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Po Fesr 2014-20: è corsa contro il tempo
di Redazione

Ieri a Palermo il primo Comitato di sorveglianza sui Fondi Ue: avviate procedure per 1,8 mld di € su 4,5 totali. Rispetto al settennato precedente un’accelerazione di 6 mesi, ma il rischio disimpegno è dietro l’angolo

Tags: Impresa, Po Fesr 2014-2020



PALERMO - Un piano che è partito ma che rischia di non raggiungere i risultati previsti al 31 dicembre del 2018 con il rischio di disimpegno automatico delle risorse. è l’allarme lanciato ieri mattina nel corso del primo comitato di sorveglianza del Po Fesr Sicilia 2014-2020 riunito all’Hotel La Torre dopo i lavori preparatori di due giorni fa.

Un programma operativo che si articola in 10 Assi prioritari e prevede un finanziamento totale di 4,55 miliardi di euro, di cui 3,4 di sostegno dell’Unione e 1,1 di cofinanziamento pubblico nazionale. Alcuni obiettivi tematici, è emerso, registrano dei buoni avanzamenti mentre altri preoccupano i responsabili dell’amministrazione pubblica.

“Sono stati adottati 37 provvedimenti di giunta per accompagnare l’attuazione del programma e oggi possiamo dire che rispetto al precedente ciclo gli aiuti alle imprese sono stati messi a disposizione con un tempo mediamente inferiore ai sei mesi rispetto al primo avviso uscito nella programmazione 2007-2013”, ha spiegato il dirigente generale alla programmazione, Vincenzo Falgares aprendo i lavori. Al momento sono state avviate procedure per 1,850 miliardi. Sono 19 gli avvisi già pubblicati. Avvisi, ha spiegato ancora Falgares, che sono stati “pubblicati su tutti gli obiettivi tematici per circa 995 milioni di euro” mentre nel trimestre luglio-settembre “avremo altri 654 milioni di euro che saranno licenziati e 112 nel trimestre successivo”. Nel 2018 sono previste, finora, procedure per altri 170 milioni di euro.

Le criticità del programma emergono nell’analisi degli obiettivi tematici: nei primi quattro è stanziato il 41% delle risorse disponibili. Si tratta degli obiettivi che riguardano la ricerca e l’innovazione; l’agenda digitale, la promozione e lo sviluppo delle pmi; energia sostenibile e qualità della vita. Se dal primo al terzo sembrano non esserci particolari criticità, il discorso cambia per quel che riguarda gli obiettivi tematici che vanno dal quarto al sesto. In particolare il quarto che è quello che include le grandi opere ferroviarie in realizzazione in Sicilia con Rfi e la Fce: “il 65% delle risorse che mancano per conseguire gli obiettivi del 31 dicembre 2018”, ha spiegato Falgares, “sono ritardi connessi ai grandi progetti”. Per questo, ha spiegato Falgares, è stata chiesta “una riunione ad alto livello che continuiamo ancora a chiedere”. Altre criticità che sono state evidenziate sono anche nel sesto obiettivo tematico (tutelare l’ambiente e promuovere l’uso efficiente delle risorse) con il dipartimento responsabile (i rifiuti) assente alla riunione di ieri. In particolare, ha aggiunto il dirigente “sui rifiuti e uso efficiente delle risorse ci sono elementi che ci mettono in grande preoccupazione e bisogna trovare misure correttive immediate”.

“II problema del conseguimento dell’obiettivo c’è”, ha spiegato Lucio Paderi, rappresentante della Commissione europea all’interno del comitato di sorveglianza, “e l’esigenza di strutturare iniziative di cooperazione rafforzata per creare degli obiettivi intermedi in modo tale che questi siano verificati passo passo esiste. Ci sono dei significativi rischi di ritardo che richiedono correttivi rapiti ed efficaci”. “Abbiamo dato prova di recuperare ritardi ben più significativi e credo che una operazione di cooperazione rafforzata possa rappresentare una metodologia vincente”, ha aggiunto Falgares.

Articolo pubblicato il 12 luglio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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