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Palermo - Decapitata allo Zen la statua di Giovanni Falcone
di Redazione

Busto e testa distrutti e lanciati contro la scuola intitolata al magistrato. A condannare l’infame gesto, sono subito intervenute le massime autorità statal

Tags: Palermo, Giovanni Falcone



PALERMO - È stata danneggiata la statua di Giovanni Falcone che si trova davanti alla scuola, intitolata proprio al magistrato, in via Pensabene, nel quartiere dello Zen. Alla statua è stata staccata la testa e un pezzo del busto usati poi come ariete contro il muro dell’edificio scolastico. Non è la prima volta che la statua, che raffigura il magistrato ucciso nella strage di Capaci assieme alla moglie e agli agenti della scorta, viene danneggiata. Dirigenti e insegnanti dell’istituto da anni sono impegnati a diffondere la cultura della legalità tra i ragazzi del quartiere, tra i più degradati della città. Il gesto arriva a poco più di una settimana dall’anniversario della strage di via D’Amelio.

A condannare l’infame gesto, sono subito intervenute le massime autorità statali. “Oltraggiare la memoria di Falcone – ha scritto in un tweet la presidente della Camera, Laura Boldrini - non basterà a oscurare la sua grandezza. A Palermo gesto ignobile e vigliacco”.
“Sdegno, rabbia e rammarico per il gravissimo episodio accaduto oggi a Palermo – ha affermato in una nota il ministro della Giustizia, Andrea Orlando - La memoria di Giovanni Falcone non potrà essere scalfita in nessun modo da alcuno. Proprio dalla sua memoria e dalla scuola, che con quel gesto vile è stata offesa, è iniziata la riscossa del popolo italiano e siciliano contro la mafia. Una battaglia lunga e impegnativa che sta vedendo e vedrà le mafie sconfitte”.

Durissime anche le parole del ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, che ha contattato la dirigente dell’istituto, Daniela Lo Verde, per esprimerle sostegno e vicinanza. “L’atto di vandalismo avvenuto alla scuola ‘Falcone’ di Palermo - ha dichiarato - un episodio grave e vigliacco. Lo condanniamo con decisione e ribadiamo con forza che la scuola non si arrende. Che chi la colpisce, provando ad attaccare un presidio di legalità e cittadinanza, non fermerà l’esercito delle educatrici e degli educatori, delle giovani e dei giovani che attraverso la scuola e grazie alla scuola riescono a riscattarsi anche in territori difficili”.

“Faremo subito restaurare la statua – ha assicurato la Fedeli - Conosco molto bene il lavoro preziosissimo che la comunità educante della ‘Falcone’ fa ogni giorno garantendo a studentesse e studenti, in coerenza con la nostra Costituzione, la possibilità di crescere come cittadine e cittadini consapevoli, attivi, liberi da ogni condizionamento. Sono vicina alla dirigente, alle insegnanti e agli insegnanti, al personale scolastico tutto, alle ragazze e ai ragazzi e alle loro famiglie. Non è la prima volta che questa scuola è oggetto di attacchi. Chi la dirige e chi ci lavora non si è mai fermato, anche stavolta saremo al loro fianco”.

“Il danneggiamento e il vilipendio della statua dedicata a Giovanni Falcone sono atti gravissimi – è intervenuto Leoluca Orlando, sindaco di Palermo - ancor più grave perché rivolti anche a danneggiare una scuola che svolge da anni una importante opera di sensibilizzazione e formazione sociale. Appena informato mi sono messo in contatto sia con la dirigente scolastica sia con le Forze dell’prdine, auspicando che si possa risalire al più presto agli autori di questo gesto vile. Allo stesso tempo ho disposto che le maestranze comunali si adoperino per il pronto restauro della statua”.

Sulla vicenda è intervenuta anche l’Associazione nazionale magistrati. “Ancora oggi – ha scritto in una nota Anm - dopo tanti anni dalla sua morte, la memoria di Giovanni Falcone fa paura. E lo dimostra quanto è accaduto oggi a Palermo. Noi non dimentichiamo e continuiamo a tenere vivo il suo ricordo condannando con fermezza questi atti incivili che sono un oltraggio all’eredità che ci ha lasciato. Come sosteneva Giovanni Falcone: la cultura della legalità è la strada giusta per combattere le mafie, e noi proseguiremo su questo percorso. Non bisogna abbassare la guardia e il danneggiamento della statua lo dimostra. Continueremo ostinatamente a coltivare il ‘vizio della memoria’“.

“L’oltraggio alla statua di Giovanni Falcone – ha aggiunto Rosy Bindi, presidente Commissione Antimafia - è triste e vergognoso. A 25 anni della strage di Capaci questo scempio ci ricorda che a Palermo la mafia c’è e si sente ancora forte. A questa esibizione di mafiosità occorre reagire e non permettere che l’indifferenza calpesti la memoria del sacrificio del giudice Falcone. La città faccia sentire la sua ribellione e la sua vicinanza ai martiri della lotta alla mafia”.

Tanta amarezza nelle parole della sorella di Giovanni Falcone, Maria. “Sono costernata – ha dichiarato - da un episodio di vandalismo che per la seconda volta colpisce un baluardo di legalità in un quartiere estremamente sensibile della nostra città. Sono accanto agli studenti e ai cittadini del quartiere che credono e si battono nel nome di Giovanni Falcone e che fino allo scorso 23 maggio hanno portato la loro rappresentanza in piazza Magione a onorare il nome di Giovanni e Paolo. Non ci arrenderemo mai e la statua risorgerà più bella di prima ma chiedo alla autorità di pubblica sicurezza di garantire per il futuro un presidio adeguato a un monumento simbolo della nostra città”. Sulla vicenda è stata aperta un’indagine.

Articolo pubblicato il 11 luglio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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