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Assistenza domiciliare: in Sicilia per meno di 5 anziani ogni 100
di Redazione

Secondo i dati del ministero della Salute, comunicati ieri da Italia Longeva, nell’Asp di Catania ad ogni paziente è dedicato un numero di ore inferiore alla media nazionale (rispettivamente 18 e 20 ore). Bernabei: “Nell’Isola il livello di integrazione tra servizio sanitario e operatori sociali dei Comuni è insufficiente”

Tags: Assistenza Domiciliare, Asp



ROMA – In Sicilia ci sono 1.025.000 ultrasessantacinquenni, e di questi solo 35.992 persone ricevono servizi di assistenza domiciliare, pari al 3,51% della popolazione over-65. Sono dati del ministero della Salute, comunicati per la prima volta ieri da Italia Longeva, network scientifico dello stesso ministero, dedicato all’invecchiamento attivo e in buona salute.

Questi numeri sono contenuti in una più ampia survey, sviluppata da Italia Longeva, presentata ieri al ministero della Salute in occasione degli Stati generali dell’assistenza a lungo termine (Long term care). L’indagine di dettaglio parte dai più ampi dati ministeriali, per effettuare una sorta di “carotaggio” delle più rappresentative realtà locali, e comprendere in concreto come siano organizzati i servizi di assistenza a domicilio.

È stata condotta, in particolare, coinvolgendo 12 Aziende Sanitarie presenti in 11 regioni italiane, con distribuzione bilanciata tra Nord e Centro-Sud, che offrono servizi territoriali a 10,5 milioni di persone: dal punto di vista puramente numerico, quindi, copre un quinto della popolazione italiana.

Per la Sicilia, l’indagine propone un focus sull’Asp di Catania, la cui popolazione è costituita da anziani per il 19%, i quali sono anche i principali fruitori dei servizi di Assistenza domiciliare integrata (over-65 il 64% delle persone assistite in casa). Dal punto di vista dei servizi, in questa Asp sono garantite il 100% delle prestazioni Adi tra quelle più rilevanti dal punto di vista clinico-assistenziale, con ripartizione abbastanza equa fra quelle che possono essere erogate direttamente dal servizio sanitario e quelle garantite invece da operatori privati.

La Asp di Catania, infine, è nella media nazionale, fra quelle prese in esame dalla survey, per costo medio di ciascun caso trattato e per numero di ore dedicate ogni anno a ciascun assistito (18 ore, contro una media nazionale di circa 20 ore).

“Come per la maggior parte delle regioni d’Italia – commenta il professor Roberto Bernabei, presidente di Italia Longeva – emerge che la Sicilia ancora non sfrutta appieno l’opportunità dell’assistenza domiciliare, prendendo in carico con questa modalità una percentuale troppo esigua della popolazione over-65 residente, e con un livello di integrazione fra servizio sanitario e operatori sociali dei Comuni non ancora soddisfacente. Per converso, il numero di prestazioni e l’equilibrio fra le prestazioni offerte da operatori pubblici e da operatori privati nella Asp di Catania confermano che la Sicilia è in grado di diventare una delle best practice, soprattutto fra le regioni del Sud, per efficacia e diffusione dell’Adi. In questo senso – conclude Bernabei – continuare a puntare sulla partnership pubblico-privato potrebbe rivelarsi una delle chiavi strategiche per la maggior diffusione dell’assistenza a domicilio”.

Articolo pubblicato il 13 luglio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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