Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia è su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Autonomia cancellata con un comunicato stampa
di Liliana Rosano

Nel 1957 l’eccezione d’incompetenza venne sollevata dalla Regione. Costa: “Corretto intervenire con revisione costituzionale”



Palermo - “L’Alta Corte non fu abolita con una revisione costituzionale ma con un comunicato stampa”.
È tranchant il giudizio di Massimo Costa sul fatto storico che ha portato all’assorbimento dell’Alta Corte siciliana e di fatto all’abolizione della stessa. L’autore del libro sull’autonomia tradita porta avanti la tesi secondo la quale “l’Alta Corte è stata – per così dire – disattivata” per ragioni politiche, non per ragioni giuridiche”. L’autore spiega che, prima della sentenza storica n.38 del 1957, quella che di fatto abolì le funzioni dell’organo giurisdizionale siciliano, ci fu un intervento di natura politica, cioè l’approvazione di una legge elettorale in cui non si potevano utilizzare i resti provinciali in sede regionale. Ciò consentì di buttare fuori gli indipendentisti siciliani dal Parlamento già dal 1951. La sentenza della Consulta partì da cinque giudizi, relativi a leggi regionali, su diverse questioni tra cui la materia fiscale e quella del lavoro. La Regione aveva sollevato eccezione pregiudiziale d’incompetenza della Corte costituzionale.

Così, l’organo giurisdizionale centrale, da poco costituito, si pose di risolvere la questione ponendola nei seguenti termini, cioè di decidere, dice la difesa dello Stato: “se la competenza generale della Corte costituzionale abbia o non assorbito la particolare competenza dell’Alta Corte”.
La soluzione è quella che conosciamo e le motivazioni principali a sostegno dell’assorbimento furono quelle del principio dell’unità di giurisdizione costituzionale. “Con l’entrata in funzione della Corte, si legge nella sentenza, è venuta meno la speciale giurisdizione attribuita all’Alta Corte; quindi, doveva cessare di esistere non l’Alta Corte come organo ma le funzioni che saranno assorbite dalla Corte Costituzionale”.

Fondamento di questa tesi è la constatazione che la concorrenza delle due giurisdizioni sarebbe in contrasto con il principio dell’unità dello stato e che la coesistenza di due organi giurisdizionali in materia di legittimità costituzionale delle leggi regionali siciliane avrebbe portato alla violazione anche del principio della certezza.

Articolo pubblicato il 25 aprile 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




Leggi tutti gli articoli sull'argomento
  • LÂ’Alta Corte di Sicilia sepolta viva - Ecco la verità. Lo Statuto siciliano rimasto inapplicato.
    Art. 24 Statuto vigente. “È istituita in Roma un’Alta Corte con sei membri e due supplenti, oltre il Presidente ed il Procuratore generale nominati in pari numero dalle Assemblee legislative (...)”.
    Sentenza n. 38/1957. “La competenza dell’Alta Corte è assorbita nel più ampio sistema posto dalla Costituzione, inspirato alla visione che il legislatore costituente ebbe delle autonomie (...)”. (25 aprile 2009)
  • Senza Alta Corte. Sicilia perennemente “commissariata” - (25 aprile 2009)
  • Autonomia cancellata con un comunicato stampa - Nel 1957 l’eccezione d’incompetenza venne sollevata dalla Regione. Costa: “Corretto intervenire con revisione costituzionale” (25 aprile 2009)
  • Lo Statuto siciliano un trattato fra due popoli - Documento del 1946 precedente alla Carta Costituzionale. Ogni modifica deve essere approvata dalle due Assemblee (25 aprile 2009)


comments powered by Disqus