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Palermo - Sanatorie: il 92 % delle pratiche attende negli uffici del Comune
di Luca Insalaco

La messa a regime del sistema permetterebbe di rimpinguare le casse di Palazzo delle Aquile. Più di 60 mila domande aspettano risposta all’interno del settore Edilizia privata

Tags: Edilizia, Sanatoria



PALERMO – Tempi lunghi per le sanatorie edilizie in città: appena l’8% (sono 55.440) delle pratiche presentate al Comune (complessivamente 60.150) risultano definite. Delle 35.000 istanze presentate dai palermitani ai sensi della legge n.47/1985 (compresi i procedimenti ex art. 17 della Legge regionale 4/2003) sono stati emessi 2.862 provvedimenti, con 32.138 istanze da definire. In seconda istanza, delle 15 mila domande presentate ai sensi della legge n.724/1994, i provvedimenti emessi sono 1.174, con 13.826 che aspettano di essere definite. Infine, delle 10.150 istanze presentate ai sensi della Legge n.326/2003, i provvedimenti emessi sono 674, a fronte di 9.476 da definire.

Già il Collegio dei Revisori del Comune, nella relazione allegata all’ultimo bilancio di previsione, aveva definito “modeste” le previsioni di entrata per il condono, pur prendendo atto delle considerazioni dell’assessore al ramo, che addebitava la mancata attuazione del programma operativo finalizzato alla completa definizione delle pratiche a una “carente informazione nei confronti dell’utenza circa le modalità per accedere al condono edilizio”.

Un problema che l’assessore all’Edilizia privata, Giovanni Di Giovanni, ha trovato sul tavolo appena insediatosi e a cui ora confida di porre rimedio con una nuova campagna informativa fatta di affissioni in tutto il territorio cittadino: “Se i cittadini – spiega - si convinceranno a presentare l’istanza per la perizia giurata allora potremo accelerare di gran lunga i tempi”. La perizia giurata, infatti, sostituisce a tutti gli effetti di legge la concessione o autorizzazione edilizia in sanatoria, sempre che si provveda al versamento in favore del Comune degli oneri dovuti. È sufficiente che il richiedente presenti apposita perizia a firma di un tecnico abilitato alla professione o integri entro 180 giorni le stesse istanze di condono con la documentazione prevista dalla legge e con la documentazione richiesta dall’amministrazione.

L’operazione, tuttavia, ha un risvolto anche economico. Ancora i revisori nella loro relazione auspicavano che l’assessorato desse “impulso all’attività anche allo scopo di soddisfare gli indicatori premiali previsti dalla Legge regionale n.17/2004 che privilegia ogni azione utile a migliorare la gestione delle entrate di natura tributaria e la crescita dell’autonomia finanziaria degli enti”. Insomma, la messa a regime del sistema permetterebbe anche di rimpinguare le casse non proprio floride di Palazzo delle Aquile.

Articolo pubblicato il 19 dicembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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