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Al Sud un ventennio di "crescita zero"
di Redazione

Le anticipazioni del rapporto Svimez 2017: con gli attuali ritmi di crescita, i livelli pre crisi saranno recuperati nel 2028. In tutta la Penisola, rispetto al 2008, sono ancora 1,9 milioni i giovani occupati in meno

Tags: Svimez, Economia, Sicilia, Sviluppo



ROMA - Se il Mezzogiorno proseguirà con gli attuali ritmi di crescita, “recupererà i livelli pre crisi nel 2028, 10 anni dopo il Centro-Nord”.

Lo dice Svimez nelle anticipazioni del rapporto 2017 aggiungendo che si configurerebbe così un ventennio di “crescita zero”, che farebbe seguito “alla stagnazione dei primi anni duemila, con conseguenze nefaste sul piano economico, sociale e demografico”.

“Oltre un terzo dei meridionali è a rischio povertà”. A dirlo è il vicedirettore di Svimez, Giuseppe Provenzano, illustrando le anticipazioni del rapporto 2017 in cui si legge che nel 2016 “circa 10 meridionali su 100 sono in condizione di povertà assoluta, contro poco più di 6 nel Centro-Nord”. Nelle regioni meridionali il rischio di povertà “è triplo rispetto al resto del Paese: Sicilia (39,9%), Campania (39,1%), Calabria (33,5%)”, continua Svimez spiegando che la povertà deprime la ripresa dei consumi, e, in questo contesto, “le politiche di austerità hanno determinato il deterioramento delle capacità del welfare pubblico a controbilanciare le crescenti diseguaglianze indotte dal mercato, in presenza di un welfare privato del tutto insufficiente al Sud”.

Nella media del 2016 “gli occupati aumentano rispetto al 2015 al Sud di 101 mila unità, pari a +1,7%, ma restano comunque di circa 380 mila al di sotto del livello del 2008” -Continua la Svimez nelle anticipazioni del rapporto 2017, specificando che l’aumento dei dipendenti a tempo indeterminato in termini relativi è più accentuato nel Mezzogiorno, grazie al prolungamento della decontribuzione - L’incremento degli occupati anziani e del part time però “contribuisce a determinare una preoccupante ridefinizione della struttura e qualità dell’occupazione”.

Per Svimez, il dato più eclatante è il formarsi e consolidarsi di un drammatico dualismo generazionale: “in Italia rispetto al 2008 sono ancora un milione 900 mila i giovani occupati in meno. Per quel che riguarda i settori, nel 2016, aumenta l’occupazione nell’industria (+2,4%), mentre diminuisce nelle costruzioni (-3,9%). Significativo incremento nel turismo (+2,6%)”.
Gli effetti dell’eventuale attivazione della clausola di salvaguardia relativa all’aumento delle aliquote Iva nel 2018 avrebbe sul Sud un effetto di circa 15 miliardi.

Se questo aumento diventasse operativo, “sarebbe l’economia meridionale a subire l’impatto più negativo: nel biennio 2018-2019 il Pil del Sud perderebbe quasi mezzo punto percentuale di crescita (0,47%), due decimi di punto in più rispetto al calo di prodotto presunto nel Centro-Nord (0,28%)”.

Articolo pubblicato il 29 luglio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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