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Maxiemendamento all'Ars, seduta in tilt
di Raffaella Pessina

Il tentativo è stato quello di trasformare il “collegato” in legge omnibus. Il no del presidente Ardizzone: “Dobbiamo essere rigorosi”

Tags: Ars, Regione Siciliana, Giovanni Ardizzone



PALERMO - Il Parlamento siciliano ha affrontato ieri il “collegato” alla finanziaria, composto da una serie di articoli che a suo tempo erano stati stralciati per approvare velocemente la legge di Stabilità. I deputati ieri hanno fatto pervenire agli uffici una pioggia di emendamenti, segno che da parte dell’Assemblea non c’è evidentemente intenzione di approvare celermente il documento. Il Presidente dell’Ars ha messo le mani avanti avvertendo sulla necessità di un forte rigore per non trasformare il collegato in una legge contenitore. “Non consentirò leggi omnibus – ha detto Ardizzone - per nessun ragione sarà ammessa in quest’Aula norma che non sia passata al vaglio delle commissioni, non c’è alcun riferimento in particolare, ma non consentirò alcuna legge omnibus, è fondamentale per la dignità di questo Parlamento”.

Presenti in Aula ieri nel pomeriggio sia il governatore Crocetta e l’assessore regionale all’Economia Alessandro Baccei e il vicepresidente Mariella Lo Bello. “Dobbiamo essere rigorosi - ha aggiunto Ardizzone, che ha proposto di sospendere i lavori al collegato e passare all’esame della legge sull’elezione dei sindaci metropolitani “In piena campagna elettorale - ha detto - il governo potrebbe impugnare le norme, dobbiamo essere rigorosi e pensare al fatto che questa è se non l’ultima, la penultima seduta dell’Ars prima della pausa estiva”.

Fino ad oggi l’Ars ha dato il via libera alla manovra di assestamento del bilancio. Il ddl in 15 articoli è passato con 40 voti favorevoli, 1 contrario e 3 astenuti. Approvata anche  la norma che sottrae circa 1 milione e mezzo dal fondo per le ex Province, in tutto 23 mln, per destinarlo al rinnovo di una convenzione con i Vigili del Fuoco contro gli incendi boschivi.

L’Ars ha dato il via libera anche agli altri due documenti contabili, i debiti fuori bilancio e il rendiconto generale. “Esprimo soddisfazione per la votazione sugli atti finanziari che chiudono un procedimento di bilancio che dà certezza sui conti a seguito del giudizio di parifica” ha detto Ardizzone, evidenziando che l’approvazione del rendiconto generale e dell’assestamento del bilancio chiudono la procedura in sede giudiziaria sollevata dalla procura generale della Corte dei Conti. Martedì era rimasto al palo il ddl sul Consorzio autostrade perché la commissione Bilancio non aveva ancora dato il proprio parere. E proprio in commissione è stato raggiunto un accordo per la trasformazione del Cas in società per azioni per favorire la costituzione di una società con Anas.

Il governo ha presentato un emendamento al collegato dove si accertano le coperture finanziarie dell’operazione. La norma prevede che il Cas sia autorizzato ad avviare le procedure per la sua trasformazione in Spa con oneri a suo carico. “Qualora per la sottoscrizione del capitale sociale dovesse rendersi necessario un intervento finanziario a carico della Regione siciliana, la costituzione potrà avvenire solo a seguito di una legge che ne preveda la copertura finanziaria” - si legge nel testo della norma. Al terzo comma infine la nuova società potrà prevedere, anche in fase di prima costituzione, la partecipazione di Anas per una quota massima non superiore al 50+1% del capitale”. Rigide le opposizioni dell’Ars che finora hanno alzato un muro contro la fusione Cas-Anas insieme a diversi esponenti della maggioranza. Per Franco Rinaldi (Fi) che ha detto che “Il Cas è l’unica società regionale che produce guadagni per 70 milioni di euro l’anno” e chiede “con quale criterio può essere ceduto all’Anas e senza che questa presti alcuna garanzia e senza un piano chiaro che mostri gli esiti dell’operazione”.

Ieri pomeriggio si è esaminato in Aula l’articolo 6 del collegato sulle società partecipate
. Ardizzone ha cercato di contenere il muro dei deputati che hanno cercato di modificare con gli emendamenti il “collegato”. “Tra 60 giorni – ha detto -  in piena campagna elettorale potremmo trovarci come Ars sotto processo, con le norme impugnate dal Consiglio dei Ministri. Sugli emendamenti presentati dal governo in Aula esprimerò i miei dubbi a proposito di questioni di legittimità costituzionale e ciascuno si assumerà poi le proprie responsabilità”. Ma la posizione di Ardizzone ha avuto anche la funzione di frenare il possibile intento del governo di presentare un maxi emendamento per arrivare più rapidamente al voto finale. “Gli emendamenti del governo devono essere presentati in tempo - ha detto Ardizzone in modo perentorio - se saranno evidentemente non pertinenti, saranno stralciati”, aveva detto in mattinata.
Mentre scriviamo la seduta è ancor a in corso, tra tensioni e discussioni sugli articoli.

Articolo pubblicato il 10 agosto 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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