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Renzi: "Aiutiamoli a casa loro"
di Carlo Alberto Tregua

Ricomincia la rottamazione

Tags: Matteo Renzi



Matteo Renzi è un animale politico. Ha capito che i cittadini non ne possono più di questo falso pietismo occorso per ricevere molte centinaia di migliaia di persone umane, in maniera disordinata e indiscriminata, senza controllare che fossero titolari del diritto di asilo perché fuggivano da guerre.
Ha quindi spostato l’asse sulla materia, attivando ragionevolmente il principio secondo il quale la solidarietà verso il prossimo si dimostra non sconquassando le regole di casa propria, ma aiutando gli altri a darsi le regole, a crescere e a civilizzarsi.
Certamente la frase non si riferiva agli esuli dalla Siria o da altri teatri di guerra, bensì a quelli che Emmanuel Macron ha definito correttamente migranti economici, che costituiscono gli otto/decimi di tutti quelli che sbarcano in Italia.
Renzi ha capito anche che le popolazioni del Sud non sono più in condizione di ricevere l’enorme massa d’urto di migranti che sbarca nei porti.

Il cambio di linea politica è del tutto evidente dalle parole del ministro dell’Interno, Marco Minniti, che obiettivamente si trova le mani legate dagli accordi firmati da Berlusconi e Alfano. Tuttavia, egli sta cercando di affrontare la questione degli sbarchi, irrigidendo la linea politica e minacciando di chiudere gli accessi alle Ong e alle navi non italiane.
Non sappiamo quale esito concreto possa avere questa azione del ministro e del governo italiano. Sappiamo, però, che gli italiani, nella loro grande maggioranza, soprattutto gli astensionisti, non sopportano più l’invasione selvaggia di chi non ha diritto a chiedere l’asilo.
Il presidente francese Macron non solo ha comunicato che non avrebbe ammesso nel suo Paese i migranti economici, ma alle parole ha fatto seguire i fatti: ha respinto 200 persone alla frontiera di Menton, ha comunicato all’Unione europea che non avrebbe fatto sbarcare neanche un immigrato nei propri porti mediterranei.
Anche il primo ministro spagnolo, Mariano Rajoy, ha comunicato il divieto di sbarco nei propri porti mediterranei. Lo stesso hanno fatto le piccole Malta e Gibilterra. La Grecia aveva già chiuso i porti del corridoio albanese.
 
Ritornando alla nuova linea di Renzi, il vero ostacolo è trovare in questo Parlamento una maggioranza necessaria per modificare le due leggi elettorali, tentando di inserirvi norme che favoriscano il maggioritario e non più il ballottaggio censurato improvvidamente dalla Corte costituzionale.
Se vi fosse tale maggioranza e le due leggi fossero commutate secondo un principio maggioritario con premio, per esempio con una soglia del 35/40%, ovviamente di lista e non di coalizione, lo scenario politico si chiarirebbe e molte beghe da comari cadrebbero, facendo capire ai cittadini chi è credibile e capace di realizzare un progetto di profonde riforme, di cui il Paese ha bisogno, e chi invece blatera ai quattro venti, cercando di confondere i creduloni da cui captare il consenso. 
Da settembre partirà un treno che per cinque mesi percorrerà il territorio italiano col segretario del Pd in veste di nuovo messia. Saremo curiosi di vedere che cosa dirà o penserà quando tale treno impiegherà da Ragusa a Trapani oltre otto ore: come fosse una diligenza.

Mentre tutto questo accade, il Movimento cinque stelle esplode a Palermo. è sintomatica l’adesione di masse di giovani estese che vedono in quel movimento una vera novità.
Giancarlo Cancelleri, candidato ufficiale alla presidenza della Regione, ha già detto una serie di punti che sono musica per le orecchie dei siciliani: taglio dei privilegi, taglio dei vitalizi, taglio delle indennità e inserimento di merito e responsabilità nella Pubblica amministrazione.
Non si può che condividere questa impostazione, chiunque la dica. In altri termini non si può condividere una questione se la dice Tizio o Caio, in quanto questo comportamento non è in linea con le regole etiche di giustizia ed equità.
Magari qualche altro farà le stesse promesse. Si tratterà di vedere chi gli elettori siciliani riterranno credibile e chi no. Quegli elettori che andranno a votare ma che saranno minoritari rispetto al Partito astensionista.
A meno di un miracolo, secondo il quale i cittadini diventino #cittadiniperbene e facciano il loro dovere di votare in modo oculato.

Articolo pubblicato il 15 luglio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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