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Regionali, Casini a Scicli lancia proposta di coalizione con centrosinistra e Alfano
di Raffaella Pessina

Durante la conferenza stampa il presidente della commissione Esteri al Senato ha rivelato le intenzioni dei centristi. D’Alia:”Giudizio dei centristi non positivo, ma il Governo Crocetta ha avuto eredità pesanti”

Tags: Elezioni, Pier Ferdinando Casini, Sicilia



PALERMO - I centristi per la Sicilia lavoreranno per formare una coalizione di centrosinistra alle prossime elezioni regionali del 5 novembre che si terranno nell’Isola per il rinnovo dell’Assemblea regionale siciliana. Lo ha detto il presidente della Commissione Esteri al Senato, Pierferdinando Casini, in conferenza stampa a Scicli. “Il Partito popolare europeo in Sicilia -ha detto Casini - seguirà una impostazione di destra, noi come Centristi per la Sicilia non li seguiremo. Il nostro campo è il centro sinistra”.

Alla domanda di chi possa essere il candidato a Presidente di questa coalizione, Casini ha fatto tre nomi: Gianpiero D’Alia, Giovanni La Via e Dore Misuraca. “La scelta cadrà su uno dei tre – ha detto Casini -  Si farà un ragionamento comune con Alfano per scegliere il candidato che ha più chance di vincere”. Casini si è espresso contro il Movimento Cinquestelle definendo i suoi rappresentanti dei dilettanti: “I centristi per la Sicilia non hanno voglia di inseguire i tour elettorali del Movimento 5 Stelle. Siamo di fronte a dilettanti che fanno apprendistato, sappiamo tutti come stanno amministrando a Roma”.

Pierferdinando Casini sul tema dell’immigrazione ha manifestato piena “solidarietà al progetto del ministro dell’Interno Marco Minniti per il regolamento sulle Ong. Si sta lavorando per contrastare il racket dell’immigrazione”. “Il Parlamento ha chiesto il pugno duro - ha aggiunto Casini - al ministro Minniti per regolare l’attività delle Ong e questo Minniti sta facendo puntualmente”. Gianpiero D’Alia ha sottolineato che per governare realmente sia in Sicilia che nel resto del Paese, l’unico progetto credibile è quello che prevede un’alleanza tra moderati e progressisti, come, dice Casini, “sta avvenendo in Europa”. “Non guardiamo ai modelli - ha osservato l’ex ministro - ma ai progetti e il nostro è quello di fare crescere più possibile l’area popolare moderata. Questo progetto non può certo trovare spazio in un’alleanza di destra con Salvini e Meloni”. Sul nome del leader candidato di centrodestra, Nello Musumeci, D’Alia ha detto di avere rispetto per Musumeci, “ma il suo non è un progetto di civismo, quanto della destra che prova a dialogare con un pezzo di centrodestra siciliano che, in Sicilia, già non ha funzionato”.

D’Alia ha spiegato che il giudizio dei centristi “non è stato positivo, anche se il Governo Crocetta ha avuto eredità pesanti. Con lealtà quando abbiamo deciso che non poteva essere più lui a guidarci nella prossima campagna elettorale, siamo usciti dal Governo”. Ed ha aggiunto:”Nell’accordo con Crocetta e Pd, abbiamo posto tre questioni: risanamento, riforma amministrativa, accordo Stato-Regione in un rapporto che doveva portare i Comuni al centro dell’azione nei rapporti con i cittadini. Abbiamo registrato ulteriori tre anni di ritardo che si sono aggiunti ai cinque precedenti, nell’accordo Stato-Regione in materia di trasferimento ed entrate tributarie. E qualcuno ora dimentica che l’accordo con lo Stato impone dei doveri alla Regione, tagli partecipate, utilizzo personale, riduzione dirigenti: doveva essere un punto di inizio ma per alcuni, come Crocetta, accordo con lo Stato significa che possiamo continuare a spendere indiscriminatamente”.

Articolo pubblicato il 09 agosto 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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