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Quotidiano di Sicilia

Regionali costosi e allo sbando
di Valeria Arena

Guadagnano in media € 38.817. Invece, regioni ordinarie € 29.017, speciali € 35.345, ministeriali € 29.788. Senza piano aziendale né carichi di lavoro il risultato è il caos gestionale



PALERMO - I regionali siciliani sono tra i più costosi d’Italia e hanno una retribuzione media complessiva nettamente superiore a quella dei colleghi delle altre regioni italiane e, addirittura, dei dipendenti ministeriali. è quanto evidenziato dall’ultimo rapporto della Ragioneria generale dello Stato, i cui dati restituiscono l’immagine di un’amministrazione locale ormai votata a sprechi e all’elefantiasi cronica.

Secondo l’analisi della Ragioneria, i dipendenti regionali siciliani guadagnano mediamento quasi 39 mila euro l’anno, ben 9 mila euro in più dei colleghi ministeriali. Confronto che rimane impietoso anche con il resto d’Italia: i dipendenti delle regioni a statuto speciale, quindi dotate di una struttura politico-amministrativa simile a quella della Sicilia, guadagnano mediamento oltre i 35 mila euro, mentre gli impiegati delle regioni a statuto ordinario hanno una retribuzione media di 29 mila euro l’anno, in linea con quella dei ministeriali. Quello che salta subito all’occhio è la creazione di due diversi gruppi: da una parte, infatti, chi lavora per i vari ministeri e regioni ordinarie, con retribuzioni medie complessive abbastanza simili, e dall’altra dipendenti di regioni a statuto speciale con guadagni annuali nettamente superiori a quelli del resto d’Italia, con la Sicilia a guidare la classifica.

A certificare il preoccupante aumento dei costi lgati alla gestione del personale è stata la sezione di controllo della Corte dei Conti che ha parlato di costi elevati anche in relazione alla spesa per i trattamenti pensionistici: ricordiamo, infatti, che la Sicilia è l’unica regione italiana a farsi carico della previdenza dei propri dipendenti.

Altra criticità registrata dai magistrati contabili è la mancanza di un piano aziendale che preveda carichi di lavoro precisi e trasferimenti d’ufficio resi impossibili dall’assenza di una banca dati aggiornata.
 
Retribuzione media complessiva MINISTERI: € 29.788
Retribuzione media complessiva REGIONI ORDINARIE: € 29.057
Retribuzione media complessiva REGIONI SPECIALI: € 35.345
Retribuzione media complessiva REGIONE SICILIA: € 38.817
 

 
I magistrati contabili: “Ritardi e gravi criticità”
 
L’organizzazione e la gestione del personale regionale continua ad essere la spada di Damocle dell’amministrazione siciliana. Anche lo scorso anno, infatti, la Regione ha continuato a macinare record negativi. Secondo il rendiconto generale per il 2016 esaminato dalla sezione di controllo della Corte dei Conti, al 31 dicembre 2016, i dipendenti regionali a tempo indeterminato, esclusi i dirigenti, erano 13.372, 767 unità in meno rispetto al 2015. I dirigenti, invece, sempre alla stessa data, si aggiravano intorno ai 1.411, 150 soggetti in meno rispetto all’anno precedente.

Il rapporto tra dirigenti e restante personale rimane comunque invariato se confrontato al 2015: un dirigente ogni nove dipendenti, una proporzione che, secondo quanto scritto dai giudici contabili, è “del tutto irragionevole e abnorme, frutto, in larga parte, di scelte politico/clientelari del passato, estranea a qualsivoglia principio di gestione sia in campo politico che privato”. In Lomardia, per esempio, il rapporto è di circa 1/13, mentre nel Lazio di cirica 1/15.

Già lo scorso anno la Corte aveva messo in evidenza l’inefficienza gestionale della Regione sul tema: “Gli interventi degli ultimi anni, essendo ispirati a logiche emergenziali di mero risparmio finanziario e di taglio lineare, non affrontano, sul piano strutturale e sistemico, le gravi criticità e i profondi ritardi accumulati nel tempo delle politiche del personale”. Si parlava addirittura di ritardo del necessario processo di revisione della struttura retributiva e di blocco di “una vera riforma dell’ordinamento del personale ispirato a criteri meritocratici e frustrando l’obiettivo di principio fissato dall’art. 40, comma 3 bis, del d.lgs. n. 150 del 2009 a che ‘una quota prevalente del trattamento accessorio comunque denominato’ sia destinata alla retribuzione di produttività”. Oggi come ieri, quindi, appare necessario un intervento di rimodulazione dell’intero settore.

Al personale a tempo indeterminato, infatti, va però aggiunto il personale cosiddetto esterno a tempo determinato, composto da 656 unità, 15 in più rispetto al 2015. Il totale regionale, quindi, compresi i dirigenti, sale, al 31 dicembre 2016, a 15.439, cifra inferiore a quella relativa all’anno precedente (16.341), mentre la spesa totale, attestatasi a 629 milioni, è diminuita nel corso di un anno di oltre 66 milioni.

Ma non è l’elefantiasi l’unico macigno che grava sull’isola. La Sicilia, infatti, è l’unica regione italiana che si è fatta carico del trattamento pensionistico dei propri dipendenti, onere che lo scorso anno è costato all’amministrazione regionale 610 milioni di euro, a fronte dei 584 milioni del 2015. Una spesa che continua inevitabilmente a salire, nonostante le promesse di un contenimento dei costi che sarà difficile attuare dal momento che continuiamo a pagare le scellerate scelte compiute in passato da una politica irresponsabile.

Intanto, nelle scorse settimane, l’attenzione mediatica era concentrata nell’avvio delle difficili trattative per il rinnovo dei contratti: dal Governo, in via preliminare, la proposta di un aumento di 85 € mensili.

Articolo pubblicato il 15 luglio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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