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Siracusa, secondo i dati Cipa l'aria non è poi così cattiva
di Oriana Gionfriddo

Presentato l’ultimo rapporto sulla qualità dell’atmosfera redatto dal Consorzio industriale protezione ambiente. “Ossidi di azoto in diminuzione del 10%”. Restano critiche le concentrazioni di ozono

Tags: Ambiente, Inquinamento, Siacusa, Cipa



SIRACUSA – È un quadro confortante quello che viene fuori dall’ultimo Rapporto sulla qualità dell’aria nella provincia di Siracusa (su numeri del 2016) redatto dal Cipa, Consorzio industriale protezione ambiente.

Dai dati prodotti sia dal Cipa che dalla Provincia e dall’Arpa, attraverso le centraline di rilevamento dislocate nel territorio, risulta che le concentrazioni delle molecole universalmente classificate come pericolose risultano molto più basse dei limiti previsti dalla legge e in continua diminuzione.

Il disegno tracciato sugli inquinanti primari, secondo quanto ha riferito il presidente Salvatore Sciacca, è incoraggiante. La concentrazione media di biossido di zolfo si è ridotta di quasi il 90% dalla fine degli anni ‘80 ad oggi, né, da anni, si misurano transitorie concentrazioni di picco che possono rappresentare un problema per la salute.

“Negli ultimi cinque anni - ha detto Sciacca - gli ossidi di azoto mostrano una tendenza in diminuzione del 10%. Il benzene, ha aggiunto, ha un trend di riduzione negli ultimi cinque anni, durante i quali è stato sempre sempre inferiore al limite massimo. Le tanto temute polveri sottili - ha evidenziato ancora - a Priolo e Belvedere, non solo sono sotto la soglia minima, ma si distaccano parecchio dal dato limite”. Sul problema delle cosiddette “puzze” e cattivi odori il presidente Sciacca ha chiarito che non sono indicative di presenza di sostanze nocive in eccesso, anche se incidono inevitabilmente sulla qualità della vita delle popolazioni che devono subirle. L’impegno va dunque nella direzione dell’eliminazione di questi problemi, individuandone l’origine e le cause.

Rimangono, invece, più o meno costanti le concentrazioni di ozono. Unici valori leggermente sopra la media nella stazione di Villasmundo “Un problema – ha detto il coordinatore Cipa, Giovanni Arena – che riguarda non solo il nostro territorio, ma tutta l’Italia e anche parte dell’Europa, tipo Spagna e Germania”.

Ma, come vengono distribuite le immissioni durante le ore del giorno? Stando sempre alla rielaborazioni del Cipa, più o meno, le immissioni durano 175 ore l’anno.

Per fare un quadro complessivo, stando sempre ai dati del Cipa, dal 2007 a oggi c’è stato un abbattimento di tutte le sostanze nocive: “Benzene meno 60% - ha continuato Sciacca - Il limite europeo è fissato a 5 microgrammi metro cubo, noi abbiamo tastato nel siracusano una concentrazione pari a 0,5 microgrammi metro cubo. Tutti i metalli pesanti sono al limite della misurazione, proprio per la loro bassa presenza nell’aria. Insomma, il quadro è positivo. Abbiamo ancora il problema di contrastare il cattivo odore, ma ci impegneremo anche su questo con la collaborazione delle aziende”.

E poi un piccolo accenno a un problema che forse abbiamo tutti sotto gli occhi, ma ce ne rendiamo poco conto: le discariche abusive. “Non sappiamo quali materiali sono presenti in questi siti - conclude Sciacca - quindi vanno controllati”.

A spiegare anche la “fortuna” del territorio siracusano è il coordinatore Cipa, Giovanni Arena: “L’ambiente aperto e ben arieggiato aiuta sicuramente il ricambio di aria, e questo è un vantaggio per la zona industriale siracusana rispetto ad esempio a quella di Gela o Milazzo”.

“Certo non posso dire di aver contribuito a trasformare la zona industriale in un “Eden” – ha concluso Sciacca - ma posso serenamente affermare di aver contribuito a trasformare la zona industriale in un luogo dove si può vivere e produrre serenamente senza paure”.
 


Ma c’è chi li contesta, Giuseppe Patti, Verdi: “Controllato si erge a controllore”
 
SIRACUSA - I dati incoraggianti non convincono Giuseppe Patti, consigliere nazionale dei Verdi e coordinatore della provincia di Siracusa: “La Comunità Europea - ha spiegato - già dal 1999 sui Composti organici volatili parla chiaro su quali devono essere le migliori tecniche disponibili (BAT) concernenti la raffinazione del petrolio e del gas. Dal 1999 all’ultima direttiva dell’Unione europea sui Cov, la n.738 del 2014, vengono imposti dei protocolli chiari sulle emissioni in atmosfera. Non entro nel merito delle Bat, ma il dato e il messaggio politico trasferito alla città è totalmente falso. L’Autorizzazione integrale ambientale del 2011 prevedeva in 36 mesi l’abbattimento del 50% delle emissioni. L’Aia del 2017 prevede l’abbattimento del fondo scala del 20%, non mi meraviglia affatto che l’impresa abbia acconsentito all’attuazione, infatti provocatoriamente Isab per assurdo non inquina e qualora inquinasse ciò accadrebbe a norma di legge”.
“Inoltre - ha continuato Patti - si sconoscono i dati di partenza, ma si conosce la provenienza di detti dati, ovvero il Cipa (Consorzio industriale protezione ambientale): una contraddizione in termini poiché il controllato si erge a controllore. Dov’è finito l’aggiornamento del catasto degli inquinanti, dov’è l’impegno dei deputati a sostenere l’Arpa e le centraline pubbliche? Perché si continuano a spostare le centraline di controllo poste nel centro città?”
“In questa città - conclude - il problema sanitario e la questione ambientale sono solo legati alla realizzazione dell’ospedale e dei posti di lavoro ad esso connessi e alla garanzia occupazionale nella zona industriale. Invece di pensare che ormai la salute dei cittadini equivale a garantire una migliore qualità della vita”.

Articolo pubblicato il 12 luglio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Giovanni Arena (coordinatore Cipa) e Salvatore Sciacca (presidente Cipa)
Giovanni Arena (coordinatore Cipa) e Salvatore Sciacca (presidente Cipa)