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Energia, Sicilia inguaribile sprecona
di Rosario Battiato

Riqualificazione edifici: in Italia investimenti per oltre 3 mld l’anno, nell’Isola solo il 2% (13 volte meno della Lombardia). In grande ritardo Pa, imprese e privati. L’80% degli immobili è inefficiente

Tags: Energia, Sicilia, Rinnovabili, Riqualificazione Energetica



PALERMO – La rivoluzione verde non attecchisce nell’Isola. Nel 2016 gli investimenti nel settore della riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare esistente, stimolati dalle agevolazioni fiscali, hanno prodotto 3,3 miliardi di investimenti in Italia, soltanto il 2% (circa 65 milioni) in Sicilia. L’edilizia residenziale non è l’unico clamoroso ritardo: anche imprese e Pubblica amministrazione registrano numeri ancora timidi rispetto alle altre Regioni.

Investire è necessario per risollevare un patrimonio edilizio ancora energeticamente povero. L’Osservatorio regionale ed Ufficio statistico dell’Energia della Regione siciliana ha fornito gli ultimi dati (aggiornati al novembre 2016) relativi agli Ace (attestato di certificazione energetica) o agli Ape (attestato di prestazione energetica, che ha sostituito il primo), cioè quei documenti, redatti da tecnici, che certificano la prestazione energetica degli edifici tenendo conto delle condizioni locali e climatiche esterne, e che di fatto costituiscono il primo passo per effettuare un monitoraggio del patrimonio edilizio e quindi programmare una riduzione dei consumi energetici legati alle attività residenziali. Dal 2009 al novembre del 2016 sono pervenute 345.800 certificazioni – in Sicilia il patrimonio abitativo complessivo è costituito da 1,4 milioni di edifici residenziali (dati Istat) – e poco meno dell’80% del totale si colloca tra le ultime due classi energetiche (F e G). Complessivamente ce ne sono 224 mila nell’ultima classe (G, pari al 65% del totale) e quasi 50 mila (F, 14% del totale) nella penultima. Pochissime le abitazioni che rientrano nelle fasce energeticamente più sostenibili: circa 2 mila nella classe A, pari all’1% del totale, 6.700 nella B (2%), più di 15 mila nella C (4%).

Un ritardo che difficilmente verrà colmato nei prossimi anni, dal momento gli interventi di riqualificazione edilizia sono ancora al minimo. Lo certifica l’Enea all’interno del rapporto 2017 sull’efficienza energetica in Italia che ha permesso di fare il quadro delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente, fornendo i numeri di interventi e investimenti per tipologia di interventi dal 2014 al 2016.

In Sicilia, dopo una lieve flessione registrata nel 2015, la tendenza è in crescita e infatti è passata da 62 milioni di euro (dato 2014) ai 65 dello scorso anno. In un triennio gli investimenti nel settore sono stati di circa 180 milioni di euro.

Numeri che sono ben poca cosa se rapportati al resto del Paese: nell’ultimo anno in considerazione (2016), il peso della Sicilia sul totale nazionale è stato quasi inesistente, cioè 65 milioni su 3,3 miliardi, poco meno del 2%. In crescita costante, eppure non sufficiente per mantenere il ritmo delle altre Regioni, il numero di interventi: da 7.925 a 8.432 fino a 9.358, complessivamente il 2,5% del totale nazionale. Gli interventi più gettonati sono stati quelli relativi ai serramenti (circa 4.500 all’anno), seguiti dalle caldaie a condensazione (2 mila solo nel 2016). Il risparmio annuo, quindi il dato che misura la riduzione dell’impatto sull’ambiente, si è mantenuto costante intorno ai 18 MWh.

Per comprendere fino in fondo il ritardo maturato dai siciliani in rapporto alle opportunità concesse dalle detrazioni fiscali del governo è sufficiente confrontare la performance siciliana con quella di altre regioni italiane. In Lombardia, soltanto nel 2016, la spesa è stata pari a 846 milioni di euro, cioè di cinque volte superiore al totale degli investimenti effettuati in Sicilia (e 13 volte di più se si considera solo l’anno scorso). In tre anni la Lombardia ha raggiunto la favolosa cifra di 2,3 miliardi di euro per 240 mila interventi. Il Piemonte, in tre anni, ha superato il miliardo di euro di investimenti per 150 mila interventi, la Toscana è andata oltre il mezzo miliardo. E non sono eccezioni settentrionali, anche nel mezzogiorno d’Italia, seppur in maniera inferiore, si fa meglio dell’Isola. Al Sud la Puglia e la Campania hanno registrato  rispettivamente 228 e 210 milioni di euro di investimenti.

