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"La guerra del pesce", assaltati due pescherecci mazaresi
di Redazione

Sventato l’abbordaggio da parte di una presunta motovedetta libica

Tags: Mazara Del Vallo, Pescherecci, Pesce, Guerra Del Pesce, Libia



TRAPANI - Due pescherecci di Mazara del Vallo, “Aliseo” e “Anna Madre”, sono stati assaltati al confine tra la Libia e la Tunisia, in acque internazionali. Solo il contemporaneo intervento di un elicottero militare italiano e di un’unità navale della Marina tunisina ha permesso di evitare il peggio facendo allontanare l’imbarcazione a quanto pare appartenente alle autorità doganali tunisine.

Le due imbarcazioni erano nella stessa zona a circa 30-35 miglia Nord-Est dalla località tunisina di Zarzis ma solo la seconda sarebbe stata presa di mira da una motovedetta tunisina, come ha precisato Giampiero Giacalone, uno degli armatori dell’Anna Madre. L’equipaggio dell’Aliseo, che era nelle vicinanze e ha assistito alla scena, ha contattato la Marina militare italiana che ha fatto giungere sul posto un elicottero e una nave militare, sventando l’abbordaggio. Secondo alcune fonti, la motovedetta tunisina voleva imporre l’attracco delle due unità italiane in un porto tunisino per controlli relativi all’attività di pesca. Inoltre, sarebbero stati sparati dall’equipaggio tunisino dei colpi di arma da fuoco a scopo intimidatorio.

L’Aliseo è un’imbarcazione di 35 metri con una stazza di 225 tonnellate, ristrutturata quattro anni fa con un investimento da 700mila euro circa. Proprietaria del motopesca è la società mazarese “Gilias”, acronimo degli armatori mazaresi Giacalone, Lisma ed Asaro. Quest’ultimi erano già proprietari del peschereccio che quando fu varato per la prima volta nel 1982 rappresentava il mezzo più all’avanguardia della marineria mazarese.

Come dichiarato dal presidente del Distretto della Pesca Giovanni Tumbiolo, solo il contemporaneo intervento di un elicottero militare italiano e di un’unità navale della Marina tunisina ha permesso di evitare il peggio facendo allontanare l’imbarcazione tunisina.
“Esprimo grande apprezzamento – ha dichiarato Tumbiolo - per l’azione sinergica ed operativa del ministero degli Affari esteri italiano e dell’Ambasciata italiana a Tunisi, della Marina militare italiana e di quella tunisina. Tuttavia - ha aggiunto - registriamo indignazione e sgomento per quanto accaduto, un ulteriore episodio di una guerra del pesce che dura da oltre 50 anni e mette a repentaglio l’incolumità dei nostri pescatori”.

L’episodio sarabbe legato alla cosidetta “guerra del pesce”, anche se si inserisce nel clima di tensione che accompagna la missione italiana in Libia per fronteggiare l’emergenza immigrazione.
Il sindaco di Mazara del Vallo Nicola Cristaldi ha espresso “ seria preoccupazione per questo tentativo di aggressione che viene effettuato nel Canale di Sicilia a danno di pescatori siciliani e mazaresi in particolare. Anche se non sono chiare le dinamiche inerenti l’accaduto, ma è evidente la gravità di quanto successo”.

Il primo cittadino mazarese ha aggiunto: “Non è più concepibile, oggi più che mai, che i nostri pescatori, che costantemente danno la loro fattiva collaborazione per il salvataggio di naufraghi, siano oggetto di tentativi di aggressione e addirittura, da quanto si apprende, gli si spari addosso. È necessario che il Governo nazionale e l’Europa - conclude il sindaco di Mazara - prendano una posizione chiara sull’intera vicenda per garantire l’incolumità di chi, con enormi sacrifici, va per mare per sostenere la propria famiglia”.

I due pescherecci hanno ripreso ieri la loro battuta di pesca spostandosi nella zona di mare a Sud di Lampedusa. Lo ha confermato la Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo che è in costante contatto con l’ “Aliseo” e l’ “Anna madre” e ne sta monitorando la navigazione attraverso il blue box.

Articolo pubblicato il 04 agosto 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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