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Sanità, ecco il Piano di controllo Ogm
di Giuseppe Bellia

Pubblicato sulla Gurs n.56 dell’11 dicembre un decreto a firma del dirigente del dipartimento Attività sanitarie ed Epidemiologiche. L’attuazione: controlli, ispezioni, prelievi, analisi e campionamento di matrici di soia, mais e riso

Tags: Sanità, Ogm



PALERMO – La Regione Siciliana interviene in materia di Ogm, adottando il Piano regionale di controllo ufficiale sulla presenza di organismi geneticamente modificati (Ogm) negli alimenti per il triennio 2009/2011.
La notizia giunge dalla Gazzetta ufficiale dell’11 dicembre scorso, in cui, è stato pubblicato il decreto a firma del dirigente del dipartimento regionale Attività sanitarie ed Epidemiologiche Maria Antonietta Bullara. Nelle premesse del decreto si fa riferimento alle necessità da parte della Regione Siciliana “di dare attuazione in ambito regionale al Piano nazionale di controllo ufficiale sugli Ogm negli alimenti per gli anni 2009/2011”.

Lo stesso decreto, sempre nella premessa, indica gli inadempimenti burocratici e legislativi passati che hanno sollecitato l’Amministrazione regionale ad intervenire in materia. Si legge nel testo. “Considerata la necessità di recuperare il ritardo regionale dovuto alla mancata attuazione del piano triennale 2006/2008 e al tardivo avvio delle attività relative al 2009 con l’inserimento, rispetto alla programmazione ministeriale, di un’ulteriore gamma di controlli di tipo documentale, di identità e materiale senza campionamento per le analisi di laboratorio”.
Di cosa si tratta? E in che modo interviene il Piano in materia?
Nell’allegato del decreto, si legge in merito. “Il presente Piano ha lo scopo di programmare e coordinare, nella Regione Siciliana, le attività mirate alla verifica della conformità degli alimenti ai requisiti richiesti dalla normativa comunitaria e nazionale in materia di Ogm”.

Sull’attuazione concreta della normativa, il Piano individua quattro soggetti istituzionali demandati a questa funzione.
Il servizio 4° del dipartimento per le Attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico per la programmazione e il coordinamento delle attività di controllo sul territorio regionale; il Servizio d’igiene degli alimenti e della nutrizione (Sian) delle Aziende sanitarie provinciali della Regione per l’espletamento delle attività di vigilanza, controllo e campionamento; al laboratorio di Sanità pubblica dell’Azienda sanitaria provinciale di Palermo per l’effettuazione delle analisi di laboratorio; infine all’Iss (Istituto superiore sanità) per le revisioni di analisi su campioni di alimenti non conformi.

Attuazione dei controlli. Questi consistono in ispezioni sanitarie, finalizzate l’accertamento del rispetto dei requisiti di tracciabilità ed etichettatura e comprendono: verifiche documentali, d’identità e di materiali. Per quanto concerne le modalità di campionamento e prelievo dei campioni, i controlli sono mirati all’analisi di tutti gli eventi di trasformazione della soia e del mais autorizzati.
 


Verifiche di laboratorio secondo la raccomandazione Ue e distinzione di prelievo fra prodotti sfusi e confezionati
 
PALERMO - Le modalità di prelievo dei campioni per il controllo ufficiale degli alimenti GM sono riportate nella raccomandazione comunitaria n. 2004/787/CE, recante orientamenti tecnici sui metodi di campionamento e di rilevazione degli Ogm. Occorre differenziare fra campionamento dei prodotti allo stato sfuso e confezionati, e non allo stato sfuso. Per tutti i prodotti campionati, il campo d’applicazione della raccomandazione include: sementi, alimenti, prodotti agricoli e mangimi.Per i prodotti allo stato sfuso, il numero di campioni è definito in base alle dimensioni del lotto come indicato nella tabella 1 del decreto.
Per quanto riguarda le modalità operative del prelievo dei campioni è necessario attenersi a quanto indicato nelle norme Iso 6644 ed Iso 13690. Ad ogni intervallo di campionamento occorre prelevare un campione di 1 chilogrammo e suddividerlo in due frazioni di 0,5 chilogrammi. Per i prodotti non allo stato sfuso, la raccomandazione n. 2004/787/CE fornisce solo indicazioni di carattere generale, che tale tipo di campionamento, debba essere effettuato secondo la norma Iso 2859, che nella pratica non risulta di immediata applicabilità. Per quanto riguarda le sanzioni, il decreto legislativo n. 70 del 21 luglio 2005, prevede delle disposizioni sanzionatorie per le violazioni del regolamento CE n. 1829 del 2003 e del regolamento CE n. 1830 del 2003, relativi agli alimenti ed ai mangimi geneticamente modificati.

Articolo pubblicato il 19 dicembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Maria Antonietta Bullara
Maria Antonietta Bullara