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Avviso 8, ora la Regione va avanti. Non si attende il responso del Tar
di Michele Giuliano

La decisione dell’assessore alla Formazione: “Fatto tutto ciò che dovevamo, rischiamo di perdere i fondi”. Dopo gli ultimi ricorsi il Tribunale ha rimandato ogni pronunciamento a settembre

Tags: Formazione, Lavoro, Bruno Marziano, Avviso8



PALERMO - I corsi tradizionali finanziati attraverso l’Avviso 8 andranno avanti nonostante il Tar abbia rinviato ogni decisione sui ricorsi di una ventina di enti inerenti alla graduatoria a settembre inoltrato. Il governo regionale non attenderà il pronunciamento, dunque in qualche modo rischierà nel portare avanti la propria tesi non sapendo ancora l’esito del pronunciamento del tribunale amministrativo.
 
Ricorsi a cui gli enti si sono aggrappati ritenendo i criteri usati dalla Regione non congrui rispetto alle attività e alla “storicità” di chi ha fatto parte integrante per decenni dell’impalcatura della formazione siciliana. C’è da dire che già la Regione ha ritoccato ben due volte la propria graduatoria sulla base di precedenti pronunciamenti del Tar ed è proprio su questo aspetto che si basa la tesi dell’assessore regionale alla Formazione, Bruno Marziano, nel portare avanti l’attuale impalcatura dell’Avviso 8: “Abbiamo rivisto criteri e attribuzioni di punteggi dopo una prima sospensiva del Tar – sostiene Marziano – per cui credo che già abbiamo seguito alla lettera i pronunciamenti del tribunale. Se a settembre dovessero emergere ulteriori problematiche allora davvero non so proprio cosa si possa fare per portare avanti i corsi tradizionali”. Lo stesso Marziano evidenzia che con  i primi ritocchi alla graduatoria sui 199 progetti finanziati attraversi i 136 milioni stanziati sono stati 19 gli enti ripescati in seguito proprio all’ottemperanza alla sospensiva del Tar.

Marziano poi pone anche un problema tecnico: “Non possiamo permetterci di perdere dell’atro tempo – sostiene – perchè rischiamo seriamente di perdere i fondi concessi dall’Unione Europea e di dover restituire tutto. Non credo che si possa volere ciò”. Con l’ultima revisione della graduatoria dell’Avviso 8 qualcuno è salito, come alcuni progetti degli enti Strec Catania, Enaip Enna, Archè impresa sociale e Istituto italiano Ferdinando Santi, solo per fare qualche esempio, qualcun altro invece è stato definanziato. Altri enti di formazione storici, che alla prima graduatoria erano rimasti a pochi passi dal finanziamento, non sono riusciti a rientrare e tra questi alcuni progetti di Ecap Messina ed Enaip Palermo. Tutto si è giocato sul filo dei pochi millesimi di punti in graduatoria. Basti pensare che l’ultimo progetto approvato al 199° posto ha ottenuto 82,88 punti mentre, quasi 100 posti dopo la differenza è di neanche 2 punti.
Sotto questo aspetto l’assessore Marziano è abbastanza deciso: “Darò mandato agli uffici di procedere con i decreti di finanziamento in modo da far giungere tutto alla Corte dei conti per la registrazione e dare così l’avvio ai corsi”.

Effettivamente è oramai da due anni che in Sicilia non si organizzano più i corsi di formazione tradizionali un po’ per i ricorsi, un po’ per la materiale mancanza di fondi alla Regione. Un intreccio di problematiche che hanno finito per far del tutto scomparire ogni traccia di queste attività. In sostanza questa nuova graduatoria è stata rettificata rispetto a quella iniziale che era stata sancita con decreto dirigenziale numero 169 dello scorso 23 gennaio. In ballo c’è la “realizzazione di percorsi formativi di qualificazione mirati al rafforzamento dell’occupabilità in Sicilia”. Una rettifica sulla base per l’appunto dell’ordinanza del Tar, in seguito ad una trentina di ricorsi avanzati da diversi enti di formazione, in particolare per ciò che concerne l’A2, uno dei parametri di valutazione per l’ammissione ai finanziamenti, che concede agli enti un massimo di ben 12 punti, un numero rilevante e decisivo per il posizionamento tra chi ha diritto al finanziamento e chi rimane fuori.

Articolo pubblicato il 13 luglio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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