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Catania - Solarium, Ognina manca all'appello. D'Agata: "Pronto per il weekend"
di Desirée Miranda

Il servizio di ristorazione, dopo una sentenza del Tar, rischia di saltare per tutta la stagione

Tags: Catania, Solarium, Ognina, Saro D'agata



CATANIA - Erano partiti d’anticipo aggiudicando ad aprile la gara per la costruzione e gestione dei solarium ad Ognina ed in piazza Europa, ma a luglio inoltrato gli sforzi sembrano essere stati vani: il solarium di Ognina non è ancora stato consegnato alla città e ci sono problemi giuridici per il servizio ristorazione.

È quanto accade a Catania con buona pace dei catanesi e dei turisti, magari fai da te, che desiderano stendersi al sole e fare un bagno senza dover pagare l’accesso al mare. La calura dell’estate dovrà quindi essere fronteggiata altrove o in altro modo. Certo, lo scorso anno sono stati inaugurati a fine luglio, mentre quest’anno la piattaforma di piazza Europa è stata aperta nei tempi annunciati (fine giugno) ma se si considera che la scivola per i disabili non è utilizzabile, che l’inaugurazione è avvenuta senza che fossero montate le docce, (cosa accaduta anche per le spiagge libere della Playa) e che mancano i servizi della ristorazione, la situazione complessiva non si può definire proprio soddisfacente. “Manca solo il solarium di Ognina, ci sono stati dei rallentamenti per delle mareggiate, - spiega l’assessore al Mare Saro D’agata – ma ormai ci siamo e dovrebbe essere pronto questo fine settimana”.

Per Ognina quindi ci sono buone notizie: la calura potrà presto essere rinfrescata da un bel bagno a mare. Non si può dire lo stesso, invece, per il servizio ristorazione che non c’è e probabilmente non ci sarà. Il problema è che la ditta Fraggetta ha vinto il ricorso a Tar. Si tratta della ditta che il Comune, l’anno scorso, ha escluso dalla gara triennale per la gestione delle spiagge libere cittadine aggiudicandola provvisoriamente alla ditta Caffè Napoleon di Librino, finita poi al centro delle cronache cittadine per la presenza di dipendenti imputati per mafia.

Il Tribunale amministrativo regionale ha accolto il ricorso della Fraggetta perché, benché con altra denominazione aveva già gestito il servizio, “il rapporto precedente non è mai sfociato in una chiara presa di posizione da parte dell’Amministrazione, volta a certificare l’inaffidabilità della precedente gestione”, si legge sul documento. L’Amministrazione comunale quindi, non avrebbe dovuto annullare alcunché.

La questione, però, è più ingarbugliata,
perché non solo il Tar ha deciso in favore della ditta ma questa è anche l’unica partecipante alla gara per la gestione di quest’anno. Una situazione che non porta all’automatico affidamento alla già citata azienda, ma ad un automatico mancato servizio in termini di ristorazione nei bagni pubblici. “Bisogna aspettare di avere una valutazione giuridico-amministrativa da parte degli avvocati del Comune perché le due questioni sono interconnesse”, spiega D’Agata. “Al momento non avremo nessun servizio ristorazione, ma non è obbligatorio per legge”, conclude.

Articolo pubblicato il 07 luglio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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