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"Resto al Sud", incentivi per giovani imprese del Mezzogiorno
di Michele Giuliano

Il provvedimento è rivolto a imprenditori meridionali e prevede dotazione fino a 40mila euro. La Sicilia è tra le regioni con più basso tasso di crescita di aziende under 35

Tags: Economia, Sviluppo, Sicilia, Mezzogiorno, Imprese, Under 35, Giovani



ROMA - Un sostegno fino a 40mila euro per i giovani che avviano imprese nel Mezzogiorno. È quanto prevede il provvedimento ‘Resto al Sud’ del 20 giugno 2017 e rivolto agli imprenditori under 35 residenti nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
 
La misura prevede per i giovani meridionali di età compresa tra i 18 e i 35 anni che non dispongano di mezzi per avviare un’attività, nell’ambito della produzione di beni nei settori dell’agricoltura, dell’artigianato e dell’industria ovvero relativa alla fornitura di servizi, una dotazione di 40mila euro, di cui il 35% a fondo perduto, a copertura dell’intero investimento e del capitale circolante.

Il finanziamento residuale, rispetto alla quota di contributo a fondo perduto, sarà a tasso zero, da restituire in 8 anni ed erogato tramite il sistema bancario, con il beneficio della garanzia pubblica, attraverso apposita sezione del Fondo di Garanzia per le Pmi. Nel caso in cui l’istanza sia presentata da più soggetti, incluse le società cooperative, l’importo massimo del finanziamento erogabile è pari a 40mila euro per ciascun socio con tetto massimo ammissibile di 200mila euro per ogni singolo progetto. Sono escluse, invece, le spese per progettazione e quelle per personale, al fine di evitare di alimentare mercati delle consulenze e comportamenti opportunistici, mentre è prevista la possibilità di azioni di accompagnamento nelle fasi di sviluppo del progetto imprenditoriale da parte di enti pubblici e non. Dopo il via libera contenuto nel decreto ministeriale di attuazione sarà possibile presentare le domande di accesso ai finanziamenti, fino ad esaurimento delle risorse stanziate, direttamente sul sito di Invitalia, soggetto gestore della misura per conto della Presidenza del Consiglio dei ministri, che valuterà il progetto proposto entro 60 giorni. L’Agenzia per l’attrazione degli investimenti provvederà alla relativa istruttoria, valutando anche la sostenibilità tecnico-economica della proposta progettuale.

La Sicilia è una delle regioni italiane in cui nel 2016 il tasso di crescita di imprese under 35 è stato più basso: il saldo tra aperture e chiusure di imprese “giovani”, cioè di imprese la cui partecipazione del controllo e della proprietà è detenuta in prevalenza da persone di età inferiore ai 35 anni, è stato infatti di 5.389, pari a un tasso dell’8,8%; hanno fatto peggio solo l’Abruzzo (7,1%) e la Valle d’Aosta (8,5%). La Basilicata è la regione in cui le imprese giovanili hanno particolarmente accelerato il passo nel 2016 rispetto al 2015: 16,7%; a seguire ci sono il Molise (14,7%) e il Trentino Alto Adige (13,8%). Guardando al dato nazionale, a fine dicembre 2016 il Registro delle Camere di commercio contava 608.204 imprese guidate da giovani meno che trentacinquenni.
Nei dodici mesi da poco trascorsi, i giovani imprenditori dello Stivale hanno messo a segno un saldo di 63.646 unità in più tra aperture e chiusure di imprese (10,2%).

A livello provinciale, in Sicilia la più virtuosa per tasso di crescita nel 2016 è Ragusa (10,8%, dato superiore a quello nazionale pari al 10,2%); seguono Catania (10%), Messina (9%), Agrigento (8,9%), Trapani (8,7%), Enna (8,3%), Siracusa (8,3%), Caltanissetta (7,6%); fanalino di coda è il capoluogo (7,3%), che tra le province italiane si colloca al sestultimo posto (in testa c’è Matera con il 18,3%; ultima Chieti con il 6,3%).

Articolo pubblicato il 15 agosto 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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