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Quotidiano di Sicilia

Boom di arrivi in Sicilia per l'estate 2017
di Chiara Borzì

Studio Confturismo-Confcommercio e Airbnb: l’isola sarebbe la prima scelta dei turisti italiani con 12.700 prenotazioni

Tags: Turismo, Sicilia, Prenotazioni, Airbnb, Confturismo



CATANIA – L’estate 2017 potrebbe essere la più importante di sempre per il turismo italiano, almeno stando alle previsione fatte da Confturismo e Confcommercio ad Agi.
Il turismo nel Belpaese decolla e per la prima volta la Sicilia, pare, non farà la figura della Cenerentola. L’Italia viene percepita dai turisti di tutto il mondo come “un porto sicuro”, una meta di relax vero per il periodo estivo e proprio questa sensazione sembra aver fatto schizzare le quotazioni del nostro paese alle stelle durante l’estate 2017.

Ci sono tutti i numeri per far si che anche la Sicilia partecipi a questa svolta congiunturale. Secondo quando raccolto da Agi valorizzando uno studio condotto da Airbnb, proprio l’isola sarebbe la prima meta scelta dai turisti italiani con 12.700 prenotazioni fatte registrare quest’anno, in aumento dell’81 per cento. è avvenuto così che la Sicilia sia riuscita a lasciarsi alle spalle mete come la Sardegna (10 mila prenotazioni), il gettonatissimo Salento (5.700), Firenze (4.300), Roma (3.900) e perfino la sempiterna Riviera Romagnola (2.700).

Stando a queste previsioni, dunque, dovrebbero diametralmente cambiare i dati sulle variazioni che riguardano il flusso dei turisti in entrata per la Sicilia. La svolta sarebbe fondamentale considerati gli ultimi dati stimati su presenze e arrivi per la stagione 2015-2016.

Infatti, secondo i dati diffusi dal Dipartimento del Turismo della Regione Sicilia su rielaborazione Istat, per gli anni appena anticipati, la Sicilia ha di  fatto registrato un calo di presenze del 7% e degli arrivi del 4,6%. A livello provinciale Agrigento ha subito il calo maggiormente significativo di presenze e arrivi, rispettivamente del 24,4% e il 21%. Soffrono anche Palermo, Messina e Siracusa mete turistiche conosciute per mare e cultura. Le tre province perdono in media 11% di presenze e il 7,5% di arrivi. Più contenuti i cali che interessano Catania, -7,7% di presenze e un impercettibile -0,1 negli arrivi. La regina del turismo siciliano rimane Ragusa, che nella stagione 2015-2016 ha guadagnato il 44,6% di presenze e solo un -2,9 di arrivi. Numeri positivi anche per Trapani guardando agli arrivi (+11,8%), con presenze in lievissimo calo dello 0,5%.

Nico Torrisi, presidente Fideralberghi Sicilia, commenta così la prospettiva in cui la Sicilia turistica è pienamente coinvolta.
“Nel rispetto del lavoro della statistica, serve evidenziare che i dati a ribasso che abbiamo a disposizione sui soggiorni in Sicilia non sono veritieri. Non tutti i nostri esercenti possiedono il software che viene messo a disposizione per i censimenti e pesa tantissimo la presenza di strutture ricettive che operano completamente in nero. C’è a tutti gli effetti un vuoto d’informazione. In Sicilia il nero che interessa la share economy produce un danno da oltre 5 milioni di euro. Riconosco ad occhio l’aumento degli arrivi sul territorio regionale attraverso il mio lavoro all’Aeroporto di Catania, non riesco a capire come possano esserci delle stime di decrescita sugli arrivi in Sicilia.

Purtroppo - spiega Nico Torrisi - la crescita viene assorbita dalle strutture abusive. Non ho nulla contro Airbnb, ma credo sia fondamentale l’approvazione della legge che come Federalberghi Sicilia stiamo promuovendo dell’introduzione di una cedola secca al 21% da trattenere alla fonte della prenotazione. Non siamo contrari alle scelte fatte dai turisti, ma le regole vanno rispettate. Rischiamo di non poter contare neppure sulla Guardia di Finanza, che per scovare una struttura abusiva ha bisogno di un mandato di perquisizione ad hoc su autorizzazione del magistrato”.
 

Articolo pubblicato il 01 agosto 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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