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Nel 2016 ripresa più lenta ma fallimenti come nel 2015
di Lucia Russo

Rapporto Banca d’Italia “L’Economia in Sicilia”: l’andamento delle imprese varia a seconda del settore. Il saldo tra le quote delle aziende in utile e quelle in perdita è cresciuto

Tags: Economia, Sicilia, Sviluppo



CATANIA - L’ultimo rapporto della Banca d’Italia di giugno 2017 intitolato “L’Economia della Sicilia” sul piano delle imprese denota come la ripresa dell’attività produttiva, che aveva caratterizzato il 2015, nel 2016 si sia attenuata con dinamiche differenti per settore. Rispetto alle procedure fallimentari, se il numero è cresciuto fino al 2014, nel 2016 si è attestato sui valori dell’anno precedente. Precisamente, con riferimento alle società di capitali l’incidenza dei fallimenti si è ridotta nell’industria e nei servizi, mentre è leggermente aumentata nelle costruzioni. Complessivamente sul piano della redditività poco più del 60 per cento delle aziende nel 2016 ha conseguito un utile di esercizio e il saldo tra le quote di quelle in utile e quelle in perdita è cresciuto, superando il 20 per cento.

Agricoltura
Per quanto riguarda l’agricoltura nel 2016 la produzione è diminuita, dopo la crescita dell’anno precedente quando il valore aggiunto in termini reali era tornato sui livelli del triennio 2011-13.
Le vendite all’estero di prodotti agricoli siciliani, però, hanno mantenuto l’andamento positivo degli ultimi quattro anni e la crescita è stata sostenuta particolarmente dalle importazioni della Francia, paese cui va il 30 per cento dell’export regionale.

Industria
Nel settore industriale, dopo il recupero del 2015, nel 2016 c’è stato un ristagno. Rispetto alla media Italia, dove secondo l’Istat si è avuto un aumento, il risultato della Sicilia ha risentito anche della diversa specializzazione produttiva, in particolare del basso peso dei comparti metallurgico e dei mezzi di trasporto, che hanno trainato la crescita nazionale.
Secondo i risultati dell’indagine sulle imprese industriali e dei servizi (Invind) svolta dalle Filiali della Banca d’Italia, che si riferisce a un campione di imprese siciliane con 20 addetti e oltre, nell’industria il grado di utilizzo degli impianti è sceso di un punto percentuale (al 77 per cento) e i ricavi si sono attestati sui volumi dell’anno precedente. Per il 2017, però, prevalgono le aspettative di un leggero recupero dell’attività, con un lieve incremento del grado di utilizzo degli impianti e dei ricavi attesi.
Gli investimenti delle imprese, se negli anni della crisi sono diminuiti drasticamente, nel 2016 hanno invertito la tendenza negativa: il numero di imprese che hanno dichiarato una spesa superiore a quella dell’anno precedente ha superato nettamente quello delle aziende con una spesa in calo, anche tra le imprese di minore dimensione. Ciò è avvenuto grazie sia alla riduzione dei costi di finanziamento sia agli incentivi fiscali per gli investimenti, di cui ha beneficiato oltre un terzo delle aziende che hanno partecipato alla rilevazione della Banca d’Italia.

Edilizia
Dopo i segnali positivi del 2015, l’attività del comparto dell’edilizia è tornata a flettere. Nel settore privato ancora difficoltà a smaltire lo stock di invenduto accumulatosi negli anni della crisi, nonostante la ripresa delle compravendite immobiliari.
Per quanto riguarda le opere pubbliche, dopo la forte contrazione del biennio 2014-15, il valore dei bandi di gara pubblicati in Gazzetta è cresciuto, nonostante la riduzione del numero di progetti, a causa di alcuni bandi di importo rilevante in provincia di Palermo. In prospettiva, però, si evidenzia nel rapporto, le imprese potrebbero beneficiare dell’avvio dei programmi comunitari e nazionali delle politiche di coesione territoriale del ciclo 2014-2020.

Servizi
Per le imprese dei servizi la crescita dei consumi delle famiglie siciliane ha inciso positivamente, così come l’afflusso di turisti nell’Isola. I segnali positivi del terziario sono stati confermati, tra l’altro, dalla ripresa delle compravendite di negozi e uffici che, avviatasi nel 2015, è proseguita nell’anno e ha contribuito alla stabilizzazione delle quotazioni dopo quattro anni di calo.
La crescita del flusso dei turisti, sia nazionali che esteri, è stata confermata dai dati del traffico passeggeri negli aeroporti e nei porti siciliani.
Il numero di passeggeri negli aeroporti dell’Isola è cresciuto dell’8,9 per cento, così come l’aumento dei turisti transitati nei porti siciliani è stato robusto e concentrato nella componente dei trasporti locali e dei traghetti. Il traffico dei crocieristi, che rappresenta il 9 per cento del totale, si è attestato, invece, sui volumi dell’anno precedente.
Di conseguenza, se complessivamente nel 2016 il numero di imprese attive in regione si è ancora ridotto, soprattutto nel commercio e nelle costruzioni, si è rafforzata, invece, la crescita del numero di imprese attive nei servizi di alloggio e ristorazione.

Articolo pubblicato il 15 luglio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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