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Crocetta rigira la frittata e punta il dito su Zingale
di Raffaella Pessina

Il pg della Corte dei Conti impugna la parifica al Rendiconto davanti alle Sezioni riunite. Il presidente: “Si rischiano dissesto e commissariamento”

Tags: Regione Siciliana, Ars, Pino Zingale, Bilancio, Corte Dei Conti, Rosario Crocetta



PALERMO - Nulla di fatto all’Assemblea regionale siciliana per la approvazione del Collegato alla Finanziaria regionale, all’esame del Parlamento siciliano. I lavori sono stati rinviati alla prossima settimana, dopo che è mancato il numero legale per ben due volte e con la approvazione di tre soli articoli in un giorno alla presenza di soli 22 deputati su 90. “Non possiamo continuare – ha detto il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone - con questo clima, siamo ostaggio degli assenti, non dei presenti che chiedono il numero legale. Non possiamo non differenziare i gruppi, non possiamo chiedere ai gruppi di opposizione di essere presenti”.

“L’approvazione del Rendiconto - ha aggiunto - costituisce un momento particolarmente importante e delicato dell’intera procedura di Bilancio che si snoda durante l’anno attraverso l’approvazione di diversi documenti contabili. Tale importanza è dimostrata dal fatto che a essere coinvolti sono non soltanto il governo della Regione, per la predisposizione del relativo disegno di legge, e l’Assemblea regionale, per l’esame e l’approvazione dello stesso, ma anche la Corte dei Conti in sede di controllo chiamata d esaminare il rendiconto e a pronunciarsi sulla sua regolarità (cosiddetta parificazione)”.

“Ci troviamo - ha evidenziato Ardizzone - in una fase del procedimento in cui la Corte dei Conti in sede di controllo ha esaurito il proprio ruolo, parificando il Rendiconto per l’esercizio finanziario 2016, a seguito dei chiarimenti forniti dal Governo in sede di supplemento istruttorio richiesto dalla stessa Corte. Il Governo ha, quindi, presentato all’Assemblea il relativo Disegno di legge di rendiconto e quello conseguente di assestamento di bilancio, anche per tenere conto delle osservazioni emerse in sede di giudizio di parifica. L’Assemblea regionale è pertanto tenuta, in base alle competenze attribuitele dallo Statuto, all’esame e conseguente votazione del rendiconto e dell’assestamento”.

In merito all’annunciata impugnativa del procuratore Pino Zingale, che dovrà essere presentato davanti alle Sezioni riunite della Corte dei Conti in composizione speciale, il presidente della Regione, Rosario Crocetta, ha detto che “le affermazioni di Zingale, soprattutto quelle fatte all’Ars acquistano una venatura politica finalizzata a influenzare le decisioni del Parlamento. Se il procuratore Zingale vuole ricorrere intanto non lo può fare adesso perché non sono ancora state depositate le motivazioni della Corte dei Conti sulla parifica, né sulla base delle sue convinzioni, cioè un giudizio personale e non della Corte”. Crocetta ha annunciato anche la preparazione da parte della Giunta regionale di un documento.

“La parifica c’è stata - ha aggiunto - e quindi il Parlamento non ha alcuna motivazione per non approvare il rendiconto generale. Nello Stato di diritto esiste il principio della certezza delle sentenze”. Crocetta ha poi sottolineato come l’azione del procuratore Zingale rischia di “provocare il dissesto. Azione che non sarebbe fatta contro l’attuale Governo ma anche contro il futuro Governo regionale, quindi contro la Regione. Sulla base di un tale dissesto, la Regione potrebbe essere commissariata, vanificando anche le prossime elezioni regionali”.

“Il Parlamento siciliano - ha concluso il presidente - deve manifestare l’orgoglio e l’unità per difendere la Sicilia. L’Ars oggi può votare il consuntivo perché è stato parificato con una sentenza che dà certezza di diritto alla decisione legislativa”.

Tornando ai lavori d’Aula, a nulla è valso il programma disposto dalla Conferenza dei capigruppo. I lavori ormai sono slittati a martedì, mentre mercoledì si inizierà a discutere l’Assestamento e il Rendiconto generale insieme alle modifiche del Regolamento che hanno già ottenuto il via libera dalla Commissione. Insomma, quello che in un primo tempo era sembrato un risveglio dell’attività legislativa, complice magari la vicina campagna elettorale, si è rivelato ancora una volta un’eccezione alla consuetudine di non legiferare velocemente.

Almeno uno degli articoli del Collegato è stato approvato: si tratta dell’articolo che stanzia i fondi aggiuntivi per il contratto di programma tra la Regione e Rfi. La norma prevede 83 milioni 380 mila euro nel periodo compreso tra il 2020 e il 2026, in aggiunta al plafond del contratto di servizio. Il testo è passato con 25 voti favorevoli e 22 contrari. I deputati dell’opposizione avevano contestato la scarsa chiarezza della destinazione dei fondi e il fatto che l’assessore all’Economia Alessandro Baccei avesse dichiarato di non conoscere i contenuti dell’articolo. Via libera anche all’articolo 64 sull’agricoltura sociale e a quello che istituisce il percorso culturale-naturalistico delle “Vie del vento”.

Il prossimo martedì, infine, il presidente Ardizzone incontrerà la stampa di mattina per la tradizionale cerimonia del ventaglio e sarà un’ulteriore occasione per esternare le sue opinioni sulla finora mancata approvazione dei documenti finanziari.

Articolo pubblicato il 28 luglio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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