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Verso l'addio agli studi di settore per gli Indici di affidabilità fiscale
di Salvatore Forastieri

Con l’approvazione del Dl 50/17, novità per i contribuenti titolari di partita Iva esercenti attività d’impresa. I primi 70 Isaf saranno pronti entro la fine di quest’anno, gli altri 80 entro il 2018

Tags: Studi Di Settore, Imprese, Economia, Fisco



PALERMO - Con l’approvazione definitiva del D.L. n. 50 del 24 aprile 2017, per i contribuenti titolari di partita IVA, esercenti attività d’impresa, arte o professione, siano essi persone fisiche, società di persone o società di capitali, a partire dall’annualità 2017, si renderanno applicabili gli “Indici di affidabilità fiscale” (ISAF) i quali, mettendo in soffitta gli studi di settore ed i parametri, permetteranno un controllo preventivo dei redditi dei contribuenti, piuttosto che il tradizionale controllo successivo, di tipo esclusivamente repressivo.

I primi 70 Indici di affidabilità fiscale saranno pronti entro la fine di quest’anno. Gli altri 80 saranno pronti entro la fine del 2018.
La nuova tipologia di controllo “anticipato” rappresenta certamente una grossa novità per il nostro sistema tributario e risulta assolutamente in linea con i principi di reciproca fiducia tra fisco e cittadini previsti dallo Statuto dei Diritti del Contribuente.
Risulta certamente conforme alla ormai consolidata necessità di privilegiare l’adesione spontanea (la compliance) piuttosto che il sistema di accertamento tradizionale basato essenzialmente su prove, presunzioni, indici di coerenza e controlli incrociati.

C’è da dire, peraltro, che i contribuenti che risulteranno “affidabili”, ossia risulteranno compresi nel raggio dei valori (da 1 a 10) degli ISAF, beneficeranno di significativi vantaggi fiscali come l’esonero dal visto di conformità in caso di compensazione (fino a 50.000 Euro per IVA e fino a 20.000 Euro per imposte dirette e IRAP), l’esonero del visto di conformità o della garanzia in caso di rimborso IVA fino a 50.000 Euro, l’esonero dell’applicazione della normativa sulle “società non operative”, l’esclusione dagli accertamenti basati su presunzioni semplici, nonchè la riduzione di un anno del termine di decadenza per l’attività di accertamento dell’ufficio.

Gli Indici di affidabilità fiscale verranno costruiti partendo dalle dichiarazioni fiscali presentate dai contribuenti, ma terranno conto anche di molte altre fonti tra le quali quelle dell’INPS e quelle dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro. In futuro potranno essere calibrati tenendo anche conto delle risultanze delle verifiche fiscali, onde migliorarne l’attendibilità. Gli stessi indici, comunque, prima dell’approvazione definitiva, devono passare al vaglio di un’apposita commissione di esperti, i cui componenti verranno designati dal Ministro dell’economia e delle Finanze, che terranno conto anche delle segnalazioni provenienti dalle associazioni di categoria e dagli ordini professionali interessati.

Per legge, quindi, gli studi di settore ed i parametri cesseranno di produrre effetti nei confronti dei soggetti interessati con riferimento ai periodi d’imposta in cui gli ISAF si renderanno applicabili.

Articolo pubblicato il 18 luglio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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