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Cclovia della Magna Grecia, per il progetto si aspetta che la Regione Calabria presenti le stime economiche
di Rosario Battiato

L’accordo per la “Magna Grecia” è stato firmato dall’assessore regionale ai Beni culturali Carlo Vermiglio. Per il progetto si aspetta che la Regione Calabria presenti le stime economiche

Tags: Ciclovia, Bicicletta, Cicloturismo, Sicilia



PALERMO – Tocca anche alla Sicilia. Dopo la firma del luglio 2016, che ha fissato i protocolli delle prime quattro ciclovie nazionali (Ciclovia del Sole, Venezia-Torino, Acquedotto pugliese e Grab), martedì scorso è stata la volta delle ciclovie del Garda, della Magna Grecia e della Sardegna. L’accordo ha riguardato il Mit, il Mibact e le Regioni coinvolte. Per la Sicilia c’era Carlo Vermiglio, assessore ai Beni culturali.

Non è un atto simbolico, le ciclovie rappresentano, anche a livello comunitario, delle infrastrutture di trasporto necessarie, un punto fermo della cosiddetta mobilità dolce che accomuna spostamenti sostenibili e ritorno economico. Lo ha ricordato anche il ministro Graziano Delrio: “La rete nazionale delle ciclovie turistiche, inserite nella programmazione delle Regioni e nell’allegato del Mit al Def come vere e proprie infrastrutture di Serie A, sta prendendo forma nelle realtà e nella consapevolezza collettiva, con già 4 progettazioni in corso e 3 in partenza con la firma di oggi (martedì, ndr)”.

Lo dicono i numeri del cicloturismo: i dati del Mit fanno riferimento ai due milioni di viaggi e 20 milioni di pernottamenti per un totale di 44 miliardi di euro in Europa (aggiornato 2012). Il valore potenziale del cicloturismo in Italia è stimabile in circa 3,2 miliardi annui. Inoltre, una ciclovia turistica, stando alle stime riportate dal ministro, si ripaga in tre anni perché restituisce fino a cinque volte ogni euro investito. Numeri che si possono applicare proprio alla nuova ciclovia Magna Grecia che potrebbe permettere l’attivazione di un giro d’affari pari a 500 milioni di euro.

La ciclovia ha un’estensione complessiva da mille chilometri e attraversa tre regioni (Basilicata, Calabria e Sicilia)
, coinvolgendo in particolare le “strade di servizio che corrono partendo da Metaponto – si legge nella nota del Mit –, sino alla città di Reggio Calabria, per poi risalire sulla dorsale tirrenica giungendo in Basilicata nella città di Maratea, interessando in particolare il tratto uno della rete Bicitalia e collegandosi a Reggio Calabria anche al tratto 11 della stessa Rete “ciclovia degli Appennini”. Il tratto siciliano “si muove lungo l’itinerario di Eurovelo 7: da Messina si collega con Catania, con Siracusa e Pachino, per poi concludersi a Pozzallo”.

Il governo pensa che le ciclovie possano rappresentare un fattore determinante per lo sviluppo turistico del Paese. Non è un caso che per il sistema nazionale siano stati stanziati 89 milioni di euro, tra il 2016 e il 2018, per le quattro ciclovie prioritarie previste al comma 640 della Legge di Stabilità 2016 e ci sono ulteriori 283 milioni di euro, previsti dalla legge di Bilancio 2017, per le altre ciclovie individuate dal Mit nel periodo 2017/2024. Complessivamente le risorse messa a disposizione sono pari a 372 milioni di euro che potrebbero arrivare fino a 750 milioni grazie al cofinanziamento.

Per le prime quattro ciclovie ci sono già le progettazioni in corso
, per le nuove tre bisognerà adesso attendere che i soggetti capofila (per la Magna Grecia è la Regione Calabria) coordinino i lavori degli Enti coinvolti e presentino al Mit la “stima economica del progetto di fattibilità tecnica ed economica e del fabbisogno per la realizzazione, indicando le priorità”. Ottenuta l’approvazione alla stima e risorse per la progettazione, i coordinatori dovranno inviare i progetti che “saranno finanziati con decreto del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti di concerto con il ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo”.

Articolo pubblicato il 12 agosto 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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