, ora a Destra, ora a Sinistra, o addirittura a dividerlo un pezzo a Destra e uno a Sinistra.
Si tratta di un affanno inutile perché falso. Che significa Destra? Forse l’accorpamento della classe dirigente, della borghesia, dei poteri forti e di altre categorie di cittadini?
Alla Destra viene accoppiata la definizione di fascismo e, per conseguenza, la dittatura. è vero che nel secolo scorso vi è stata la dittatura in Germania e in Italia, ma ricordiamoci che entrambe hanno avuto matrice da quella che allora si chiamava Sinistra. E poi, non vi sono state le dittature di Sinistra, di cui ancora oggi ne sono viventi almeno quattro (Cina, Cuba, Corea del Nord e Vietnam)?
 
Essere di Sinistra può significare una migliore distribuzione della ricchezza? Oppure una maggiore distribuzione dell’assistenza ai meno abbienti? Ma abbiamo assistito ad abusi multipli nel Welfare e a una distribuzione dei redditi non proprio equa.
A noi sembra anacronistico parlare ancora di Destra e di Sinistra, perché la gente ha ormai capito che importa produrre ricchezza attraverso gli investimenti pubblici e privati; rendere efficiente la burocrazia a qualunque livello, ragguagliando la spesa con la quantità e la qualità dei servizi prodotti; combattere con ogni mezzo l’evasione fiscale e la morosità, cioè il mancato incasso dei crediti erariali.
È di Destra o di Sinistra la necessità di bilanciare il tasso infrastrutturale fra Nord e Sud?
È di Destra o di Sinistra bilanciare il reddito pro capite del Nord e del Sud?
È di Destra o di Sinistra fermare i furbetti del cartellino, contrastare la corruzione, combattere la mafia e le altre organizzazioni criminali?
È di Destra o di Sinistra tagliare il debito pubblico, limitare il consumo di suolo ristrutturando gli immobili fatiscenti, riparare i siti a rischio idrogeologico?
 
La verità è che gli ignoranti si nascondono dietro queste definizioni obsolete: Destra e Sinistra. Lo fanno per sfuggire ai fatti, evitando di trovare le soluzioni ai problemi e diffondere equità e giustizia fra i cittadini.
È di Destra o di Sinistra l’abnorme lunghezza dei processi civili, penali, amministrativi e tributari?
È di Destra o di Sinistra far soffrire i cittadini se scoppiano gli scioperi, soprattutto nei servizi pubblici?
Quando sentiamo esponenti di partito che si sentono in dovere di sottolineare come una loro azione sia di Destra o di Sinistra ci viene il voltastomaco, perché cercano di gabellare i cittadini con paroloni che riflettono ideologie, ormai del tutto superate dai tempi.
Lo fanno perché non sono capaci di trovare idonee soluzioni ai problemi dei cittadini, da attuare in tempi ragionevoli.

È di Destra o di Sinistra la lentezza endemica delle risposte di tutta la Pubblica amministrazione?
È di Destra o di Sinistra la mancanza di merito e responsabilità, con la conseguenza che qualunque dirigente o dipendente pubblico riceve il suo salario indipendentemente da quello che fa e dai risultati che ottiene?
È di Destra o di Sinistra accogliere 200 mila migranti l’anno, spendendo 5 miliardi, senza il supporto dell’Europa e la collaborazione di Francia e Spagna, ove tali persone dovrebbero approdare come già fanno nel nostro Paese e in Grecia?
La malafede in chi continua ad avvolgere gli argomenti che diffonde dentro l’involucro di Destra o di Sinistra è ormai palese e si manifesta con vuote parole che i cittadini non capiscono più. Ma capiscono come tutte le promesse, che sistematicamente i politici fanno, non vengano quasi mai mantenute, anche perché sono dimenticate da un popolo disattento, che guarda al presente e mai alla storia.
Proprio l’ignoranza della storia e dei fatti accaduti è la causa del declino di un Paese come il nostro, che oggi sta peggio di trenta o quarant’anni fa.

Articolo pubblicato il 01 luglio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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