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Quotidiano di Sicilia

Nuovo piano Trasporti: 28 mld entro il 2050
di Rosario Battiato

Alla fine di giugno la Giunta ha approvato il nuovo documento. Obiettivi ambiziosi dal 2020 per un trentennio. Interventi previsti su strade e ferrovie con tre scenari di intervento e 7,6 miliardi di disponibilità

Tags: Trasporti, Sicilia, Ferrovia, Trenitalia



PALERMO – La Regione inquadra gli obiettivi del futuro prossimo nel campo della movimentazione di persone e merci. Lo scorso 27 giugno la giunta isolana ha approvato l’aggiornamento del Piano regionale dei Trasporti e della mobilità per operare su quelli che sono i nodi principali del sistema infrastrutturale di collegamento con una particolare attenzione agli aspetti più innovativi e sostenibili della mobilità. Lo scenario di progetto prevede interventi per 28 miliardi nel corso dei tre scenari (2020, 2030, 2050), a fronte di una disponibilità di 7,6 miliardi.

Il settore col maggiore peso di investimenti sarà quello ferroviario con 17,1 miliardi nel corso dei tre scenari da distribuire in breve (1,8), medio (11,2) e lungo (3,9), a fronte di una disponibilità di 5,3 miliardi tra breve (1,8) e medio (3,4). Al secondo posto c’è quello stradale con 10,2 miliardi (1,8 di disponibilità) da ripartire nei due scenari di breve e medio: 1,6 miliardi (471 milioni di disponibilità) e 8,6 (1,4 disponibilità). Il resto dei finanziamenti prevede 239 milioni per il logistico (217 disponibilità), 491 per il marittimo (139 disponibilità) e 97 aereo (97 disponibilità).

Il nuovo Piano riconosce la “corretta dimensione strategica che il settore dei trasporti svolge nell’ambito delle politiche di sviluppo economico, sociale ed ambientale dell’intero territorio regionale – si legge nella delibera della giunta – e si fornisce un quadro esaustivo e programmatico dei servizi di mobilità lungo un orizzonte variabile tra gli anni 2020, 2030 e 2050”. Queste  scadenze costituiranno i tre scenari temporali: breve (2020), medio (2030) e lungo (2050).

Il primo degli obiettivi riguarda il sistema stradale da portare in piena efficienza tramite opere di potenziamento della rete, di ammodernamento e di messa in sicurezza del patrimonio esistente. Sarà decisivo, per i prossimi investimenti programmati sulla rete, anche la questione della fusione tra l’Anas e la concessionaria autostradale Cas. Si agirà anche sulla velocizzazione del sistema ferroviario e, in questo senso, si inserisce pienamente il progetto dell’alta capacità, la cosiddetta Tav-Light della direttrice Pa-Me-Ct. Il Piano prevederà anche la razionalizzazione e ottimizzazione del trasporto pubblico locale, avviando una maggiore sinergia ferro-gomma ed evitando le sovrapposizioni di servizio. In quest’ottica si agirà anche sull’integrazione dei sistemi di trasporto e sulla realizzazione del sistema logistico e rete del trasporto merci territoriale. Operazioni previste anche per favorire l’accessibilità ai nodi (portuali, aeroportuali e urbani), per la definizione e armonizzazione dei modelli di governance e per la promozione della mobilità sostenibile. In campo anche un’azione per strutturare l’informatizzazione progressiva dei sistemi di trasporto.

Interventi che serviranno per superare le principali criticità dell’offerta infrastrutturale per tutte le modalità di trasporto. Tra queste ci sono quelle relative alla rete ferroviaria che vede la “ridotta estensione della rete a doppio binario (180 km su una estensione di 1379 km) e l’ettrificazione di poco meno della metà della rete”.

Da intervenire anche sulla rete stradale che mantiene una dotazione superiore alla media nazionale (700 km di autostrade e 3.500 km di strade di interesse stradale, 26 mila km di strade a carico degli enti locali), ma deficit di grande spessore che si condensano nella scarsa sicurezza della rete nel suo complesso che “ha fatto registrare nel tempo un progressivo debito manutentivo”.

Articolo pubblicato il 06 luglio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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