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Scuola, assegnazioni provvisorie: per i siciliani restano un miraggio
di Michele Giuliano

Tornerà ad insegnare in Sicilia solo chi è provvisto di una specifica specializzazione per il sostegno. Il ministro Fedeli: “Chi è stato assunto negli ultimi 3 anni non potrà fare richiesta”

Tags: Scuola, Docenti, Miur



PALERMO - I docenti siciliani freschi freschi di immissione in ruolo potranno dimenticarsela la Sicilia chissà per quanto tempo. Con la presa di posizione dell’attuale ministro all’Istruzione, Valeria Fedeli, di mantenere il blocco triennale per le assegnazioni provvisorie per chi insegna sono dolori. Ed i siciliani emigrati al Nord nella speranza di poter tornare nella loro regione sono migliaia. Provvedimento che è riuscito a far scontenti tutti, persino il governo regionale che è di marca Pd, lo stesso del governo nazionale.

A prendere posizione è stato proprio l’assessore regionale all’Istruzione, Bruno Marziano, che questo provvedimento l’ha bollato negativamente: “Concordo pienamente – ha dichiarato – con quanto detto in un’intervista da Leonardo Alagna, direttore dell'Osservatorio ‘Diritti Scuola’. Le assegnazioni provvisorie dei docenti dovranno andare in deroga al vincolo triennale, per tutelare i 30 mila lavoratori della scuola che dal Sud rischiano di essere trasferiti nelle province del Nord.

I posti, come afferma lo stesso Alagna, ci sono:
basta solo trasformare l’organico di fatto in organico di diritto. Assegnare la nomina giuridica darà la possibilità ai docenti di ritornare nella propria provincia, pur essendo di ruolo in un’altra. Questo servirà, oltre a garantire la tutela dei lavoratori, anche a non interrompere la continuità didattica di alunni del Sud e del Nord, a risparmiare soldi che potrebbero inutilmente essere sperperati e a fare funzionare meglio la scuola”.

Al momento però con la decisione della ministra Fedeli si stabilisce che chi è stato assunto nel corso degli ultimi tre anni non può fare alcuna richiesta. “I dati comunicati dal Miur in merito ai trasferimenti del personale della scuola primaria a livello nazionale – aggiunge il segretario regionale della Uil Scuola, Claudio Parasporo - sono rilevanti: il 42% delle richieste è stato soddisfatto. In Sicilia, tuttavia, rimane ancora molto da fare in tema di mobilità: ad oggi, infatti, sono soltanto 223 le unità rientrate. Le regole della mobilità che la Uil Scuola ha fortemente voluto hanno funzionato, come dimostra la prima tranche di trasferimenti: occorre ora fare un ulteriore sforzo per dare risposte al personale, archiviando gli steccati ideologici e garantendo un buon contratto anche sulle assegnazioni provvisorie, evitando qualsiasi tipo di blocco punitivo”.

Secondo il sindacato di categoria sarebbe necessario “prevedere tutte le opzioni possibili per chi non ha ricevuto dalla legge 107 le risposte che attendeva, evitando così di penalizzare ulteriormente tutti coloro che sono rimasti lontani dai propri nuclei familiari”. “In Sicilia – aggiunge Parasporo – si è registrata una forte richiesta di mobilità sia da parte di chi è stato immesso in ruolo con la legge 107, sia da parte di chi, invece, è stato assunto nel periodo antecedente la legge stessa, con la graduatoria ad esaurimento: ebbene, malgrado ciò, ad oggi sono soltanto 223 le persone rientrate, delle quali 122 sono state destinate a posti di sostegno”.

Ad esempio a Palermo e provincia a fronte di 1.377 richieste di assegnazione provvisoria per l’anno scolastico in corso, solo 74 sono state soddisfatte in mobilità: il 5% rispetto alle istanze presentate in assegnazione. Ancora peggio nelle altre province dell’isola dove soltanto pochissime unità hanno ottenuto il trasferimento interprovinciale: 11 ad Agrigento (5 di sostegno), 16 a Caltanissetta (6 di sostegno), 56 a Catania ( 36 di sostegno), 16 a Siracusa (6 di sostegno), 13 a Ragusa (6 di sostegno) e 23 a Messina (nessun docente di sostegno). Ad Enna, il trasferimento interprovinciale ha riguardato soltanto 2 unità di sostegno.

Articolo pubblicato il 12 luglio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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