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Due robot inventano una nuova lingua
di Carmelo Lazzaro Danzuso

Nel corso di una ricerca Usa due “bot” hanno iniziato a sviluppare un linguaggio incomprensibile agli esseri umani



ROMA – Tutti calmi e niente panico. Scenari apocalittici da film hollywoodiani quali Terminator e Matrix sono ancora lontani. La rivolta delle macchine non è ancora iniziata e si spera non prenda mai il via. Potere riaccendere il condizionatore e smettere di guardare con sospetto il frigorifero.

La premessa è d’obbligo, in particolare dopo la notizia su uno studio Usa dedicato all’Intelligenza artificiale che ha preso una piega inaspettata quando, di punto in bianco, due robot hanno inventato autonomamente una nuova lingua per comunicare tra loro, tagliando fuori gli esseri umani dalla possibilità di comprenderli. Una situazione che, secondo quanto ricostruito in un primo momento, avrebbe spinto i soggetti coinvolti nell’esperimento a spegnere i macchinari utilizzati.

Proprio per rassicurare coloro i quali avevano già deciso di rifugiarsi in una comunità amish per sfuggire all’apocalisse robotica, è intervenuto con un post su Facebook Dhruv Batra, ricercatore del laboratorio Facebook AI research (Fair), il quale ha cercato di spiegare nel dettaglio quanto accaduto: “Nonostante l’idea che delle macchine che inventano un nuovo linguaggio per parlare tra loro suoni inaspettata e allarmante per chi non si occupa di Intelligenza artificiale, in realtà si tratta di un aspetto molto ben conosciuto del settore, con pubblicazioni in merito che sono vecchie di decenni”.

In pratica gli sviluppatori, che stavano lavorando a un sistema in grado di simulare il nostro modo di conversare in modo da non far capire all’interlocutore di avere a che fare con una macchina (aspetto, questo, evidentemente molto utile nel campo dei social network), hanno programmato dei “bot” (robot o sistemi di Intelligenza artificiale) capaci di dialogare tra loro in inglese e condurre semplici trattative. A un certo punto, i due sistemi hanno cominciato a parlare un nuovo linguaggio, inventato da loro, utilizzando le parole in un modo diverso dal nostro. Gli sviluppatori hanno presto capito che questo era avvenuto perché non avevano imposto ai sistemi di dialogare esclusivamente in inglese. Quando hanno modificato il programma in modo che lo facessero, i due bot hanno smesso di usare il loro incomprensibile linguaggio.

Come sottolineato dal ricercatore, i bot hanno dunque cambiato il loro linguaggio perché hanno trovato un sistema di comunicazione con cui potevano condurre la loro trattativa in modo più efficace. Una cosa che fanno abitualmente anche le persone in carne e ossa, nei contesti in cui è più facile e veloce usare dei codici “esoterici”.

“In poche parole – ha affermato Batra - degli agenti impegnati a risolvere un compito in un dato ambiente spesso troveranno modi non intuitivi per massimizzare il risultato. L’analisi della funzione di ricompensa e la modifica dei parametri di un esperimento non vuol dire ‘scollegare’ o ‘spegnere’ l’Intelligenza artificiale”. Se questo fosse il caso, ogni ricercatore del settore ha ‘spento l’Intelligenza artificiale’ ogni volta che ha fatto terminare un lavoro a una macchina”.

Dunque, tutto sotto controllo e nessuna guerra tra uomo e robot in arrivo, ma soltanto studi sull’intelligenza artificiale che proseguono per produrre servizi sempre più efficienti a servizio dell’uomo.

Se il tostapane si rifiuta di funzionare, scacciate dalla mente il pensiero che stia progettando di aggredirvi alle spalle alla prima occasione: consigliamo di farlo riparare o, al massimo, comprarne uno nuovo.

Articolo pubblicato il 12 agosto 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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