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Stato, Regioni e Province non pagano Tari e Imu
di Carlo Alberto Tregua

Morosità più grave dell’evasione

Tags: Tari, Imu, Tasse, Fisco, Evasione



Sembra una barzelletta, ma gli Enti pubblici fanno parte della schiera dei morosi, coloro che non pagano le tasse locali, in particolare Imu, Tari e Tasi. Ma gli enti che producono i servizi locali, maggiormente partecipate, e lo Stato, non procedono all’esazione dei tributi dovuti da tali enti pubblici cosicché la morosità aumenta.
Dunque, i furbetti non sono solo cittadini e imprese, ma anche gli enti pubblici. E questo non è un esempio decoroso di comportamento, per cui l’esempio che viene dato ai privati è negativo.
Non si tratta di piccole cifre, ma di molte centinaia di milioni di euro. Però la grande stampa su questo buco della Pubblica amministrazione non fa attenzione, né pone rilievo adeguato, con la conseguenza che la morosità continua e gli Enti che dovrebbero incassare continuano a soffrire finanziariamente.

La questione della morosità, cioè di tasse e imposte notificate con le cartelle esattoriali e non pagate, è molto più grave dell’evasione. Pensate che, secondo l’Agenzia delle Entrate, la morosità italiana ammonta a oltre 800 miliardi di euro, nella quale quella siciliana supera i 50 miliardi di euro, mentre l’evasione stimata è fra i 100 e i 150 miliardi di euro. È stimata perché non vi è nessun contatore.
Però la stima è verosimile, perché ragguagliando i consumi ai redditi dichiarati si può capire che vi è un nero, approssimativamente intorno alla differenza tra i due dati.
Mentre la ricerca degli evasori è affidata a Guardia di Finanza sul Territorio e ad Agenzia delle Entrate - ormai in possesso di tutte le banche dati di cittadini e imprese, le cui ricerche dovrebbero essere molto producenti in conseguenza dell’incrocio dei dati - la morosità è un dato certo, salvo le controversie tributarie.
La morosità è conseguenza anche della crisi che ha attanagliato l’Italia in questi ultimi otto anni, ma - e soprattutto - della inefficienza complessiva della Pubblica amministrazione e in particolar modo degli enti riscossori: Agenzia delle Entrate e Riscossione, per l’Italia, e Riscossione Sicilia Spa, per la nostra Isola.
Non si può dare però la croce solo agli esattori, ma anche alla lentezza della Pubblica amministrazione e dei servizi pubblici.
 
Gli italiani sono in gran parte persone perbene, ma vi è una grande quantità di furbetti che fanno di tutto per evadere il fisco, per non pagare le tasse, per non andare a lavorare nei propri uffici pubblici, per corrompere
negli appalti. Quante piccole e medie imprese aprono e chiudono in un biennio, scomparendo letteralmente dalla circolazione e lasciando pesanti strascichi di Iva non pagata, di Ires non pagata, di tasse locali non pagate?
La lentezza della Pa è perdente di fronte alla rapidità di codesti furbetti.
E allora, cosa fare? Digitalizzare tutti i processi di controllo, perché in tempo reale emergano evasione e morosità, in modo da precedere quell’atto disonesto di cancellare dal Registro delle Imprese l’azienda e farne perdere le tracce.
Per far questo, le truppe pubbliche devono essere gestite da dirigenti onesti e capaci, che dedicano tutta la propria attività a svolgere onorabilmente il proprio in carico.

Serpico (nato nel 1936) era un poliziotto newyorkese, ma in Italia è l’acronimo di Servizio per i contribuenti, una sorta di guardiano informatico che non fa il servizio ai contribuenti ma all’Agenzia delle Entrate.
Cosicché, almeno in teoria, ai controllori non dovrebbe sfuggire neanche un battito d’ali, se seguissero procedure svelte ed efficaci. Ma da quanto viene rilevato tutti i giorni, cioè la sparizione di migliaia di contribuenti, ciò non avviene.
La lentezza esasperante nel recupero delle imposte e nell’incasso di quello portato dai ruoli è solo un aspetto di tutta la lentezza della Pubblica amministrazione statale, regionale e locale che continua a bloccare l’Italia. Altri Paesi che hanno la burocrazia efficiente crescono di più.
Lo stesso Fondo monetario internazionale ha ulteriormente confermato che la lentezza della Pa è la causa prima della scarsa crescita del Paese.
Lentezza che c’è anche nel sistema legislativo a sei livelli, caso unico al mondo: leggi costituzionali, leggi ordinarie, decreti legislativi, decreti del presidente del Consiglio dei ministri, decreti ministeriali e circolari. Dall’approvazione all’attuazione delle leggi passano anni e anni. Campa cavallo...

Articolo pubblicato il 29 luglio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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