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Lo Statuto siciliano un trattato fra due popoli
di Liliana Rosano

Documento del 1946 precedente alla Carta Costituzionale. Ogni modifica deve essere approvata dalle due Assemblee

Tags: Carta Costituzionale



Con una sentenza sono state assorbite le funzioni dell’Alta Corte e di fatto reso inoperativo e inesistente questo organo giurisdizionale. Ma lo statuto siciliano, non solo non è successivo alla Carta Costituzionale (esso fu approvato nel 1946) ma ha assunto valore di legge costituzionale con la legge del 1948. “Questo significa, evidenzia Massimo Costa che sarebbe stata necessaria  una legge costituzionale per apportare qualsiasi modifica allo Statuto.

Soprattutto perché, continua Costa, lo Statuto speciale della Regione Siciliana ha una natura pattizia. Esso è come un vero e proprio trattato tra due popoli. Ogni sua modifica non può che passare attraverso l’approvazione delle rispettive assemblee parlamentari. Essendo poi lo Statuto una legge costituzionale, lo Stato italiano non può unilateralmente ridurne l’ampiezza senza violare un principio degli ordinamenti giuridici che a mio parere è ben più “inderogabile” di quello dell’unità di giurisprudenza. Non solo questo procedimento di assorbimento delle funzioni è un’anomalia, continua Costa, ma è addirittura unico in Italia. Nei confronti delle altre autonomie, tanto ordinarie quanto speciali, una simile violenza sarebbe inaudita. Si vede che gli interessi che l’Italia ha in gioco in questo suo ultimo possedimento sono davvero grandi”.

Diversa la tesi dello Stato nella sentenza del 1957 secondo la quale l’assorbimento dell’Alta Corte non è avvenuto in virtù di una modifica dello Statuto siciliano ma ipso iure per incompatibilità con la Costituzione e al momento dell’entrata in vigore di questa. In secondo luogo, per la Corte, il fatto che lo Statuto avesse rango di legge costituzionale  era stato stabilito per garantire forme particolari di autonomia, tra le quali non può farsi rientrare la competenza dell’Alta Corte in materia di giudizi di costituzionalità, necessariamente assorbita nel più ampio sistema posto dalla Costituzione.

Articolo pubblicato il 25 aprile 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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