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Quotidiano di Sicilia

Conzorzio di bonifica di Catania senz'acqua
di Chiara Borzì

Dal 1° luglio è dimissionario il commissario straordinario Margiotta. I sindacati accusano ma direttore e dirigenti stanno in silenzio. Gli impianti sono rotti, obsoleti e non ci sono lavoratori sufficienti per intervenire tempestivamente

Tags: Acqua, Agricoltura, Consorzio Di Bonifica, Catania



CATANIA - Estate rovente al consorzio di bonifica di Catania, dove dal 1° luglio  è dimissionario il commissario straordinario Giuseppe Maria Margiotta. Flai Cgil, Fai Cisl e Filbi hanno chiesto un dietro front a Margiotta, stimato nell'ambiente, ma non sembra ci siano ripensamenti.

Nelle campagne catanesi gli agricoltori chiedono acqua, ma gli impianti sono rotti, obsoleti e non ci sono lavoratori sufficienti per intervenire tempestivamente. La sofferenza delle campagne non deriva solo dal malfunzionamento del consorzio, ma dalla voragine creata da “furbetti dell'irrigazione”, utenti che drenano clandestinamente acqua dalle condotte senza corrispondere nulla all'ente.

I lavoratori sono in sciopero, lo sono i cosiddetti cinquantunisti, centunisti e centocinquantunisti, tutto personale con contratto a scadenza e in attesa di rinnovi, per cui non ci sono più fondi. La protesta dei lavoratori - a cui sembra non abbia preso parte il personale a tempo indeterminato del consorzio etneo - è tutt’ora attiva. Lavoratori sono stati in sciopero sul tetto della Presidenza della Regione a Catania e perfino utenti del consorzio avevano deciso di scioperare davanti la sede catanese di via Centuripe per via della rottura continua della condotta 107/2, salvo poi rivedere le loro intenzioni.

Le sigle sindacali di Flai Cgil, Fai Cisl e Filbi Uil si sono riunite in assemblea agli inizi di luglio, chiedendo di essere ricevute proprio dal commissario straordinario, ma nulla ha portato un seguito.

Dal suo canto la dirigenza del consorzio si è trincerata dietro il silenzio
. Contattati sia il direttore del consorzio Giuseppe Barbagallo che il dirigente responsabile Massimo Paterna, entrambi hanno preferito non rilasciare dichiarazioni.
A parlare sono solo i sindacati.

“Il Sifus è accanto ai dipendenti cinquantunisti dei Consorzi di bonifica – ha affermato il segretario generale Maurizio Grosso – ho dato sostegno e solidarietà ai lavoratori, accampandomi e passando la notte insieme a loro, alla Presidenza della Regione. Siamo in attesa di risposte. Un danno questo, non solo per i dipendenti cinquantunisti, ma anche per gli agricoltori della Piana di Catania che rimangono senza acqua”.

Nel silenzio assordante delle associazioni di categoria, si è fatta spazio la voce del presidente di Confagricoltura Catania, Giovanni Selvaggi: “Quello dei consorzi di bonifica è un argomento durissimo. Venti anni fa il consorzio è stato trasformato in uno ‘stipendificio’ con un personale arrogante e incapace di gestire la situazione. Facciamo prima a dire che le bonifiche non esistono più alla Piana di Catania. Fa un’eccezione il consorzio di Caltagirone che è più piccolo e per questo funziona meglio, riuscendo a monitorare i furbetti. Per risolvere il problema serve una presa di coscienza forte da parte di chi ha generato il debito - ha dichiarato Selvaggi -. Se la politica ha generato un debito di 130 milioni di euro, non possono essere gli agricoltori a pagare. è la politica che deve proporre delle soluzioni, come accendere un mutuo, scelta già intrapresa per la sanità, per risanare le posizioni. Si deve proporre una seria progettazione all'Europa per ripristinare tutta la linea irrigua. Neanche in Tunisia ci sono le stesse strutture della Sicilia. I problemi dell'acqua si risolvono a Natale - ha evidenziato Selvaggi - non a luglio. Al consorzio di Catania non è praticamente più possibile sostenere le attività in maniera razionale”.

Articolo pubblicato il 25 luglio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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