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Regione, 500 mln per incompiute
di Rosario Battiato

In Sicilia 159 opere sospese, il doppio di Lombardia, Piemonte e Veneto insieme. Per completarle servono 300 mln. Da depuratori a scuole, marciscono infrastrutture strategiche. E i cantieri restano chiusi

Tags: Sicilia, Incompiute



PALERMO – C’è un’altra Sicilia: esiste solo sulla carta ed è alimentata dallo spreco del denaro pubblico. La sua storia potenziale si racconta attraverso le 159 opere incompiute che sono state mappate dal dipartimento Tecnico dell’assessorato regionale delle Infastrutture e della mobilità che, alla fine di giugno, ha pubblicato l’elenco regionale aggiornato al 2016. Un patrimonio immobile e inutile che è costato più di mezzo miliardo e che attende ancora quasi 300 milioni per essere completato.

Lo spreco di Sicilia ha nome e cognome. Nell’elenco delle 159 opere incompiute si trova tutto il campionario di quello che nell’Isola continua a mancare: infrastrutture viarie, fognature, depurazione, invasi, scuole, strutture sportive, edilizia popolare, parchi urbani. Le infrastrutture più costose, in effetti, arrivano dal settore idrico. Per l’invaso Pietrarossa sul fiume Margherito nel territorio dei comuni di Aidone e Mineo sono stati spesi circa 75 milioni di euro per un progetto che si trova al 94,61% di esecuzione dei lavori. Sopra i 20 milioni di euro ci sono interventi stradali, come i lavori di costruzione della comunale esterna “costa” nel comune di Castiglione di Sicilia, attualmente bloccati a poco più dell’85%. Servono ancora 22 milioni, dopo averne spesa una cifra pari, a fronte di un avanzamento dello 0%, per la strada per il potenziamento della accessibilità alla SS189 dell’area interna dei comuni: Aragona, Santa Elisabetta, Sant’Angelo Muxaro, San Biagio Platani, Raffadali.

La Sicilia è stata tra le prime regioni a fornire il nuovo aggiornamento. Negli ultimi tre anni, cioè dal 2014 al 2016, la Regione è passata da 215 (2014), a 113 (2015) fino all’ultima rilevazione di 159  (2016). L’Isola ha sempre avuto la leadership nazionale in termini di numerosità delle opere e l’ultimo dato, in attesa dei risultati nazionali, sembrerebbe confermare questa tendenza.

La distribuzione delle 159 opere infrastrutturali incompiute attraversa, in termini di costo e di percentuale di avanzamento, tutte le dinamiche possibili. Ce ne sono 5 addirittura completate (lavori eseguiti al 100%) che sono costate complessivamente 3 milioni di euro, ma che evidentemente non sono ancora state collaudate. Tra queste ci sono le tribune del campo di calcio località Fossazzo nel comune di Milazzo, il progetto per la costruzione di una scuola materna a Camporeale, un edificio da adibire a ricovero per anziani nel comune di Vita, lavori di costruzione bagni di cura saunistica in località Bagno Asciutto nel comune di Pantelleria, e la costruzione dell’impianto di depurazione reflui della fognatura comunale nel comune di Santo Stefano Quisquina. Le altre opere viaggiano su fasce sempre inferiori di completamento e sono davvero pochissime quelle fruibili con uso dimensionato.  

Nella fascia inclusa tra 80 e 99,9%, ci sono altre 14 infrastrutture per un costo complessivo di 125 milioni di euro e 4,7 per completarle. Altre 12 si rintracciano nella fascia di avanzamento inclusa tra 60 e 79,9% e 28 si trovano in quella immediatamente inferiore. Nel blocco di opere completate col 50% in su dei lavori, ci sono 59 opere che valgono complessivamente 228,6 milioni di euro e che necessitano ancora di 56,3 milioni per chiudere. Nella fascia inferiore, cioè da 0 al 50%, ci sono 100 opere che rappresentano la parte più consistente dell’elenco e che valgono 284,3 milioni di euro spesi. Per completarle servono ancora 215,5 milioni di euro.

Il ministero delle Infrastrutture specifica, in generale, che “un’opera pubblica viene definita incompiuta quando risulti non completata a causa di mancanza di fondi, per cause tecniche, per sopravvenute nuove norme tecniche o disposizioni di legge, fallimento, liquidazione coatta e concordato preventivo dell’impresa appaltatrice, risoluzione del contratto ai sensi degli articoli 135 e 136 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, o di recesso dal contratto ai sensi delle vigenti disposizioni in materia di antimafia e mancato interesse al completamento da parte della stazione appaltante, dell’ente aggiudicatore o di altro soggetto aggiudicatore, di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 12 aprile 2006 n.163”.

Andando più in dettaglio, le ragioni che hanno trasformato in incompiute le opere isolane, possono essere distribuite in tre tronconi principali: una sessantina hanno visto i lavori di realizzazione, avviati, che “risultano interrotti oltre il termine contrattualmente previsto per l’ultimazione”; poco meno di ottanta hanno avuto i lavori di realizzazione avviati e interrotti “entro il termine contrattualmente previsto per l’ultimazione, non sussistendo, allo stato, le condizioni di riavvio degli stessi”; per la parte restante i lavori di realizzazione, ultimati, “non sono stati collaudati nel termine previsto in quanto l’opera non risulta rispondente a tutti i requisiti previsti dal capitolato e dal relativo progetto esecutivo, come  accertato nel corso delle operazioni di collaudo”.
 

 
L’Isola da sola “doppia” tre grandi regioni del Nord
 
PALERMO – Non bastano tre importanti regioni del nord per fare i numeri della Sicilia. La somma delle incompiute di Lombardia, Piemonte e Veneto arriva a sfiorare la metà del dato siciliano, mentre non c'è paragone nemmeno nel confronto della spesa con un dato inferiori di circa un centinaio di milioni di euro.
In attesa del consueto monitoraggio ministeriale, abbiamo scovato gli ultimi numeri delle altre regioni. In Lombardia sono appena 34, cioè circa 5 volte in meno, e sono costate circa 174 milioni di euro. Per completarle serviranno ancora circa 54 milioni di euro. Il più imponente è certamente l'intervento per la costruzione del Palasport in Corso europa del comune di Cantù, in provincia di Como, che ha visto interventi per 33 milioni di euro e risorse ancora necessarie per 29,7 milioni.
Sono appena 18 le opere incompiute in Piemonte, a fronte di una spesa che si aggira sui 120 milioni di euro e di necessità per il completamento che superano di poco i 4,4 milioni di euro. L'intervento più robusto è stato quello relativo al project financing per l'affidamento della concessione per la realizzazione del complesso edilizio in piazzale Aldo Moro a Torino che ha visto un costo di 47,7 milioni di euro.
Altre 25 opere sono presenti nel Veneto per poco meno di 100 milioni di euro spesi, mentre l'importo degli oneri per l'ultimazione dei lavori è pari a circa 60 milioni di euro. L'opera più costosa è l'impianto natatorio della frazione San Giuseppe nel comune di Cassola che è costato, secondo l'intervento aggiornato, circa 18,5 milioni di euro.

Articolo pubblicato il 13 luglio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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