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Rifiuti speciali: 7,4 mln tonnellate che potrebbero diventare energia
di Rosario Battiato

Gli ultimi dati nell’annuale rapporto Ispra pubblicato nei giorni scorsi: Lombardia prima regione. Nell’Isola purtroppo residuale (2 per cento) l’utilizzo come fonti alternative

Tags: Rifiuti



PALERMO – Una produzione nazionale da 132,4 milioni di tonnellate di rifiuti speciali (in crescita di circa 3 milioni tra il 2014 e il 2015) e una porzione siciliana che si è attestata su 7,4 milioni di tonnellate, tra pericolosi (384 mila) e non (circa 7 milioni). Gli ultimi dati sono stati diffusi nei giorni scorsi nella sedicesima edizione del Rapporto Rifiuti Speciali dell’Ispra, pubblicazione che ogni anno fornisce il quadro dettagliato e aggiornato sulla produzione e gestione dei rifiuti speciali in Italia.

La regione leader per produzione resta la Lombardia
, che, con 28,4 milioni di tonnellate, si prende, nel 2015, il 37,3% circa del totale dei rifiuti speciali generati dal nord Italia (quasi 76,2 milioni di tonnellate), seguita dal Veneto con 13,9 milioni di tonnellate (18,3% della produzione totale delle regioni settentrionali), dall’Emilia-Romagna con quasi 13,1 milioni di tonnellate (17,1% della produzione totale delle regioni settentrionali) e dal Piemonte che ha una produzione complessiva di rifiuti pari a a circa 10,5 milioni di tonnellate (13,7% della produzione totale delle regioni settentrionali).

Al Centro, c’è la Toscana con 10,1 milioni di tonnellate (41% dell’intera macroarea) e il il Lazio (quasi 9,3 milioni di tonnellate pari al 37,8% circa della produzione del centro Italia). Nella fascia meridionale è la la Puglia a prendersi il primo posto con 8,1 milioni e circa un quarto del totale della macroarea (31,7 milioni di tonnellate). La Sicilia è al secondo posto del Sud con 7,4 milioni di tonnellate (23,4%), mentre a chiudere il podio ci pensa la Campania (7 milioni di tonnellate, 22,2%). Nell’Isola, le principali tipologie di rifiuti prodotte sono rappresentate dai “rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione (49,3% della produzione regionale totale) – si legge nel report – e quelli derivanti dal trattamento dei rifiuti e delle acque reflue (38,5%)”.

L’Isola è la prima delle meridionali per la produzione di rifiuti speciali pericolosi
(384 mila tonnellate, 22,3% della macroarea), una posizione confermata anche nei dati che riguardano la produzione complessiva di rifiuti da costruzione e demolizione (3,6 milioni di tonnellate, 28,1% della macroarea).

In termini di gestione, rispetto al totale, l’operazione più diffusa è il recupero di materia. In questo settore le regioni più virtuose risultano Friuli Venezia Giulia (77,6%), Lombardia (74,8%), Campania (74,2%), seguite da Trentino Alto Adige (72,6%) e Sicilia (72,1%). Andando più nel dettaglio, nel 2015, la gestione dei rifiuti speciali nella regione Sicilia “interessa circa 4,5 milioni di tonnellate, di cui quasi 4,2 milioni di tonnellate di rifiuti non pericolosi e oltre 300 mila tonnellate di rifiuti pericolosi”.

Il capitolo relativo al trattamento dei rifiuti speciali negli impianti di incenerimento è dominato dalle regioni settentrionali  (82% del totale, 811 mila tonnellate), mentre al Sud il dato si ferma a 147 mila tonnellate (14,9%). La Lombardia, anche in questo caso, è all’avanguardia (45,7% del totale dei rifiuti speciali trattati in Italia e il 43% dei rifiuti pericolosi), mentre in Sicilia resta residuale l’utilizzo dei rifiuti come fonte di energia, pari a 65 mila tonnellate (2% del totale gestito).

Articolo pubblicato il 20 luglio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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