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Avviso 8: ok ai corsi, ma l'ultima parola sarà della Corte dei Conti
di Michele Giuliano

La Regione sta emanando i primi decreti di finanziamento senza aspettare il pronunciamento del Tar. Resta da vedere se i magistrati contabili approveranno l’operato dell’Assessorato

Tags: Formazione, Avviso8, Bruno Marziano, Lavoro



PALERMO - Potrebbe sembrare il momento della svolta per il settore della formazione professionale. Dopo anni ormai di fermo sono stati emessi i primi decreti di finanziamento relativi ai progetti inseriti in posizione utile nella graduatoria del famigerato Avviso 8.

L’assessore regionale al ramo, Bruno Marziano, e il dirigente generale del dipartimento della Formazione professionale, Gianni Silvia, ne danno comunicazione in pompa magna in un comunicato stampa: “Ad oggi – si legge nella lettera - 57 decreti di esecuzione sono stati inviati agli uffici di controllo e pertanto l’amministrazione procede con sollecitudine a portare in esecuzione gli atti discendenti dalla nuova graduatoria secondo quanto stabilito, limitatamente ai criteri ‘A1’ e ‘A2’ ed escludendo ogni riapertura dei termini a suo tempo fissati, dalle diverse ordinanze adottate dal Tar in sede cautelare”.

Eppure non è tutto oro quel che luccica. Molti sono ancora i dubbi su un effettivo avvio delle attività in tempi brevi. È atteso, infatti, per settembre, il pronunciamento definitivo del Tar, e sono in molti a pensare che la Corte dei conti non registrerà così tanti decreti prima che il Cga o il Tar abbiano definitivamente chiuso la questione, in un senso o nell’altro. Di tutt’altro avviso, invece, l’assessore, che scrive ancora che “nessuna forma di sospensione dell’avviso è stata concessa dal Tar nei diversi giudizi pendenti anzi, come è noto, sono state respinte tutte le eccezioni poste sulla legittimità dell’avviso medesimo”.

Una sicurezza che verrebbe quindi fuori dalle azioni intraprese fino ad oggi dai giudici del Tribunale Amministrativo. “Appare incontrovertibile – conclude Marziano - l’indirizzo assunto ad oggi in sede cautelare dal giudice amministrativo circa la prosecuzione e l’esecuzione della nuova graduatoria tale per cui qualsiasi dubbio sulla presenza di blocchi o stop dell’efficacia dell’avviso risulta essere una pura ed infondata congettura”.

Grande sicurezza da parte del governo regionale, in una storia che invece ha visto nel tempo una serie di colpi di scena inattesi, che hanno trasformato il tutto in una storia infinita della quale ancora non si riesce a scrivere un finale. Si è perso ormai il conto di quelle che sono state definite graduatorie ogni volta “definitive”, per poi essere riviste a colpi di ricorsi e tribunali.

L’ultima rettifica, sulla base dell’ordinanza del Tar, in seguito ad una trentina di ricorsi avanzati da diversi enti di formazione, che contestavano in particolare il punteggio attribuito per il parametro ‘A2’, che concede agli enti un massimo di ben 12 punti, un numero rilevante e decisivo per il posizionamento tra chi ha diritto al finanziamento e chi rimane fuori. Tale parametro definisce il grado di efficienza delle attività formative svolte, e si traduce nel rapporto tra allievi iscritti e allievi formati. Maggiore il numero di allievi che concludono positivamente il corso, maggiore il punteggio acquisito. Ma è chiaro che maggiore è il numero di corsi effettuati e di conseguenza si alza la possibilità che gli allievi si ritirino e abbandonino. Favoriti, quindi, i piccoli enti, con un numero ridotto di corsi, rispetto ai grandi, gli enti storici, con un numero di attività formative nettamente superiore. Che infatti sono rimasti in buona parte fuori, portando con sé anche la maggior parte degli assunti a tempo indeterminato, rimasti a casa, spesso dopo decenni di attività, e senza una vera certezza del proprio futuro lavorativo.

Articolo pubblicato il 26 luglio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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