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La Sicilia continua a bruciare e "i forestali stanno a casa"
di Redazione

Ieri vigili del fuoco ancora in azione. In un mese 13 mila ettari in cenere. Figuccia accusa Crocetta. Realacci: “Colpire autori dei delitti”

Tags: Incendi, Sicilia, Forestali



PALERMO - Dopo la drammatica emergenza di mercoledì, sono una ventina i roghi sui quali ieri mattina sono intervenute operando le squadre antincendio in Sicilia. Nel caso di alcuni interventi - a San Vito Lo Capo e Lipari - si è trattato di completare addirittura il lavoro di mercoledì. Vari incendi sono poi scoppiati a Monreale (PA) e Adrano (CT) dove sono intervenuti, rispettivamente, un canadair e due elicotteri, mentre a Librizzi (RG) e nell’area del siracusano sono divampati focolai sparsi. L’emergenza continua ad essere gestita dalla sala operativa della Protezione civile regionale. Nel momento in cui scriviamo, il maggior numero di richieste - sette - è arrivato ancora una volta dalla Sicilia, specialmente dalle province di Palermo, Catania e Messina.

Qui ha ripreso a bruciare la vegetazione intorno alla frazione di Quattropani, a Lipari, già devastata, mercoledì, da un altro incendio.
Le fiamme hanno interessato circa 3 mila m2 di macchia mediterranea. All’opera si sono messi immediatamente due squadre dei Vigili del fuoco, la Forestale e i Carabinieri che hanno fatto scattare la caccia ai piromani. Il sindaco di Lipari, Marco Giorgianni, ha chiesto lo stato di calamità naturale.

“A fronte dell’evidente natura dolosa di molti incendi che hanno colpito il nostro patrimonio naturale, è necessario - ha commentato Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera - intervenire con la massima determinazione per individuare e colpire gli autori di questi delitti. Ritengo sia utilizzabile anche il nuovo reato di ‘disastro ambientale’. A tal fine chiedo al ministro dell’Ambiente di attivare in forma straordinaria il Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri perché non restino impuniti questi gravi reati”.

“Trovo scandaloso - ha invece detto il deputato regionale Vincenzo Figuccia - che il personale cosiddetto settantottista della Forestale si trovi fermo a casa in un momento in cui la Sicilia ha un’emergenza roghi di vaste proporzioni. Tale situazione contribuisce a rendere evidente l’inefficienza del Governo regionale. Ma ciò che fa comprendere come il governo Crocetta utilizzi male le risorse umane - ha concluso - è che i forestali settantottisti in ogni caso dovranno essere assunti per concludere il ciclo di giornate e che, questi, saranno assunti a novembre quando l’emergenza incendi non esisterà più”.

Dalla metà di giugno al 12 luglio, secondo il dossier “Incendi” di Legambiente  sono andati a fuoco 26mila ettari di boschi, quasi la stessa superficie (93,8%) che è bruciata in tutto il 2016. La metà della superficie in fiamme, 13mila ettari, è in Sicilia.

Articolo pubblicato il 14 luglio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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