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Italia e Sicilia in corsa verso l'Industria 4.0
di Redazione

Per facilitare le operazioni di conversione, previsito Iper ammortamento del 150 per cento per chi compra nuovi macchinari. Necessario adeguare i vecchi sistemi alle nuove frontiere della tecnologia

Tags: Industrializzazione, Sicilia, Tecnologia



L’industria italiana si muove verso la digitalizzazione dei macchinari industriali, come avviene nel resto dell’Europa, e anche la Sicilia è chiamata in causa. Per agevolare le operazioni di conversione delle industrie è stato previsto un Iper ammortamento del 150 per cento in favore di chi investe in nuovi macchinari 4.0 entro il termine ultimo fissato per il 30 settembre 2018. Le aziende che riusciranno a cogliere la sfida dell’Industria 4.0 potranno beneficiare di grandi opportunità fornite dalle nuove ricerche, dall’innovazione e dalla formazione, tenendo sempre un occhio alle evoluzioni in corso nel mondo della tecnologia.

A tal fine, è necessario rimboccarsi presto le maniche in quanto le tecnologie 4.0 necessitano di un periodo che oscilla tra 10 e 15 anni per raggiungere la piena efficienza. Inoltre, con l’innovazione giungerebbero anche nuovi investimenti e una nuova cultura manageriale che sia capace di immettere le industrie italiane nel mercato globale e digitalizzato. La quarta rivoluzione industriale è già arrivata in paesi come Germania e Stati Uniti, grazie a strategie e investimenti lungimiranti, riuscendo ad adeguare i propri modelli produttivi industriali alla trasformazione digitale basata sull’integrazione tra tecnologia e persone. Sotto tale aspetto, l’Italia è in forte ritardo, in quanto persino la terza rivoluzione industriale non è mai stata portata a termine. Fin quando le nostre imprese non riusciranno a colmare il deficit tecnologico, saranno destinate a perdere sempre più competitività in un mercato globale.
La soluzione potrebbe essere lo sviluppo di processi industriali molto più versatili, in grado di mantenere viva la base artigianale tipica del made in Italy e di far fronte a quelli che sono i requisiti del mercato del futuro.

Nel quadro di Industria 4.0 si inscrive ovviamente anche l’aggiornamento delle industrie siciliane. Infatti, Intesa Sanpaolo e Confindustria hanno destinato alle imprese siciliane due miliardi di euro, in seno all’accordo “Progettare in futuro”, presentato a Catania nella sede della Sibeg, azienda di spicco nel settore dell’imbottigliamento che ha già adottato le nuove soluzioni previste da Industria 4.0 . Tale accordo, a detta del vicepresidente di Confindustria Catania, Antonello Biriaco, acquista ancora più valore se correlato alla nascita, molto prossima, del primo Digital Innovation hub della Sicilia, destinato a fare da apripista nel lungo cammino che porta alla nuova Industria 4.0.

Inoltre, in questi giorni si è assistito alla nascita di P.R.I.M.I.S., il Polo di Rete Industriale Meccatronica Sicilia. Antonello Mineo, presidente del distretto produttivo Meccatronica Sicilia composto da 150 imprese siciliane, spiega che alla regione siciliana è data la possibilità di essere protagonista della quarta rivoluzione industriale.

Le basi per il nuovo modello di produzione industriale saranno una maggiore flessibilità, processi più veloci e nuove tecnologie, e permetterà alle imprese siciliane di ridurre i costi producendo a livelli qualitativi elevati, divenendo così competitive sul mercato. Come è ormai noto, l’industria 4.0 non intende soppiantare il lavoro manuale, ma è prevista una riqualificazione del lavoratore, il quale diverrà in grado di interfacciarsi con il mondo digitale e adeguare i propri prodotti agli standard qualitativi previsti dal mercato globale.

Articolo pubblicato il 15 agosto 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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