Anche il fronte delle attività produttive non risulta particolarmente ben disposto nei confronti nella rivoluzione green. Il rapporto annuale della Fondazione Symbola ha registrato, tra il 2008 e il 2014 (con finestra sul 2015), circa 70 mila aziende lombarde che hanno avviato investimenti sostenibili. La numerosità delle imprese siciliane è inferiore di quasi quattro volte, cioè pari a 22 mila, nono dato tra le regioni. E la graduatoria è ancora più compromessa se consideriamo l’incidenza delle imprese che investono green sul totale di quelle di ogni regione: in questo caso le imprese isolane, per numerosità, sarebbero al terzultimo posto nazionale.

L’ultimo capitolo riguarda la Pubblica amministrazione siciliana. Per affrontare un tema comunque complesso, abbiamo preso come riferimento le “richieste di incentivi sul ‘Conto Termico’ per interventi di efficienza della Pa locale”. Queste ultime, certifica l’Enea, sono cresciute del 300% a livello nazionale. Il Conto termico è una misura per agevolare i risparmi energetici nel settore pubblico sulla base di incentivi che vanno dal 40 al 65% della spesa sostenuta (dipende dal tipo di intervento) e arrivano al 100% in caso di diagnosi energetica e per l’attestato di prestazione energetica. Tra il 2013 e il 2016, sulla base dei dati pubblicati dall’Enea, non ci sono stati interventi né incentivi da parte della Pa isolana. Prendendo come riferimento la Pa lombarda,  scopriamo che gli interventi tramite il Conto Termico sono stati 242 per circa 6,5 milioni di euro di incentivi. In Piemonte ce ne sono stati altri 91 per circa 1,6 milioni di euro di incentivi.
 

 
In tre anni interventi per 9,5 miliardi di euro
 
PALERMO – In tutta Italia, nel triennio 2014-2016, sono stati realizzati circa un milione di interventi. Un terzo di questi, cioè più di 360 mila, soltanto nel 2016. Soltanto lo scorso anno sono stati attivati investimenti per 3,3 miliardi di euro (+7% rispetto al 2015), per i prossimi dieci anni restano a disposizione detrazioni fiscali per 2,1 miliardi. Nel triennio preso in considerazione sono stati attivati circa 9,5 miliardi di euro, con particolare predilezione per la sostituzione di serramenti (circa il 40%), seguita da coibentazione di solai e pareti (25%) e 9% per la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento dell’intero edificio. Numeri che si traducono anche in notevoli risparmi: in sette anni di attuazione del meccanismo è stato possibile risparmiare circa 1,08 Mtep/anno in termini energia primaria.
Ancora per tutto quest’anno, grazie alla legge di bilancio 2017, sarà possibile godere delle detrazioni fiscali del 65% per tutti gli interventi di riqualificazione energetica già incentivati con le precedenti leggi finanziarie. Inoltre sarà possibile, fino al 21 dicembre del 2021, ottenere le detrazioni per gli interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali che interessino l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al “25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo e quelli di riqualificazione energetica sempre relativi a parti comuni di edifici condominiali finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva”. Per questi interventi la legge dispone che la detrazione consista fino al 75%, fissando un limite di spesa non superiore a 40.000 euro ad unità immobiliare.
 

 
Po Fesr Sicilia 2014-2020: 412 mln per l’efficienza
 
PALERMO – Con i fondi Ue 2014-2020, la Sicilia prova a coprire i ritardi sul fronte dell’efficienza energetica. Una stima dell’Enea ha calcolato che i Por-Fesr hanno destinato nel complesso “circa 2,5 miliardi di euro a misure di risparmio ed efficienza energetica, sviluppo urbano sostenibile, decarbonizzazione e sistemi di trasporto intelligenti”. Spostando la lente d’ingrandimento sulla spesa regionale, scopriamo che le risorse disponibili da Fesr per efficienza energetica nelle diverse Regioni italiane vedono la Sicilia in vetta con circa 412 milioni di euro destinati (il settore include anche sviluppo urbano sostenibile, decarbonizzazione e sistemi di trasporto intelligenti). Si tratta dell’intervento più elevato tra le regioni italiane, ma bisogna considerare che per l’Isola si tratta soltanto del 37% del totale dell’Asse prioritario Por Fesr rilevante.
In relazione alla programmazione 2007-2013, invece, la dotazione finanziaria complessiva per l’Isola è stata pari a 4,3 miliardi, con una percentuale investita nel settore energetico pari al 5,92%. Di questa porzione il 2,92% è stato destinato al Fondo Jessica, il 2,70% alla mobilità sostenibile, lo 0,11% alla distribuzione di energia, lo 0,03% all’illuminazione pubblica e lo 0,15% alle misure orizzontali del settore pubblico. Da tutti questi settori sono scaturiti 24 progetti, tra questi ben 11 sono ancora in corso, 1 è liquidato e 12 sono conclusi.

Articolo pubblicato il 17 agosto 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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