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Per le scuole dell'obbligo fondi col contagocce: lo Stato in aiuto
di Michele Giuliano

Poco più di 700 mila € dalla Regione per gli interventi di ordinaria manutenzione degli istituti scolastici. Con un decreto il governo siciliano suddivide questi soldi per circa 3 mila istituti

Tags: Scuola, Manutenzione, Sicurezza



PALERMO - Pochi, troppo pochi, i soldi messi a disposizione delle scuole dell’obbligo siciliane per la manutenzione ordinaria. Poco più di 700 mila euro per tutti gli istituti, plessi, sezioni staccate, presenti sul territorio isolano, per un numero di quasi 3 mila sedi.

Nello specifico, il decreto dell’assessorato regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale, pubblicato pochi giorni fa, che ne specifica la distribuzione in base alla tipologia di istituto, attribuisce appena 607,40 euro per ogni sede di Istituto Comprensivo, Direzione Didattica, Scuola secondaria di primo grado, Istituto Omnicomprensivo e Centro Provinciali di Istruzione Adulti, e soltanto 159,45 euro per ogni plesso, succursale, sezione staccata di scuola dell’infanzia e primo ciclo di istruzione e punti di erogazione degli stessi Cpia.

Cifre irrisorie, che non possono di certo coprire le necessità di strutture spesso parecchio avanti con gli anni, che avrebbero bisogno di continui aggiustamenti mirati per evitare, nel tempo, di dover intervenire in maniera decisa, con cifre di un tenore completamente diverso.

In particolare, vanno agli istituti comprensivi poco più di 280 mila euro, e ai relativi plessi, sezioni staccate e punti di erogazione, quasi 300 mila euro. Alle direzioni didattiche sono stati attribuiti rispettivamente, per le stesse categorie, 59 mila euro e 41 mila euro. Le scuole secondarie di primo grado avranno a disposizione, in totale oltre 23 mila euro, e soli 6.500 euro per gli istituti omnicomprensivi. I centri provinciali di Istruzione Adulti godranno del finanziamento di quasi 18 mila euro.

Dal suo canto comunque anche il governo nazionale prova a risollevare le sorti strutturali delle scuole siciliane. Nella sua recente visita a Palermo il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, ha evidenziato che lo Stato sta provando a fare qualcosa: “Continuiamo a dare i fondi per la scuola a Palermo e la Sicilia: all’ultimo bando ‘scuole al centro’ hanno partecipato molti istituti; i fondi sono già attivi da qualche giorno e questa è una delle scuole che partecipa ai bandi. Continuo a interloquire con le istituzioni sulla responsabilità dell’utilizzo delle risorse di competenza della Regione. Con il sindaco di Palermo Leoluca Orlando abbiamo già operato in sinergia, per fare anche qui sistema con le istituzioni e convergere su obiettivi come quello di far funzionare la scuola, metterla in sicurezza, determinare gli ambienti educativi in modo innovativo”.

“Sono anni che denunciamo il degrado delle scuole siciliane – afferma la coordinatrice del Codacons Sicilia Sara Seminara –. Strumenti ginnici non a norma, impianti elettrici anch’essi non a norma del tutto fatiscenti, soffitti, cornicioni e muri che cadono letteralmente a pezzi: questa è la realtà del luogo in cui i ragazzi, gli insegnanti e il personale scolastico trascorrono la maggior parte della propria giornata”.

Una condizione di disagio, un vero e proprio grido di allarme che, se non trova risposta a livello regionale, rimane inascoltato anche a livello nazionale. Una situazione di emergenza confermata dai dati raccolti dalla task force di monitoraggio sull’edilizia scolastica in Campania, Sicilia e Calabria e da Legambiente, che ogni anno realizza il dossier “Ecosistema scuola” con cui si scrivono sulla lavagna i buoni e i cattivi per la qualità dell’edilizia scolastica, delle strutture e dei servizi. Il report di Legambiente, costruito sui dati relativi alle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado in 94 città, parla chiaro: il 32,5% delle scuole necessita di interventi di manutenzione urgente.

Articolo pubblicato il 27 luglio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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