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Aree protette, distrutti dal fuoco oltre 11 mila ettari in Sicilia
di Rosario Battiato

Macchina di prevenzione e spegnimento piena di falle: su 167 incendi in Italia, 53 scoppiati nell’Isola. Legambiente accusa la Regione che ha “dimostrato grande impreparazione”

Tags: Incendi, Sicilia, Legambiente



PALERMO – L’incendio che alla fine di luglio ha aggredito e incenerito il versante Sud della Riserva dello Zingaro non costituisce l’eccezione di un’annata storta: anche nel 2012 quest’area dall’alto valore simbolico, prima riserva istituita in Sicilia nel 1981, era stata percorsa dalle fiamme. E non è la sola. Una prevenzione non sempre adeguata e una macchina antincendio piena di falle faticano a proteggere il proprio territorio e i preziosi patrimoni verdi restano nel mirino del fuoco. I roghi di quest’anno, che hanno raggiunto numeri record in tutta l’Isola, non hanno risparmiato le aree naturali protette: un report di Legambiente ha designato la Sicilia come la regione più coinvolta con diversi siti e migliaia di ettari percorsi dal fuoco.

Dovrebbero essere “protette”, ma di certo non lo sono dagli incendi.
Lo certifica l’associazione del cigno che ha registrato come quest’anno, in tutta Italia, un incendio su tre sia stato innescato all’interno del perimetro di queste preziose oasi di biodiversità e presidio paesaggistico. I numeri non mentono: “nel 2017 in Italia quasi un terzo dell’intera superficie percorsa dal fuoco ha interessato aree di valore naturalistico e incluse nella rete Natura 2000 sempre più nel mirino di ecomafiosi e piromani”. Andando in dettaglio, scopriamo che sono stati 24.677 gli ettari di Zps (Zone di protezione speciale) per tutelare l’avifauna andati in fumo, 22.399 quelli dei siti di importanza comunitaria e ben 21.204 gli ettari bruciati di parchi e aree protette. Tenuto conto della parziale sovrapposizione delle tre tipologie, come spiega Legambiente sul proprio sito ufficiale, il totale è di 35 mila ettari.

Tra le Regioni più colpite c’è l’Isola, assieme a Campania e Calabria
. Il monitoraggio dell’associazione del Cigno rivela che gli incendi nel 2017 hanno coinvolto in Italia 87 siti di importanza comunitaria, tra questi 31, cioè un terzo del totale, si trovano in Sicilia. Altri 35 hanno riguardato le zone di protezione speciale e anche in questo capitolo uno su tre è stato in Sicilia (10). L’elenco isolano spicca anche tra i 45 parchi e aree protette coinvolti dalle fiamme, con 12 siti. Complessivamente la Sicilia è stata coinvolta in 53 su 167 complessivi.

Numeri che si traducono anche in un patrimonio maggiore di ettari bruciati. L’Isola, infatti, ha fatto registrare la più elevata quota con 11.817 ettari bruciati di Sic, 8.610 di Zps e 5.851 nelle aree protette. Anche in questo caso non è possibile fare un conteggio complessivo, data la sovrapposizione di alcune superfici nei vari siti. A seguire ci sono Campania (8.265 ha nei Sic, 4.681 nelle Zps e 8.312 nelle Aree protette), Calabria (666 ha nei Sic, 3.427 nelle Zps e 3.419 nelle Aree protette) e Puglia (1.687 ha nei Sic, 1.535 nelle Zps e 1.283 nelle Aree protette).

La responsabilità è diffusa, ma parte dalle Regioni. Legambiente ha sottolineato che proprie queste ultime sono le “istituzioni che hanno la principale responsabilità per l’efficace ed efficiente gestione della rete Natura 2000, in questa emergenza incendi che ha devastato la Penisola e le aree di pregio naturalistico hanno dimostrato una grande impreparazione nel saper prevenire e mettere in sicurezza il prezioso patrimonio naturalistico dal rischio incendio”. Inoltre, si legge sul sito dell’associazione del cigno, gli strumenti normativi che le aree protette hanno a disposizione sono il “frutto della legge 353/2000 e prevedono che ogni area protetta nazionale, Parco o Riserva, si doti di un Piano antincendio boschivo”.

Articolo pubblicato il 18 agosto 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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